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Mossa: tre proposte per la sicurezza sanitaria

In parallelo ai lavori della II Commissione del Consiglio Valle sui provvedimenti a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese, il consigliere del Movimento 5 Stelle Luciano Mossa ha depositato tre proposte alla V Commissione, volte ad affrontare la fase 2 dell’emergenza da Covid-19.

La prima riguarda il censimento obbligatorio di appartamenti e case private destinati ad accoglienza turistica dopo la riapertura degli spostamenti tra le regioni: «Si tratta di circa 3.500 unità abitative, un numero molto consistente, che richiede alta priorità nell’applicazione dei protocolli sanitari e nel successivo controllo – specifica il consigliere Mossa –. Se non saranno censite le abitazioni “turistiche” e poi controllata l’applicazione dei protocolli sanitari, tutti i Valdostani rischieranno una seconda ondata di contagio, nonostante le strutture “ufficiali” siano rigidamente sottoposte a protocolli e controlli. Ricordiamo come la prima sia probabilmente stata causata o almeno acuita dalla sconsiderata affluenza nelle settimane a cavallo tra febbraio e marzo.»

La seconda proposta risponde alla richiesta del Questore, di dotare la Questura di Aosta con un termoscanner per la misurazione della temperatura degli utenti. «Infatti – spiega Mossa –, quando riapriranno tutte le attività amministrative, saranno notevoli i flussi di persone che accederanno alla Polizia di Stato, per i diversi adempimenti: denunce, dichiarazioni antimafia, passaporti e licenze. Inoltre, si prevede un grande afflusso di cittadini stranieri, per la regolarizzazione dei permessi di soggiorno. Secondo il Questore, la presenza di un termoscanner permetterebbe di evitare l’impiego di personale dotato di termometro alla mano, potendolo invece dedicare ad altre attività emergenziali sul territorio».

La terza proposta, sottoscritta anche dalla consigliere di AduVdA Daria Pulz, è di garantire prestazioni mediche h24 all’interno del carcere di Brissogne. «Avevamo già evidenziato nel 2018 questa necessità – commenta Mossa –, ma l’allora assessore Certan rifiutò di attuarla. Il direttore della Casa circondariale, durante l’audizione in Commissione del 30 aprile, ha spiegato che le richieste di prestazioni mediche urgenti dei detenuti avvengono sovente al di fuori degli orari di copertura medica (garantita dalle 8.30 alle 18.30 nei giorni feriali e fino alle 14 in quelli festivi). La copertura h24, è fondamentale al fine di scongiurare il pericolo di contagio all’interno della struttura, nonché i gravi episodi che si sono verificati in altre carceri italiane. Inoltre, considerato il panorama emergenziale attuale, consente di evitare che la scorta dei detenuti debba essere impiegata e a sua volta esposta al rischio di contagio al Pronto Soccorso.»

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