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AV e Testolin hanno posizioni diverse sul ritorno alla normalità

«Sicurezza sanitaria e sostegno al lavoro sono le priorità, ma servono anche piccoli passi disciplinati per un ritorno progressivo alla normalità», scrivono i consiglieri regionali del gruppo Alliance Valdôtaine in una nota.

Il gruppo, composto da eletti di Alpe e Union valdôtaine progressiste, ritiene sia necessario ragionare sulla riapertura cauta e regolamentata di alcune attività, «nella consapevolezza che il lockdown, protratto troppo a lungo, rischia di mettere in crisi in maniera davvero drammatica e talvolta irreversibile, aziende e lavoratori autonomi, quegli stessi per i quali il Consiglio regionale sta per varare una legge di misure di aiuto che ha avuto oggi il parere favorevole della seconda Commissione.»

Si riferiscono «alla possibilità per gli artigiani, che lavorano da soli, di poter riavviare la loro attività, ma anche ai semplici cittadini desiderosi di poter coltivare i propri appezzamenti, importante aiuto nel sostentamento famigliare, unitamente alla manutenzione del verde privato e alla conduzione di piccoli allevamenti di animali da cortile».  E ritengono che «si possa valutare la possibilità di ricominciare a svolgere attività motoria, esclusivamente a piedi, beneficiando del fatto che il nostro ambiente naturale permette di camminare rispettando abbondantemente le norme per il distanziamento sociale. Così come tutti ci siamo abituati a fare la coda ordinatamente, opportunamente protetti e distanziati, per fare la spesa, facendo appello alla coscienza, al rigore e al senso di responsabilità di ognuno, pensiamo che si possano compiere man mano dei piccoli passi ragionati verso una normalità che auspichiamo possa arrivare quanto prima.»

La risposta del presidente Testolin

La risposta del presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin, è arrivata nel corso della conferenza stampa di mercoledì 15 aprile 2020: «Non si possono compiere scelte dettate dalla sensazione ma bisogna procedere sulla base delle indicazioni e del confronto con la parte sanitaria, alla quale spetta di indicare la strada più corretta da seguire per mantenere l’equilibrio che possa garantire la migliore uscita dalla crisi. Crediamo che queste azioni debbano essere improntate prima di tutto alla prudenza. 
Le misure di prevenzione devono entrare nella routine di ogni lavoratore ma, ancora prima, nella testa di ogni cittadino. 
Anche all’uscita di casa per attività non lavorative si dovrà arrivare in maniera graduale
».

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