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Bonus personale sanitario: è polemica fra Cgil e Ausl VdA

Pietro Trovero (Funzione Pubblica Cgil Valle d’Aosta) e Ausl Valle d’Aosta si confrontano, a mezzo comunicato stampa, sul bonus di 100 euro al personale sanitario.

L’accusa di Cgil

«Cento euro di bonus in più in busta paga per il personale sanitario. Lo dice il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma per l’Usl della Valle d’Aosta è più giusto fare i puntigliosi piuttosto che dare subito un segnale tangibile di gratitudine al personale sanitario valdostano, in questo periodo maggiormente provato dall’emergenza sanitaria coronavirus». Per Pietro Trovero «Non è per i 100 euro in sé, ma è il gesto a fare la differenza. Ancora una volta l’Azienda ha dimostrato poca sensibilità nei confronti dei lavoratori. Poi che per legge sia tenuta a versarli entro dicembre è un altro discorso. Nessuno mette in dubbio che l’Usl dia i 100 euro, ma sarebbe stato un atto (soprattutto di riconoscimento) se l’Azienda avesse dato questi soldi subito. Invece come spesso accade emerge l’insensibilità dei vertici aziendali sanitari verso lavoratrici e lavoratori che tanto stanno dando alla comunità in questo periodo di emergenza. Troppo facile poi davanti a microfoni e a telecamere riempirsi la bocca con paroloni di encomi, se poi nelle azioni non è così».

La risposta di Ausl VdA

In risposta al comunicato della segreteria regionale funzione pubblica CGIL VdA, l’Azienda Usl della Valle d’Aosta giudica incomprensibili le accuse di “mancanza di sensibilità” nei confronti del personale sanitario, motivate dal fatto che non si è provveduto al pagamento del premio per i lavoratori dipendenti introdotto dal Decreto 18/2020.

Ritiene opportuno precisare, a tale riguardo, che, contrariamente a quanto dichiarato dalla CGIL, l’Azienda, con apposita comunicazione di servizio del 20 marzo 2020 indirizzata, tra l’altro, a tutte le organizzazioni sindacali, si era assunta l’impegno, che manterrà, di procedere all’erogazione in busta paga di detti importi non entro il mese di dicembre come previsto dalla legge, ma con il mese di giugno 2020, precisando che la scelta di non procedere nell’immediato trovava motivazione nella necessità di rispettare i tempi per la chiusura dei cartellini mensili e nell’assenza di chiare indicazioni che consentissero di evitare di dover riconoscere delle somme ai dipendenti per poi recuperare, a conguaglio, tutto o parte delle stesse.

A confortare l’Azienda sulla bontà di tale scelta, vi è il fatto che a seguito di una prima circolare del 3 aprile, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, in data successiva, che il premio in questione non spetta per le giornate del mese di marzo 2020 in cui i lavoratori hanno operato in modalità Smart Working o hanno fruito di ferie, di permessi, di congedi o di malattia.

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