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Coronavirus: Pays d’Aoste souverain accusa i parlamentari, Testolin e Cva di immobilismo

Christian Sarteur, portavoce di Pays d’Aoste Souverain, ha diramato una nota per chiedere «In che modo ci stanno rappresentando i parlamentari a Roma? Cosa fanno per i valdostani?».

Nello specifico: «La deputato Elisa Tripodi, pur facendo parte della maggioranza di governo, ha ottenuto qualcosa per la Vallée d’Aoste? Ha mai provato ad arginare il delirio di onnipotenza del presidente Conte che con le sue autocertificazione e le sue imposizioni sta portando alla morte l’economia valdostana? 
Il senatore Albert Lanièce, esponente dei partiti autonomisti, si è mai adoperato per difendere o aumentare la nostra autonomia?
».

Altre domande sono invece per il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin: «Perché la Vallée d’Aoste deve partecipare al risanamento del debito pubblico italiano quando di debiti non ne ha? 
Perché il presidente, esercitando quel poco di diritto che l’autonomia concede, non coordina una apertura ad hoc delle varie attività ancora precluse da Conte ? Data la peculiarità della nostra realtà dare la possibilità a tutti, rispettando limiti sanitari che l’Amministrazione regionale stessa deve indicare, di aprire nuovamente e concedere ad esempio alle guide alpine e altri operatori nel settore produttivo e turistico di prepararsi per la stagione estiva?
».

E, in ultimo: «Perché Cva, che grazie alle nostre acque è un’azienda ampiamente in attivo, non azzera immediatamente le bollette per tutte le attività produttive e commerciali che hanno avuto enormi danni per l’obbligo di chiusura e per le abitazioni di residenza dei valdostani?».

La risposta di Cva

In relazione ai quesiti posti, Cva risponde in questi termini: «In merito alla situazione bollette, CVA intende rammentare che le medesime sono quasi per il 70% costituite da oneri di sistema, costi fissi e tasse. Tali costi per il fornitore sono totalmente passanti e non è pertanto possibile non richiederne il pagamento.

È altrettanto importante sottolineare che CVA sta attualmente lavorando alacremente con le associazioni nazionali di categoria per raggiungere accordi con l’Autorità volti alla riduzione di tali oneri sulle bollette, impegnandosi anche da questo punto di vista affinché le difficoltà imprenditoriali e sociali di questo periodo siano risolte o quantomeno contenute.

Inoltre, considerato che il lockdown ha generato per le imprese in primo luogo un problema finanziario, CVA ha sostenuto le micro, piccole e medie imprese permettendo loro di sospendere il pagamento di 6 mesi di fornitura e di rateizzarli a tasso zero in 36 mesi a partire da gennaio 2021, per un valore stimato di 16,7 milioni di Euro. Lo stesso provvedimento è stato intrapreso anche per le prime case, per un valore complessivo di circa 9,7 milioni di Euro. 

Non solo: per sostenere le imprese, CVA ha anche deciso di anticipare ai propri fornitori i pagamenti previsti fino al 30 giugno 2020, saldando le fatture entro il 31 marzo, per un valore di 4,3 milioni di Euro.

Infine, si ricordano anche le altre iniziative che il Gruppo ha intrapreso a sostegno della popolazione in questo momento difficile, a cominciare dalla donazione di 150.000 Euro all’Ospedale Parini e all’allaccio e fornitura di energia elettrica all’ospedale da campo montato nel piazzale della funivia di Pila a titolo completamente gratuito, così come l’allaccio per l’attivazione di una nuova microcomunità a Morgex».

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