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La V Commissione prosegue le audizioni per la legge sanitaria

La quinta Commissione del Consiglio Valle ha proseguito, mercoledì 13 e giovedì 14 maggio 2020, con una serie di audizioni, le riflessioni funzionali alla stesura di una legge sanitaria.

13 maggio

Ha sentito il direttore generale di Inva Spa, Enrico Zanella, e il direttore della Struttura complessa sistemi informativi e telecomunicazioni dell’Azienda USL Valle d’Aosta, Lorenzo Noto, in merito alla telemedicina domiciliare e della televisita per pazienti Covid a domicilio, nonché della APP di tracciamento dei contagi.

«Dall’audizione – riferisce la presidente della Commissione, Patrizia Morelli (AV) – è emerso che in Valle d’Aosta i progetti sperimentali di telemedicina avviati sei anni fa hanno consentito in questa fase di emergenza sanitaria di avere già pronta una modalità operativa per il monitoraggio dei pazienti Covid. Per il prosieguo, bisognerà trovare un modus operandi, attraverso una proficua collaborazione tra Azienda USL e INVA, che permetta di valorizzare questi progetti e giungere a obiettivi utili alla nostra comunità. Questa emergenza ci ha obbligati a un’accelerazione straordinaria nell’ambito della tecnologia e dell’organizzazione del lavoro: dovremo quindi avere la capacità di uscire dalla fase di sperimentazione (fatta di piccoli numeri) per arrivare alla messa a regime della telemedicina con una diffusione a larga scala. Abbiamo la fortuna di avere una società in house che si occupa di sistemi informativi e sarà importante avvalerci delle sue competenze per uno sviluppo ulteriore di questo settore della medicina.»

La Commissione ha inoltre audito il direttore della Struttura complessa anestesia e rianimazione, Luca Montagnani; il responsabile della Struttura semplice malattie infettive, Alberto Catania; il responsabile della Struttura complessa analisi cliniche, Massimo Di Benedetto, in merito alla seconda fase dell’emergenza da Covid-19.

«La situazione sanitaria sta migliorando – commenta Morelli – ma non per questo dobbiamo abbassare la guardia: oggi, abbiamo registrato l’importantissimo lavoro svolto dai medici sia nella gestione dell’emergenza, sia nella refertazione dei tamponi, sia nella cura dei pazienti. A loro va il nostro ringraziamento.»

14 maggio

Il tema della sanità territoriale è stato affrontato con il direttore dell’Area territoriale Leonardo Iannizzi, con il quale è stato fatto il punto sul funzionamento delle tre Unità speciali di continuità assistenziali (USCA) operative in Valle d’Aosta dal 25 marzo e il cui compito è la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19. Sono stati anche auditi il segretario della Federazione italiana medici di famiglia, Nunzio Venturella; il vicepresidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani della Valle d’Aosta, Carmine Lauriola; i referenti sindacali dei pediatri di libera scelta Enrica Gerace, Fabio Lodi, Fabio Bagnasco e Daniela Guttuso. 

«Questa emergenza ha confermato la forza e la centralità della sanità territoriale – riferisce Morelli -: oggi, dalle audizioni, è emerso come l’intervento tempestivo delle USCA, in collaborazione con i medici di famiglia, abbia permesso di contenere il flusso incontrollato all’ospedale. La struttura delle USCA, che vede l’abbinamento medico-infermiere, ha infatti consentito, da una parte, il controllo di tutti i pazienti che presentavano i sintomi da Covid e, dall’altra, il ricovero precoce dei malati prima che il quadro clinico si aggravasse, agevolando così la gestione ospedaliera. Visti i risultati e l’utilità di queste strutture organizzative, è stato espresso l’auspicio che la loro attività possa proseguire anche con la fine dell’emergenza, unitamente allo sviluppo della telemedicina, in particolare per la gestione delle patologie croniche al di fuori del Covid.»

«La sanità territoriale – prosegue Morelli – dovrà essere valorizzata anche in una prospettiva futura, incrementando l’assistenza e la cura a domicilio e dedicando all’ospedale solamente le emergenze e le patologie acute. I medici di base e i pediatri sono un tassello fondamentale di questa organizzazione: riteniamo che un loro coinvolgimento nella predisposizione del piano dell’emergenza della fase 2 sia prioritario perché, con la ripartenza, uno dei problemi più importanti che dovranno affrontare sarà la gestione dell’attività ambulatoriale.»

L’attività degli infermieri, degli operatori socio-sanitari e delle assistenti domiciliari è stata trattata con le audizioni della dirigente delle professioni sanitarie, Laura Plati; con la presidente del Comitato operatori socio-sanitari della Valle d’Aosta, Daniela Glarey; con la presidente dell’associazione Unités des Droits, Grazia Delrio, e con il presidente delle Unité des Communes valdôtaines, Joël Creton.

«Il potenziamento dell’organico e della formazione oltre che la presenza di figure sanitarie di riferimento nelle microcomunità – dice Morelli – sono le istanze espresse dalle rappresentanti delle operatrici socio-sanitarie, le quali hanno giudicato positiva la gestione a livello di Unité des Communes, mentre hanno lamentato la carenza di direttive sanitarie uniche e chiare. Dobbiamo fare tesoro di questo momento di difficoltà: questa esperienza emergenziale ci ha insegnato che le microcomunità dovranno vedere rafforzata la presenza sanitaria, anche in considerazione di un’utenza che ha sempre più bisogno di assistenza medica. Questa fase è davvero delicata e il rischio contagio è dietro l’angolo: il Presidente Créton ha stimato che, per le 30 strutture regionali, nelle quali operano circa 700 operatori socio-sanitari oltre ai 300 nelle strutture private, vi sarebbe la necessità di ulteriori 70/100 unità. Così come sarà necessario prevedere, in questa seconda fase, l’utilizzo di strutture con molti posti, come quella in completamento a Morgex, dove si potrebbe avere una sanitarizzazione importante per fronteggiare un’eventuale nuova ondata di Covid.»

«Gli infermieri e gli operatori socio-sanitari, come i medici – conclude Morelli -, sono professionalità che hanno dato tanto in questa emergenza, con dei carichi di lavoro enormi, operando in situazioni estreme, sia a livello fisico che psicologico: il loro contributo è stato essenziale e siamo profondamente grati a questi operatori.»

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