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Ugl pressa Federgioco per un confronto su come riaprire i Casino?

Luca Malcotti, segretario nazionale Ugl terziario, ha scritto una lettera a Federgioco, giovedì 16 aprile 2020.

Ha chiesto un incontro per un confronto «su come affrontare la cosiddetta fase due ed una possibile riapertura delle case da gioco».

Secondo Malcotti è «evidente che l’emergenza sanitaria non si esaurirà nel breve periodo e siamo tutti ben consapevoli che il sistema delle case da gioco, come del resto più in generale il tessuto economico italiano, non potrà sopravvivere ad un prolungamento sine die del lockdown».

L’esigenza manifestata dal sindacato è dunque «di capire come sarà possibile riaprire i casinò garantendo la sicurezza dei lavoratori e della clientela».

Un confronto serve per «individuare le misure necessarie per essere pronti alla riapertura quando le disposizioni governative lo consentiranno».

E il segretario sindacale lo ritiene «tanto più urgente se si considera che probabilmente si renderanno necessari sia alcuni adeguamenti strutturali ed organizzativi, sia il reperimento di appositi strumenti di protezione individuale».

La risposta di Federgioco

La risposta di Federgioco è giunta il 22 aprile e vi si legge: «in un momento di difficoltà delle Case da gioco italiane a casa dell’emergenza che le colpisce, le stesse sono impegnate nel ricercare ed attuare ogni soluzione atta a consentire la riapertura, che si auspica avvenga in tempi ragionevoli, con al dovuta sicurezza sia per la clientela sia per i collaboratori, nonché per garantire l’equilibrio economico-finanziario aziendale», pertanto «è quantomeno opportuno rinviare un incontro, per il quale dovranno essere coinvolte tutte le Organizzazioni sindacali presenti nelle varie Case da gioco, ai fini di un confronto sulla problematica, nonché per l’informativa circa le valutate modalità operative per la ripresa dell’attività».

Il disappunto di Ugl

Giovedì 23 aprile, Ugl ha replicato a Federgioco esprimendo il proprio «stupore» per la risposta alla richiesta di incontro urgente «che aveva un intento assolutamente fattivo e collaborativo ed andava proprio nella direzione di favorire una rapida riapertura in condizioni di sicurezza».

Una richiesta che era aperta a tutte le rappresentanze sindacali e nel corso del quale Ugl riteneva di «poter dare un utile contributo su come conciliare la necessità di una ripartenza urgente e la tutela della salute e della sicurezza di lavoratori e clienti».

In considerazione del fatto che un confronto con i sindacati «sarà indispensabile», a Ugl risulta «incomprensibile non avviare immediatamente tale confronto al fine di evitare ritardi od inutili frizioni, quando finalmente potremo riprendere l’attività».

Si augura quindi che la risposta sia riconsiderata.

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