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Baccega sotto accusa: dopo la politica, i sindacati

La II Commissione del Consiglio Valle, mercoledì 6 maggio 2020, ha illustrato alla Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta una relazione che contiene analisi e proposte a seguito delle audizioni effettuate la scorsa settimana in vista del terzo intervento legislativo a favore di famiglie e imprese. La relazione è stata concordata da tutti i commissari: Pierluigi Marquis (SA), Giovanni Barocco (Misto), Erik Lavevaz (UV), Stefano Aggravi (Lega VdA), Roberto Cognetta (Vdalibra), Jean-Claude Daudry (AV) e Luciano Mossa (M5S).

«L’insieme dei contributi e delle proposte raccolte dalla seconda Commissione – specifica il presidente Marquis – costituisce un patrimonio utile e importante che si ritiene debba costituire l’ossatura delle disposizioni di assestamento del bilancio e di revisione delle leggi di settore. Si dovrà essere capaci di mettere a disposizione un insieme di risorse adeguato, che attinga sia dall’assestamento di bilancio, sia dal contributo positivo delle società partecipate e, se necessario, anche da strumenti creditizi. La crisi che stiamo affrontando non è di settore o circoscritta a parti del territorio, ma è di sistema: richiede quindi un approccio strategico, con misure forti, nel quadro di un’alleanza solida tra Regione e sistema economico e sociale valdostano. La seconda Commissione parteciperà attivamente a questo percorso, nell’interesse di tutta la Valle d’Aosta.»

«Dopo la riunione di oggi – aggiunge Marquis – siamo preoccupati, perché non abbiamo certezze né sui tempi né sulle risorse a disposizione. Il presidente della Regione ha confermato che il punto di partenza dell’intervento legislativo rimangono i 123 milioni di euro già al netto delle minori entrate ma non sono ancora state quantificate le ulteriori risorse che potranno arrivare dall’utilizzo dei dividendi della società partecipate. La Giunta sta elaborando un percorso con il tavolo dei coordinatori, che a breve consegnerà un impianto di norma che il Governo si è reso disponibile a condividere con la seconda Commissione: aspettiamo entro mercoledì i primi elementi. Ribadiamo, come ci è stata espressa da tutti i soggetti auditi, che la gravità della crisi impone risposte rapide e adeguate alla situazione.»

Dall’opposizione, sono piovute le critiche.

Lega Vallée d’Aoste

La Lega Vallée d’Aoste, al termine dell’incontro, ha commentato: «abbiamo appreso che, allo stato attuale, nessuna Cabina di regia per la gestione della Fase 2 dell’emergenza Covid-19 è stata ancora costituita». 

I consiglieri riferiscono di aver espresso ai membri del Governo presenti, in particolare al presidente della Regione Renzo Testolin e all’assessore alla sanità Mauro Baccega, «tutto il nostro stupore. Crediamo che, in un momento così delicato, sia importante veicolare le giuste informazioni alla comunità valdostana, soprattutto in materia di gestione dell’emergenza da coronavirus». 

Secondo i consiglieri della Lega, «continui annunci non supportati da effettivi provvedimenti non fanno altro che confondere la dimensione già complessa della gestione dell’emergenza».

Front valdôtain

«È andata in scena un’autentica commedia dell’assurdo, con buona pace delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori valdostani, che rimangono tuttora in attesa di risposte che, almeno dalla Regione, non stanno arrivando», hanno commentato i coordinamenti regionali di Forza Italia e Fratelli d’Italia e il gruppo consiliare di PnV-Area Civica-Front Valdôtain.

«Tra assessori che si sono contraddetti l’un l’altro e un assessore alla Sanità ha annunciato una cabina di regia che appena prima il presidente della Regione facente funzioni aveva negato. Il dato che è emerso in tutta la sua gravità è che, tra costituzione di tavoli di lavoro, gruppi di lavoro e task force, a oggi i Valdostani hanno intravisto poco o nulla dei soldi stanziati nell’ambito della legge regionale anticrisi del 17 aprile. Una legge che ha già messo a nudo tutti i suoi limiti, tra aiuti previsti a chi era in difficoltà nel 2018 e non a favore delle famiglie rimaste senza reddito in questi mesi per via dell’emergenza Coronavirus e nuove forme di indebitamento non così performanti come chi ha votato la legge si sarebbe forse aspettato. Per tutte queste ragioni noi siamo stati gli unici a non votare questo vero e proprio pasticcio!», aggiungono.

I gruppi, rappresentati in Consiglio Valle da Emily Rini, si chiedono se «A questo punto, la Valle d’Aosta può permettersi di aspettare i tempi della Giunta regionale per una cura che verrà somministrata alle imprese verosimilmente quando diverse di queste saranno già chiuse? Com’è possibile pensare di sostenere e rilanciare l’attività di micro e piccole imprese e lavoratori autonomi tra un mese, o forse più, senza avere previsto nel frattempo un sistema che permetta loro di tamponare l’emorragia di costi fissi che devono comunque sostenere?»

La conclusione è che «La mancanza di certezze su cifre e tempistiche di approvazione del prossimo provvedimento anticrisi sta logorando l’intero tessuto economico-produttivo valdostano, che avrebbe bisogno invece di contributi a fondo perso, defiscalizzazione, piani straordinari di investimento sul territorio e semplificazione. A oggi nulla di questo si intravede all’orizzonte. E nemmeno i soldi della legge anticrisi approvata ormai quasi un mese fa».

La risposta dell’assessore Baccega

L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Mauro Baccega, ha risposto alle affermazioni di alcuni Movimenti politici e di alcuni consiglieri regionali in merito alla gestione della Fase-2:

«Non mi stupisce il comportamento di chi da circa 2 anni in Consiglio regionale rema contro la sanità valdostana, soprattutto al termine della delicatissima Fase-1 del Covid-19, per la quale si sono profuse tutte le energie per contrastare e contenere una pandemia mondiale, inaspettata e sconosciuta,  sia in Ospedale che sul territorio. Non siamo il Governo degli annunci e quello che indichiamo come obiettivo cerchiamo di portarlo a compimento, sempre.

È normale che questo provenga dalle forze che appartengono alla precedente minoranza. Mi stupisce che in questo contesto da qualche tempo si sia inserito anche il movimento Stella Alpina. Eravamo ritornati a parlarci ma sembra non sia servito a nulla.

Forse non è chiaro a chi avanza queste critiche che gli attori principali di questo percorso di programmazione e di azione sono stati proprio i lavoratori delle strutture sanitarie valdostane, a partire dai dirigenti medici, ai medici, agli infermieri, agli Operatori socio-sanitari, ai tecnici di laboratorio e a tutte le figure professionali, anche amministrative, che lavorano nell’ambito sanitario e si sono trovate coinvolte dall’emergenza, con le quali abbiamo condiviso le grandi difficoltà e che ancora una volta ringrazio per il grande impegno.

Non è certo mia abitudine, né della Giunta regionale procedere nelle scelte importanti senza coinvolgere le Organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle categorie in scelte che ipotecano il futuro della sanità. Ho sempre avuto rapporti chiari, trasparenti e di sereno confronto su tutte le tematiche di programmazione con tutte le categorie sindacali, a partire da quelle Confederali, a quelle di rappresentanza del comparto Sanità, così come con quelle della Dirigenza – Medica – Veterinaria – Sanitaria e delle Professioni Sanitarie, nonché della dirigenza Professionale, Tecnica e Amministrativa per finire con quelle dei convenzionati (Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera scelta e Specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) ambulatoriali.

Infine tutte le attività in ambito Covid-19 sono state condivise con la Giunta regionale e l’Unità di crisi della Protezione Civile che annovera tra i suoi componenti diversi rappresentanti sanitari. I risultati di oggi sono dovuti al grande lavoro della squadra di professionisti pubblici e privati impegnati in Ospedale e nelle strutture del territorio, così come di quello dei tanti volontari che si sono messi a disposizione. Per la Fase-2 la progettazione è già iniziata e molte suggestioni sono state sottolineate in occasione dell’ultimo Consiglio regionale del 17 aprile 2020.

Il percorso di ascolto delle categorie e dei Sindacati dei sanitari è già stato avviato da parecchi giorni da questo Assessorato e dalla Giunta per effetto degli importanti provvedimenti che saremo impegnati ad approvare.

I sindacati smentiscono Baccega

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl smentiscono le affermazioni dell’assessore: «A differenza di quello che dice l’assessore Baccega, le organizzazioni sindacali non vengono coinvolte nelle scelte strategiche della sanità valdostana e questo è molto grave. In un momento di emergenza sanitaria, come questo, ancora di più».

Aggiungono: «Se il rapporto chiaro è quello di aver risposto solo pochi giorni fa a una lettera, inviata da noi il 1º aprile (inerente all’apertura della struttura di Morgex da adibire all’emergenza Covid-19. Notizia appurata, oltretutto, dagli organi di informazione). O dell’ultima videoconferenza con i vertici dell’azienda, che in sintesi hanno fatto capire che non fosse così importante parlare delle strategie aziendali con le organizzazioni sindacali, ma che era importante in primis dare risposte ai cittadini. Il recente comunicato dei primari la dice lunga su questo aspetto e fa capire come viene visto il confronto con le forze sindacali, come se si volesse far intendere che parlare con i sindacati sia una perdita di tempo. È chiaro, quindi, che abbiamo un’idea diversa di “sereno confronto” e di “rapporti chiari e trasparenti».

In ultimo, le organizzazioni sindacali sostengono che, da quando è iniziata l’emergenza Covid-19, hanno denunciato l’atteggiamento poco collaborativo e costruttivo da parte dell’Azienda Usl e dell’Assessorato alla Sanità e scrivono: «È sotto gli occhi di tutti, come l’emergenza sanitaria non sia stata gestita nel migliore dei modi e la dimostrazione di questo è proprio il fatto di non aver proceduto con i tamponi a tappeto al personale sanitario. Qual è la paura quella di rimanere senza personale? La vita e la salute di tutti i lavoratori devono essere considerati priorità. E invece da parte dell’Assessorato alla Sanità abbiamo evidenziato un atteggiamento tipico di chi, pur sapendo, fa finta di non sapere. Le ultime dichiarazioni non fanno altro che rimarcare ciò che è avvenuto in questi ultimi due mesi».

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