fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Affitti turistici: le diverse visioni di Pica e Mossa

Dopo la richiesta del consigliere Luciano Mossa di censire gli appartamenti destinati all’affitto turistico, al fine di garantire il rispetto dei protocolli sanitari, la risposta di Claudio Pica (coordinatore dell’Home sharing Club Valle d’Aosta).

Un censimento esiste già ed è quello della Questura di Aosta; protocolli esistono già e sono applicati.

In più, la categoria non ha chiesto aiuti anche se fortemente penalizzata e, in aggiunta, subirà un’imposizione fiscale ancora più elevata per il fatto di non aver locato i propri immobili senza poterlo fare.

Una categoria che, nel 2019, ha versato nelle casse regionali 1,4 milioni di cedolare secca.

La risposta di Luciano Mossa

Il consigliere regionale Luciano Mossa ci ha inviato il testo seguente, in risposta alle dichiarazioni di Claudio Pica:

Avrei voluto evitare un ulteriore mio intervento in tal senso ma udite le dichiarazioni, diciamo un po’ forti, nei miei confronti da parte del signor Pica, rappresentante della Home Sharing Club Valle d’Aosta, mi sono sentito in dovere di chiarire alcuni aspetti.

Premetto che il mio unico interesse è salvaguardare la salute dei valdostani, quindi, prevenire l’insorgere di nuovi focolai nella nostra regione, NON quello di alimentare polemiche.  

In realtà, il FOCUS del mio intervento è proprio quello di attuare  provvedimenti urgenti prima della riapertura delle “frontiere” regionali, non mirati a favorire qualcuno, come il Sig. Pica suggerisce, bensì, l’intera popolazione!

Con questa ottica, la mia proposta, tanto invisa al Sig. Pica, è quella di un censimento finalizzato all’applicazione e al monitoraggio dei futuri protocolli sanitari che è ben altra cosa rispetto ai dati, già in essere presso la Questura di Aosta, che per quanto attendibili, non possono essere considerati completi e aggiornati, in quanto spesso, gli operatori occasionali non regolarmente inquadrati a volte dimenticano di adempiere all’obbligo imposto per ragioni di sicurezza e antiterrorismo e di segnalare le presenze.

Sicuramente l’incrocio delle banche dati, cosa che abbiamo proposto nei nostri programmi di Governo, aiuterebbe davvero molto ma, per ora, è un obiettivo che non abbiamo ancora raggiunto e che, quindi, va coadiuvato da altre forme di indagine territoriale.

Il sig. Pica fa poi riferimento ad un protocollo Airbnb che prevede tutta una serie di misure e procedure igieniche che vanno dai sigilli adesivi sulle porte al check-in, agli spruzzatori disinfettanti resistenti ecc.. In poche parole si parla di un protocollo di pulizia al quale i proprietari degli appartamenti possono aderire facoltativamente. Si tratta di indicazioni e non di obblighi.

In pratica, gli host avranno la possibilità di iscriversi a un programma di certificazione del protocollo di pulizia per conoscere le linee guida di prevenzione COVID-19 e rendere visibile la loro certificazione agli ospiti. Niente di obbligatorio, tutto facoltativo e nessun controllo. Al massimo qualche feedback negativo da parte degli ospiti non soddisfatti, ma questa non è di certo una novità.

Sicuramente questo incentivo può essere importante per attrarre turisti ma non è paragonabile all’obbligo, monitoraggio ed eventuale sanzionamento di determinati protocolli sanitari. Tra l’altro, quella a cui fa riferimento il Sig. Pica, è una proposta di Airbnb ma, come lo stesso Pica afferma, AirBnB non è l’unico operatore che lavora nel settore, potrebbero, quindi esserci altri protocolli da seguire in base alle diverse agenzie di locazione turistica o, addirittura, nessun protocollo.

Infine, vorrei smentire l’insinuazione del sig. Pica sul fatto che avrei velatamente dato la colpa a loro della diffusione in Valle del Covid-19 e del conseguente aumento dei contagi. 

Quello che ho detto è che la prima ondata probabilmente è stata causata dalla sconsiderata affluenza turistica nelle settimane a cavallo tra febbraio e marzo voluta e sponsorizzata dai nostri amministratori regionali proprio nel momento in cui nelle altre regioni vicine il virus stava già dilagando.

Per contenere il contagio e, al contempo, dare regole unitarie obbligatorie per salvaguardare, in primis, la salute di tutti i cittadini valdostani, continuo a sostenere fortemente questa mia proposta che mi auguro venga attuata prima della riapertura delle “frontiere” regionali. Se non sarà attuata si correrà il rischio di danneggiare l’immagine di tutti gli operatori, compresi quelli che si attengono scrupolosamente ai protocolli sanitari.

La replica della community Airbnb

Giovedì 14 maggio 2020, Claudio Pica, per conto dell’home sharing Club Valle d’Aosta, ha risposto:

Gentilissimo Consigliere Mossa,

mi fa piacere che Lei abbia visto la mia intervista anche se devo ammettere di essere stupito che l’abbia trovata “un po’ forte”.

Sinceramente, se avessi dovuto riportare pari pari  il malcontento di tutti gli host che mi hanno chiamato dopo aver letto il comunicato stampa che ha trasmesso alle varie testate, sarei dovuto essere molto più  incisivo ma, come ho premesso durante la mia intervista, non era mia intenzione  accendere polemiche.

Mia intenzione, dal momento che da oltre 20 anni mi occupo di marketing turistico e sono co-fondatore dell’Home Sharing Club Valle d’Aosta (anche conosciuta come la Community di Airbnb Valle d’Aosta), era quella di collaborare fornendo  qualche piccolo input.

Mi spiace che lei abbia percepito la mia intervista come un attacco alla Sua persona ma mi creda non era  assolutamente  il mio obiettivo; purtroppo però, quando sono espresse opinioni rispetto alle quali non concordo pienamente e che riguardano la categoria che rappresento, mi sento in dovere di esporre qualche osservazione.

È solo  per questo motivo quindi  che,  anche oggi, leggendo la Sua replica mi sento obbligato a fare qualche  precisazione. 

Lei scrive: “il mio unico interesse è salvaguardare la salute dei valdostani, quindi prevenire l’insorgere di nuovi focolai nella nostra regione, non quello di alimentare polemiche;”

Bene … Allora la prego, non le alimenti!

Lasci “salvaguardare la salute dei Valdostani” a chi per lavoro ma soprattutto per dedizione esercita 24 ore su 24 questa nobile professione.

Lei attualmente è un amministratore regionale  e pertanto, invece di dar consigli su come si dovrebbe agire in campo sanitario e  turistico ed  esprimere valutazioni sul protocollo che viene  applicato dalla più grande società al mondo di locazioni turistiche  nonché  mettere in dubbio l’operato della Questura di Aosta dubitando della qualità e della veridicità  dei dati in suo possesso  (citando testualmente “per quanto attendibili non possono essere completi ed aggiornati …”),  la invito ad aiutare i suoi colleghi politici a programmare con la massima attenzione le azioni da compiere per rilanciare l’economia di questa nostra Valle d’Aosta.

Oltretutto, dal momento che Lei stesso evidenzia testualmente : “la prima ondata di contagi probabilmente è stata causata dalla sconsiderata affluenza turistica nelle settimane a cavallo tra febbraio e marzo voluta e sponsorizzata dai nostri amministratori regionali proprio nel momento in cui nelle altre regioni vicine il virus stava già dilagando” le chiedo di far valere le sue competenze e  di collaborare in maniera costruttiva con i suoi colleghi amministratori regionali affinché, con il suo apporto, tali errori non si ripetano.

In questa fase non abbiamo bisogno di polemiche o accuse!

 Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare nella stessa direzione se vogliamo uscire dalla tempesta! 

Purtroppo stiamo tutti vivendo un periodo drammatico e  mai come ora, i Valdostani si stanno rendendo conto di una cosa terribile: la morte non guarda in faccia a nessuno!

In questo momento quindi non servono proclami ed  apparizioni sui giornali o televisioni: servono fatti!

Pertanto, la prego, non perda tempo a valutare se un sigillo che attesta una garanzia di disinfezione affisso davanti ad una porta di un appartamento destinato alle locazioni brevi genererà una recensione positiva o negativa.

A giudicare la qualità del servizio offerto sarà il mercato!

 Lo stesso discorso vale  per la valutazione  sull’accuratezza della sanificazione che sarà offerta dagli albergatori, dai rifugi, dalle Chambres d’Hotes, dalle CAV, dagli agriturismi e da ogni tipologia di struttura  ricettiva.

Non sarà solo un marchio, un sigillo o un protocollo sanitario  a proteggerci da un nuovo contagio: sarà soprattutto la nostra coscienza!

Noi che abbiamo il delicato compito di accogliere ospiti provenienti da ogni parte del mondo non siamo  incoscienti, sprovveduti o  Kamikaze; ognuno di noi, che sia albergatore, ristoratore, commerciante o  locatore di appartamenti  ha capito perfettamente la gravità della situazione  e tanti  hanno già espresso la volontà di non aprire per tutelare i propri ospiti, la sua famiglia e se stessi.

Tutti  noi abbiamo capito che non sono le ammende e i controlli che ci fanno paura: è il rischio di perdere la vita.

Forse  molte persone che tendono più a giudicarci che agire,  avevano  trascurato questo piccolo particolare, noi che operiamo a stretto contatto con il pubblico… no!

È per questo che con tutto il cuore  chiedo a Lei ed ai suoi colleghi di ponderare attentamente ogni azione ricordando però che  in una competizione non vince chi parte prima ma chi taglia per  primo il traguardo. 

Buon lavoro dal sottoscritto e da tutti gli host di Airbnb.

Potrebbe interessarti:

© 2020 All rights reserved.