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Didattica a distanza: i dispositivi mancano ma forse no

CasaPound Valle d’Aosta si fa portavoce di una denuncia del Blocco Studentesco Valle d’Aosta, secondo il quale «non tutti gli studenti valdostani hanno accesso alle lezioni online a causa della mancanza dei dispositivi adatti».

Sostengono che «Le finanze destinate all’acquisto dei dispositivi messe a disposizione dalla Regione sono bloccate nelle scuole, nonostante esse siano chiuse da ormai due mesi. Ci chiediamo quindi come sia possibile che un’istituzione pubblica come l’istruzione permetta che alcuni studenti debbano essere esclusi dall’assistere alle lezioni online solo perché non abbienti» e aggiungono che «i computer forniti in comodato d’uso dalle scuole non sono abbastanza da soddisfare le necessità di studenti aventi queste difficoltà nel partecipare alle lezioni».

Ciò conduce CasaPound ad affermare che «Evidentemente la scuola non è sempre un diritto: studenti impossibilitati a partecipare alle lezioni online a causa di difficoltà economiche o per mancanza di un computer da poter ricevere dalle istituzioni sono il frutto di una politica che mette sempre più in secondo piano i diritti sociali dei cittadini».

La replica di Certan

L’assessore all’Istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta si chiede da quale fonte siano arrivate queste lamentele.

«La misura per l’acquisto di tablet o computer da consegnare in comodato d’uso alle famiglie in difficoltà è stata gestita in maniera rigorosa: la Sovintendenza agli Studi ha chiesto alle istituzioni scolastiche di individuare i casi di necessità sulla base di un sondaggio. Successivamente è stato definito lo stanziamento di 250mila euro. Ora faremo un secondo sondaggio di verifica ma, in via informale, ci risulta che siano coperte le esigenze del 99% degli studenti di scuola secondaria di secondo grado, il 97% di quelle degli allievi di scuola secondaria di primo grado e l’87% degli allievi di scuola primaria».

Alcune istituzioni scolastiche hanno già completato acquisto e consegna; altre stanno riscontrando difficoltà di approvvigionamento attraverso le piattaforme Mepa e Consip. «Tuttavia sono state previste due misure tampone – spiega Certan –: la possibilità di utilizzare i computer delle aule di informatica e di attivare misure di solidarietà fra istituzioni, permettendo i prestiti fra le une e le altre». Allo stato attuale «i computer consegnati in comodato sono 615 e quelli acquistati o ordinati 405», aggiunge l’assessore.

La Sovrintendenza ha costituito il Tice (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione per l’Educazione), che è a disposizione per dare i supporti necessari all’uso delle apparecchiature e anche per consigliare come superare l’eventuale carenza di Giga a disposizione.

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