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La situazione all’Istituto clinico di Saint-Pierre

La Direzione sanitaria dell’Istituto clinico Valle d’Aosta ha diramato una nota per esplicitare la situazione di diffusione del coronavirus fra i pazienti e il personale.

In relazione alle misure di prevenzione messe in atto, ricorda che, nel febbraio 2020, aveva avviato il triage in ingresso per tutti (operatori, pazienti fornitori); aveva ristretto gli accessi ai parenti fino al blocco totale del 6 marzo; aveva redatto e messo in uso procedura per la gestione dei casi sospetti (che prevede isolamento, DPI, richiesta tampone e trasferimento in ospedale); aveva fornito agli operatori i DPI necessari come da linee guida ministeriali.

In marzo, con il personale interno più fragile/anziano (medici, ausiliari, infermieri) era stato concertato il non accesso alla struttura a tutela della loro salute

La situazione attuale

Al momento l’Istituto dichiara cinque operatori positivi non in servizio, due dei quali prima ancora della separazione fra reparti Covid e non-Covid. Non risultano, a lunedì 13 aprile 2020, né medici né fisioterapisti positivi, né operatori socio sanitari al primo piano.

Secondo piano no-Covid

I pazienti inviati dalla geriatria/lungodegenza/altri reparti dei presidi ospedalieri di Aosta erano tutti a tampone negativo in ingresso (come da procedura concordata con Ausl) e come tali sono stati accolti e trattati.

tesi peraltro sostenuta, con propria nota, anche dall’Azienda Usl: «I pazienti trasferiti dall’ospedale all’Isav secondo piano sono stati sottoposti preventivamente a tampone risultato negativo. I pochi pazienti non sottoposti a tampone sono stati trasferiti a Isav asintomatici e sono ricoverati da un periodo superiore a quanto necessario per la diffusione del virus (ovvero, da un periodo più lungo di una quarantena e quindi da troppo tempo per poter portare il virus all’interno della struttura). 
Le dinamiche della diffusione del virus possono essere molteplici e nessuna può essere esclusa – o confermata – con estrema certezza, pertanto il contagio può essersi verificato con diverse modalità
». 

Le mascherine – prosegue la nota dell’Istituto clinico – erano comunque in uso sia al personale sia ai pazienti durante i trattamenti e l’assistenza all’igiene / infermieristica.

Ciononostante, in aprile, prosegue la nota dell’Istituto, si sono registrati casi sospetti trattati con tutti i DPI necessari: i pazienti sono stati isolati e trattati con procedura specifica (con immediata richiesta di tampone e invio in Ospedale).

Ancor prima del risultato – il primo positivo risalirebbe al 7 aprile – p stato tenuto alto il livello di attenzione in reparto.

L’Istituto clinico riferisce che la sua situazione attuale è sotto controllo:

  • Al secondo piano sono presenti solo pazienti con doppio tampone negativo e asintomatici in fase di dimissione / trasferimento.
  • La Direzione generale ha deciso che, per il momento, l’Istituto continuerà a gestire il primo piano Covid con equipe medici Ausl e con proprio organico, come attualmente sta facendo.  Non sono previste al momento assunzioni di interinali.

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