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1° maggio 2020: cerimonia simbolica

Un 1° maggio simbolico e virtuale quello che ha avuto luogo, nel 2020, a Verrès davanti al Municipio. L’epidemia ha bloccato le manifestazioni tradizionali e rischia di mettere in crisi anche l’occupazione. Nei loro discorsi, i segretari generali regionali di Cgil, Cisl, Uil e Savt hanno puntato molto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla ripartenza della Valle d’Aosta.

Vilma GaillardCgil Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta si è trovata a dover gestire un’emergenza più grande di lei. Come la Valle anche altre regioni e altri stati. Questa epidemia ha messo in luce le nostre fragilità e le nostre debolezze. Sicuramente cambieranno i nostri modelli di vita, di lavoro e anche tra i nostri affetti ci sarà un approccio diverso. C’è anche da dire che l’emergenza coronavirus ha fatto uscire allo scoperto problemi che da anni si sono canalizzati nel nostro tessuto socio-economico. Problemi che è evidente come non siano nati due mesi fa, ma che da anni denunciamo con forza e dovuti soprattutto all’immobilismo perdurante dei nostri governanti. Mancanza di strategie nel campo economico con le industrie lasciate al proprio destino. Tagli ripetuti alla sanità. che ora paghiamo a caro prezzo. e un sistema socio -assistenziale lasciato in balia di se stesso. Questa epidemia deve spingerci a rivedere il modello di sviluppo economico. Va ripensato il welfare sociale. Vanno rimodulati i modelli di scuola e di sanità pubblica. Va rimesso, soprattutto, al centro il lavoro, in particolare il lavoratore, cui vanno garantiti quei diritti conquistati nel tempo e oggi più che mai è necessario lavorare in sicurezza per costruire il futuro. 

Jean DondeynazCisl Valle d’Aosta

Mai avremmo immaginato un 1° maggio così. Un 1° maggio di grande riflessione su lavoro e sicurezza. Non abbiamo previsto nessun corteo, ma siamo oggi qui a rappresentare simbolicamente questa festa. Una festa che, quest’anno, vuole ancora di più essere momento di vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori. L’auspicio e l’impegno del sindacato confederale è quello che nessuno sia lasciato indietro e che siano garantiti il più possibile i livelli occupazionali e che si faccia tutto il possibile affinché gli interventi messi in campo fino ad oggi da Governo, Regioni e Amministrazioni giungano a chi, in grande difficoltà, ne ha veramente bisogno. La Cisl ieri, 30 aprile, ha festeggiato i suoi 70 anni di vita, un anniversario importante, con un percorso, come ha ricordato il Presidente Mattarella, che ha visto la CISL contribuire in maniera significativa alla costruzione di una Italia democratica, più moderna, più giusta, lavorando sempre per far coincidere gli interessi dei lavoratori con l’interesse generale del Paese. 

Ramira BizzottoUil Valle d’Aosta

Importante che in questo 1° maggio non passi in sordina ma, al contrario, abbiamo il dovere di far sentire la nostra presenza a fianco di tutti i lavoratori, lavoratrici, cittadini tutti, i quali hanno dimostrato con forza e dignità di uscire dalla grave crisi sanitaria che ci ha colpiti, e che ha lasciato un paese devastato da una crisi sociale ed economica, mettendo in ginocchio famiglie, imprenditori, piccoli artigiani, settore commerciale turistico industriale, nessuno escluso. A tutti quei lavoratori che con il loro impegno e sacrificio sono stati vicini a tutte le persone che si sono ammalate , agli anziani nelle strutture, a questi lavoratori va un grazie per tutto , e siamo vicini anche a tutte quelle  famiglie che durante questa pandemia hanno perso i loro cari. Ma la sfida oggi e quella di ripartire tutti insieme, perché solo lavorando tutti insieme possiamo risollevare il nostro paese. Dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie per far sì che l’economia possa ripartire, non possiamo permetterci di rischiare una recessione, dobbiamo collaborare e dialogare con tutte le parti sociali imprenditoriali e politiche, tutti dobbiamo fare la nostra parte, nessuno escluso.

Claudio AlbertinelliSavt

Oggi la piazza è vuota, perché le restrizioni sull’emergenza sanitaria vietano assembramenti. Se non si mettono in atto nell’immediato azioni che permettano di fare ripartire l’economia valdostana, il rischio che corriamo è che questa piazza resti vuota anche l’anno prossimo perché ci saranno più disoccupati che lavoratori e non ci sarà nulla da festeggiare. Dobbiamo assolutamente operare tutti insieme per scongiurare che questo accada. Non si può più perdere tempo, bisogna mettere in atto ulteriori azioni per dare risposte alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese. Noi abbiamo fatto diverse proposte in questo senso e continueremo a farne. Il rammarico è che la Valle d’Aosta non abbia saputo fino ad oggi usare al meglio la propria autonomia per affrontare l’emergenza che stiamo vivendo. Avremmo dovuto fare meglio e prima degli altri, ma in realtà questo non è avvenuto. L’appello che lancio al Presidente della Regione va proprio in questa direzione: è fondamentale fare presto perché i cittadini sono stufi e vicini all’esasperazione e non possono più essere ostaggi delle lungaggini burocratiche e dei vecchi riti della politica. Bisogna prima possibile ridare lavoro e dignità alle persone, altrimenti le piazze rischiano di diventare luoghi di scontro e di disordini sociali.

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