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Gli organizzatori di spettacoli costituiscono Voce e chiedono un incontro alla Regione

Gli operatori del settore eventi e spettacoli, hanno costituito il coordinamento Voce (guidato da Lorenzo Tagliaferro), che riunisce i vari soggetti impegnati nell’ideazione, organizzazione e produzione in campo artistico, culturale, ricreativo e sportivo attivi sul territorio regionale.

I primi firmatari di una squadra aperta a future adesioni sono: Aosta Classica, Celtica Valle d’Aosta, Etétrad, Strade del Cinema, Festival del Castello d’Introd, Cervino CineMountain Festival, Copie di Fatto, Balla con Noi, Film Montagna, Chamoisic, GiocAosta, T-Danse, Maison&Loisirs, Concerto di Capodanno, MezzAosta, Asta in Piazza, McLions Trophy, Tour du Rutor, Veglione di San Silvestro 2020.

Lo scopo è di:

  • Riunire tutti i soggetti impegnati nell’organizzazione di eventi in una sola Voce, per avviare un dialogo urgente e costruttivo con l’Ente Pubblico e stabilire con esso una proficua e forte collaborazione che guardi al futuro.
  • Istituire uno spazio di interazione tra professionisti dalle molteplici esperienze, passaggio funzionale per gettare le basi verso la creazione di una rete che garantisca sinergia e collaborazione tra i vari soggetti.
  • Perseguire e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del territorio regionale, garantendo la presenza e la circolazione di arte, cultura ed eventi sportivi per il benessere della comunità valdostana anche in un’ottica di potenziamento dell’offerta turistica.

Il coordinamento chiede un incontro urgente agli amministratori pubblici, per offrire un contributo concreto a sostegno della ripresa economica, culturale e turistica della Valle d’Aosta, elaborando innovazioni di processo e di prodotto che possano permettere di rispondere a questa situazione eccezionale nella continuità delle molteplici progettualità.

Questa comunicazione va ad aggiungersi alla lettera aperta del mondo dello spettacolo. Gli organizzatori delle manifestazioni intendono affiancarsi a coloro che “vanno in scena” con un approccio costruttivo, propositivo e concreto, perché «un arresto delle progettualità e del relativo indotto porterà inevitabilmente danni sociali, culturali e di immagine, non solo nell’immediato, ma anche negli anni a venire, pregiudicando decenni di lavoro».

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