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Primari Anpo contro medici ospedalieri

Gli iscritti al sindacato Anpo (Associazione nazionale Primari ospedalieri), si dissociano dalle affermazioni contenute nel comunicato diramato da alcune sigle sindacali mediche sulla gestione dell’emergenza COVID-19 in Valle d’Aosta.

«Ci preme sottolineare – scrive Anpo – come l’emergenza sanitaria sia stata gestita, come in tutte le altre Regioni italiane, con la costituzione di una Unità di crisi e la nomina di un soggetto attuatore, con responsabilità di Protezione Civile e Sanità. Riteniamo dunque che, in una fase di emergenza sanitaria come quella che stiamo attraversando, il ruolo delle OO.SS. Mediche deve essere improntato a responsabilità, sempre partecipando in maniera costruttiva, mai polemica, con l’Azienda, per il raggiungimento degli obiettivi comuni».

Secondo Anpo, alcuni contenuti del comunicato delle altre sigle sindacali non corrispondono completamente alla realtà: «nonostante il più alto tasso di positivi tra la popolazione valdostana rispetto alle altre regioni italiane, i pazienti giunti massivamente in Ospedale con gravi complicazioni cliniche sono stati tutti presi in carico con le migliori cure possibili, grazie alla tempestività della macchina organizzativa ospedaliera, che si è flessibilmente riadattata all’emergenza, tramite l’adozione di percorsi specifici, con il contributo, tra l’altro, dei primari. Anche per quanto riguarda le procedure di vestizione presso i reparti Covid, il personale sanitario è stato formato da professionisti esperti. Inoltre, per quanto riguarda i reparti NO Covid, esiste da anni la procedura “Germe STOP” nota a tutti i dipendenti sanitari».

L’Azienda USL e l’Unità di Crisi, secondo Anpo, «hanno garantito un numero di tamponi sempre adeguato, tale da contribuire a permettere al Sistema sanitario valdostano il controllo dell’epidemia: infatti l’alto numero di tamponi effettuati (grazie anche allo sforzo organizzativo che ha portato all’allestimento “ex novo” di un Laboratorio di virologia Aziendale in tempi record), ha fatto sì che la Regione Valle d’Aosta sia quella che, tra tutte in Italia, ha percentualmente testato il più alto numero di casi tra la popolazione. Per quanto riguarda il personale sanitario, apprendiamo che, alla fine di aprile, sono stati testati 471 operatori Usl e 312 operatori delle Microcomunità». 

I primari si dicono «rammaricati che tale comunicato abbia assunto carattere di “polemica politica” invece di rimanere nello stretto ambito tecnico-sindacale, come invece avrebbe dovuto essere e siamo conviti che, con il lavoro di tutti i sanitari e di tutte figure non sanitarie coinvolte e con la prudenza e la responsabilità individuale, potremo uscire dalla crisi che ci ha così duramente colpiti».

L’incontro con l’assessore Baccega

Giovedì 7 maggio 2020, l’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Mauro Baccega ha incontrato in videoconferenza le Organizzazioni Sindacali della dirigenza dell’Azienda USL della Valle d’Aosta.

Alla riunione erano presenti tutte le sigle sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e delle professioni sanitarie (ANAAO ASSOMED, ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI, AAROI EMAC, FASSID-AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR Dirigenti, FP CGIL Medici, Federazione CISL Medici, FVM-SIVEMP, CIMO, FESMED-ACOI-AOGOI-SEDI-SUMI, UIL FP e SAVT) e quelle della dirigenza professionale, tecnica e amministrativa (FP CGIL, CISL FP, CIDA-SIDIRSS, FEDIR SANITÀ-FEDIRETS, SAVT e UIL FP), oltre alla direzione strategica dell’Azienda USL della Valle d’Aosta.

«Dopo il primo periodo di emergenza – spiega l’Assessore Mauro Baccega – in cui alcune decisioni hanno dovuto inevitabilmente essere prese in tempi brevissimi, era necessario avere un confronto con le Organizzazioni sindacali per fare il punto della situazione e impostare il confronto sulla gestione della Fase-2 dell’emergenza sanitaria. Il confronto è proseguito sul tema del riconoscimento economico di una misura una-tantum per tutto il personale operante nell’emergenza in ambito sanitario e socio-sanitario, sul quale sono stati impostati i primi ragionamenti circa i criteri e le modalità di assegnazione.
Una riunione che ritengo positiva, sia per il clima che per il lavoro impostato, che proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori confronti, anche con le organizzazioni sindacali del comparto dell’Azienda USL, con quelle della medicina convenzionata e con quelle confederali, per la condivisione necessaria sulle scelte future che coinvolgeranno la sanità valdostana, sconvolta in questi mesi dagli interventi per affrontare l’emergenza sanitaria».

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