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È scontro fra sindacati e ConfIndustria

Sabato 11 aprile 2020, un duro scontro via comunicati stampa si è acceso fra i sindacati Cgil, Cisl e Uil e Confindustria Valle d’Aosta.

L’accusa dei sindacati

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Valle d’Aosta accusano: «Sarà una Pasqua amara per i lavoratori valdostani. Le aziende che inizialmente avevano dato il benestare ad anticipare la cassa integrazione per i lavoratori, ora fanno dietrofront. Lo scollamento tra una parte del mondo industriale e quello operaio risulta ancora più evidente in questa occasione».

E aggiungono: «Che razza di comportamento è questo e Confindustria come fa a prestarsi a un’azione di questo tipo? Confindustria ci ricorda un personaggio della mitologia che tesseva di giorno e disfava [sic] di notte. È un gioco pericoloso che si fa sulla pelle dei lavoratori, l’ennesimo schiaffo che si dà ai Valdostani, come se non fosse già abbastanza tutto quello a cui devono far fronte in questo momento di pandemia. Forse questo ulteriore campanello d’allarme dovrebbe risvegliare la politica dal torpore in cui sembra essere sprofondata. La colpa della politica regionale è proprio quella di non aver fatto da “cassa di compensazione” tra il mondo industriale e quello operaio e con questo modo di fare si allontana ancora di più dai lavoratori. Saranno oltre mille le famiglie che si troveranno ad affrontare questa situazione sanitaria senza nessuna copertura economica».

La risposta di ConfIndustria

Dal punto di vista sindacale molto ci sarebbe da discutere, sostiene ConfIndustria: «se è vero che i verbali sono stati annullati (a seguito della Circolare Inps con cui si precisa che gli stessi non sono obbligatori per esperire la pratica) è altrettanto vero che non tutte le anticipazioni sono venute meno».

E poi spiega: «Molti sono gli imprenditori che hanno deciso di non ricorrere agli ammortizzatori sociali, anticipando di tasca loro il pagamento delle ferie; molti sono anche quelli che, pur facendo ricorso alla Cassa, hanno deciso di anticipare per conto Inps l’indennità ai lavoratori. Altri, a seguito della citata circolare che ha chiarito la non obbligatorietà dell’accordo […] hanno deciso, per mancanza di liquidità sufficiente alla futura ripartenza, di non anticipare».

Tuttavia: «Grazie all’accordo, i lavoratori a cui sono stati concessi gli ammortizzatori sociali potranno ricevere dalle banche un’anticipazione degli importi a loro dovuti, in attesa del pagamento da parte dell’Inps. Può quindi venire meno, per questo aspetto, la funzione delle imprese, talvolta chiamate ad anticipare esse stesse i trattamenti economici a favore dei lavoratori. In questo momento di ricavi ridotti o nulli e di carenza di liquidità, la possibilità per i lavoratori di ricorrere alle banche è quindi particolarmente utile ai lavoratori stessi e alle imprese, che possono avere difficoltà a rispondere a richieste in tal senso».

Vi è stato un caso, racconta l’associazione datoriale, di una «Banca locale» che ha negato l’anticipo, e sarebbe stata proprio ConfIndustria a contattare il sindacato che rappresenta il lavoratore per collaborare nel risolvere la situazione.

E la nota si conclude affermando che, venerdì 10 aprile 2020, ConfIndustria ha richiesto ha richiesto la convocazione urgente del Comitato Inps al fine di monitorare la situazione delle autorizzazioni e dei successivi anticipi delle Casse integrazioni ai lavoratori, «per cercare di velocizzare le procedure burocratiche obbligatorie».

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