fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Sindacati medici contro la Direzione Ausl VdA

Le organizzazioni sindacali della dirigenza medico-sanitaria-veterinaria pubblica ospedaliera AAROI-EMAC, ANAAO ASSOMED, CIMO FP-CGIL Medici, FESMED, FVM-SIVeMP e SNR-FASSID denunciano che la direzione dell’Azienda Usl Valle d’Aosta e la politica hanno prima sottovalutato e poi inseguito le implicazioni della pandemia, per poi programmare presente e futuro della sanità pubblica ospedaliera e territoriale senza alcun coinvolgimento dei medici né tantomeno delle organizzazioni sindacali che li rappresentano.

A detta dei sindacati si tratterebbe di un atteggiamento antisindacale da parte dell’Ausl Valle d’Aosta perché, sinora, «i sindacati non sono stati consultati e/o coinvolti dall’Azienda nelle scelte organizzative. E, nelle tre riunioni sindacali svoltesi in videoconferenza, convocate su specifica richiesta da parte delle organizzazioni sindacali, la direzione strategica si è dimostrata scarsamente collaborativa e talvolta superficiale».

Ad esempio, non è stata data risposta «alla puntuale richiesta di rendicontazione del numero dei tamponi eseguiti e loro distribuzione ai laboratori di altre regioni con relativi costi aggiuntivi»; non sono stati coinvolti «nella pianificazione dei percorsi interni all’Ospedale (ovvero la distribuzione interna dei pazienti positivi, negativi oppure ancora dubbi in attesa di tampone)» e non sono stati comunicati a chi doveva farli rispettare. Vi sono stati «porte chiuse, muri abbattuti, ascensori dirottati, senza che la Direzione si fosse premurata di darne adeguata informativa».

I sindacati dei medici si chiedono «se sia stato fatto tutto il possibile per contenere l’epidemia e se siano stati tutelati tutti i lavoratori. Se da un lato lo stato di emergenza ci ha colto impreparati, dall’altro dalla Direzione strategica di un’Azienda con circa 2.500 dipendenti ci si aspetterebbe una maggior efficienza. La formazione all’uso dei DPI è giunta a epidemia in corso, la formazione dei medici e del personale dei reparti Covid è stata autogestita con incontri mediante teleconferenza e riunioni formative organizzate spontaneamente da alcuni colleghi, nonostante l’epidemia ci avesse dato almeno 15 giorni di tempo per adeguarci. Le stesse indicazioni sulle necessità di esecuzioni di tamponi su colleghi paucisintomatici non hanno avuto un indirizzo unico bensì una quasi “schizofrenica” alternanza. Di queste contraddizioni è stato chiesto conto nelle opportune sedi, nell’auspicio che emergessero dati, programmi concreti e analisi oggettive. Sono invece emersi solo comodi elogi del lavoro fatto, riportando la bassa prevalenza di dipendenti infettati (anche perché mai testati, nonostante ripetute richieste!) e adducendo lo stato di emergenza a giustificare ogni scelta fatta, ancorché antieconomica ed inefficiente».

I sindacati dei medici sostengono che «la gestione territoriale dell’emergenza, la limitazione delle ospedalizzazioni attraverso la gestione a domicilio è stata la chiave, purtroppo attivata in ritardo, per rendere più mite la già tragica ondata di malati ricoverati».

I sindacati chiedono «il sostegno dei cittadini per portare avanti la ristrutturazione di un’azienda sanitaria che è di tutti» ovvero per «costruire una sanità pubblica migliore, più efficiente e più sicura in Valle d’Aosta, una volta invidiata eccellenza».

Il sostegno dei sindacati confederali

I sindacati del comparto sanità lamentano una mancanza di coinvolgimento delle progettazioni per Ospedale, per il territorio e delle fasi in questo momento cruciali nella gestione di emergenza sanitaria coronavirus.
Le organizzazioni sindacali si chiedono se sia stato fatto tutto il possibile per contenere l’epidemia e se siano stati tutelati tutti i lavoratori, perché «abbiamo dovuto ascoltare auto-elogi del lavoro fatto! Eppure la situazione che vediamo davanti ai nostri occhi è decisamente diversa da quella presentata dai vertici dell’Usl».

Cgil, Cisl e Uil chiedono dove sono i tamponi a tappeto per tutto il personale sanitario? Com’è possibile che proprio un’Azienda sanitaria non si prodighi a mettere in sicurezza prima i propri dipendenti, che assisteranno poi i malati? «Ad oggi i tamponi effettuati al personale sanitario sono irrisori. Qui si parla delle vite delle persone e un atteggiamento del genere è inaccettabile». 

E poi i sindacati confederali lamentano «lo stesso atteggiamento anche dalla Regione». 

Conseguentemente, prendono le distanze «da tutto ciò che sino ad ora è stato fatto per la gestione dell’emergenza nei suoi vari aspetti da politica e azienda USL», ritenendo invece giusto «che tutta la comunità sia messa a conoscenza di ciò che realmente succede».

Potrebbe interessarti:

© 2020 All rights reserved.