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Le destre contro il dl coronavirus-3

Fratelli d’Italia e Lega Vallée d’Aoste sono fortemente critici nei confronti del disegno di legge coronavirus-3, predisposto dalla Giunta delle Regione autonoma Valle d’Aosta per utilizzare le risorse del Rendiconto 2019 allo scopo di contribuire al rilancio dell’economia valdostana colpita dalla crisi sanitaria, che è diventata economica.

Fratelli d’Italia

Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, scrive in una nota: «Siamo perfettamente consapevoli che stiamo vivendo un momento di grande emergenza e crisi economica. 
Per questo motivo non possiamo tacere di fronte a proposte indecenti presentate da questo governo dimezzato ma soprattutto di scelte procedurali, prese magari in buona fede, ma che disegnano labirinti burocratici dai quali è impossibile uscire. 
La critica costruttiva accompagnata da proposte serie e concrete non può essere confusa con la mera propaganda politica
». 

In particolare, Fratelli d’Italia sottolinea «l’assurdità dei tempi e dei modi previsti dagli articoli 2 e 3, incompatibili con l’emergenza in corso. 
Modalità che richiedono troppo tempo, creano solo incertezza ed aprono a contenziosi in fase di verifica dei requisiti del proponente
». 

Secondo Fratelli d’Italia, «i contributi a fondo perduto dovevano essere sui conti correnti di autonomi e partite IVA già a marzo.
Altre Regioni, aldilà delle somme messe a disposizione, hanno seguito altre strade come il vicino Piemonte o la Campania.
Riteniamo che il fondo perduto, almeno in questa fase, vada gestito con ben altra logica e con un processo semplice, lineare e rapido
». 

Zucchi annuncia che la sua formazione è al lavoro per «provvedimenti realistici che possano portare benefici immediati alle aziende valdostane».

Lega Vallée d’Aoste

Un comunicato stampa anche dalla Lega Vallée d’Aosta, che scrive: «A quasi 70 giorni dall’inizio dell’emergenza Covid-19, i valdostani ancora non sanno che cosa riserverà loro il futuro. Se, in un primo tempo, erano la speranza e la coesione ad albergare nei cuori dei nostri cittadini, ora quei sentimenti sono stati sostituiti dalla rabbia. 
Rabbia nel vedere che le misure approvate con la legge 5/2020 ancora non sono attive e quelle attive non sono ancora state liquidate. Non solo. L’ultima misura caricata ieri sul portale “Oh my Job”, prevede l’esclusione dall’indennizzo dei soci delle società (compresa la società semplice, consorzi, società consortili, cooperative, eccetera) come se il socio di queste non fosse annoverabile nella definizione di lavoratore autonomo
».

Rabbia che la Lega afferma di ritrovare «anche in quei lavoratori autonomi (commercianti, ristoratori, parrucchieri ed estetisti) che, a fronte dei roboanti annunci della riapertura prevista per il 18 maggio, hanno atteso tutta la settimana i protocolli da seguire per evitare la diffusione del contagio, protocolli che, come comunicato oggi [16 maggio 2020, n.d.r.] dal Presidente della Regione, saranno comunicati ufficialmente con ordinanza domani. È impensabile che, dopo aver atteso invano aiuti dallo Stato e dalla Regione, i commercianti valdostani debbano ricevere le istruzioni per ripartire in sicurezza così a ridosso della data prevista per la riapertura. Non ci si poteva organizzare prima, così come hanno fatto alcune Regioni sia a statuto autonomo che ordinario? Come si pensa che le aziende possano mettersi a norma in un fine settimana adeguando al tempo stesso il DVR (documento di valutazione dei rischi)?».

Rabbia anche «nei confronti dei continui annunci dell’Assessorato alla pubblica istruzione circa una imminente riapertura delle scuole “a geometria variabile”, che getta nel caos famiglie, studenti e insegnanti, tanto da portare le organizzazioni sindacali della scuola a dichiarare unitariamente lo stato di agitazione. Non sa forse l’Assessore che, con il Dpcm che ancora deve uscire, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha previsto la riapertura delle scuole a settembre e che quindi la Regione non può derogare a tale norma?».

La Lega sostiene di trovarsi di fronte a «Un Governo fatto di annunci, con pochi fatti concreti e che, ancora una volta, dimostra incapacità, superficialità e inadeguatezza nei confronti del ruolo che è chiamato a svolgere».

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