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VDAnza chiede aiuto alle istituzioni, che non rispondono

Undici scuole di danza che operano sul territorio della Valle d’Aosta, l’11 maggio 2020 avevano scritto una lettera al presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, a tutti i sindaci e presidenti delle Unité des Communes. Non avendo ricevuto alcun riscontro, hanno deciso di renderla pubblica.

A seguito delle misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, anche le scuole di danza si sono viste costrette a sospendere le loro attività.
Queste strutture producono un importante valore sociale e sono veri e propri punti di riferimento per i giovani valdostani, sono luoghi che garantiscono formazione, un’occasione di scambio, benessere e di crescita sana fisica e mentale.

Vale la pena di ricordare che sono anche le scuole di danza ad organizzare eventi, stage, manifestazioni e concorsi (sempre a loro spese), anche di prestigio e richiamo internazionale, che arricchiscono l’offerta turistico-culturale della nostra Regione con positive ricadute anche sull’economia e sul territorio.

Per tale motivo tutti i Presidenti ed i titolari delle scuole di danza della Regione Valle d’Aosta, oggi virtualmente riuniti in un gruppo spontaneo nominato VDAnza, vogliono preliminarmente sottolineare che sono state tra le prime attività a trovarsi costretti a chiudere ed a fermare i propri corsi a far tempo dal 5 marzo 2020. Proprio per le discipline che praticano, molto probabilmente, saranno anche tra le ultime a ripartire se non si programmano per tempo degli interventi fattivi a sostegno di tali realtà e se non vengono predisposti in tempi consoni soluzioni e protocolli di sicurezza necessari per la riapertura. Per tale motivo, con la presente, vorremmo sottoporre alla Vostra attenzione quelle che sono le richieste che possono permettere la ripresa delle loro attività. Chiediamo quindi che:

  1. La Regione Valle D’Aosta, in persona del Suo Presidente della Giunta, ogni Comune di competenza e le rispettive Comunità montane, allestiscano le proprie aree verdi montando palchi all’aperto (mettendo quindi gratuitamente a disposizione spazi e materiale che non verranno utilizzati, stante il divieto assoluto di effettuare spettacoli ed eventi che precludano assembramenti fino a mese di dicembre 2020) per permetterci almeno, finché l’estate lo consentirà, di svolgere lezioni all’aperto nel rispetto delle regole generali, con eventuali turnazioni stabilite dagli uffici stessi della Regione Valle D’Aosta e/o dai Comuni;
  2. Ci venga fornito al più presto un protocollo preciso e dettagliato sulle linee guida necessarie per riaprire, (sanificazioni, modalità, obbligatorietà o meno della stessa, tempi, regole di distanziamento al chiuso, uso dei DPI e quanto di necessità, tenendo conto dell’attività che andiamo a svolgere);
  3. Vengano corrisposti ai titolari di contratto di locazione ad uso non abitativo, dei contributi regionali a copertura dei canoni di locazione anche per i mesi successivi al mese di marzo 2020 (qualora tutte le nostre attività rientrino nei beneficiari del contributo già previsto dall’art. 6 comma 1 della Legge regionale 21 aprile 2020, n. 5 ), il tutto sino alla cessazione dello stato di emergenza Covid19 e/o alla data di facoltà di apertura delle stesse e/o alla facoltà di poter svolgere le attività all’interno degli immobili stessi;
  4. Venga corrisposto un contributo economico per il sostegno di eventuali spese documentate per la sanificazione degli ambienti e strumenti di lavoro e per tutte le ulteriori spese da dover sostenere obbligatoriamente stante l’emergenza Covid19, per la messa in sicurezza dell’immobile stesso e dei propri soci;
  5. Venga annullato il pagamento di TARI e TASI per l’anno 2020.

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