fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

20 medici non AusVdA suggeriscono la loro visione per la sanità valdostana

Un gruppo di 20 medici, che operano in Valle d’Aosta ma non lavorano per l’Azienda Usl, hanno scritto una lettera aperta con le loro proposte per la gestione del dopo-coronavirus, chiedendo che non sia compito di questa Giunta regionale (in prorogatio) e di questa Direzione Usl (commissariata) la stesura del Piano sanitario regionale.

Invece i partiti dovranno decidere cosa proporre, in materia, affinché gli elettori, durante la campagna elettorale, possano sapere qual è la loro visione.

I venti medici suggeriscono alcuni loro spunti di riflessione in materia di personale, ospedale, ara territoriale e telemedicina.

La risposta della politica di opposizione

I consiglieri regionali Stefano Aggravi, Luca Distort, Roberto Luboz, Diego Lucianaz, Andrea Manfrin, Paolo Sammaritani, Nicoletta Spelgatti (Lega Vallée d’Aoste), Alberto Bertin e Chiara Minelli (Rete Civica-Alliance Citoyenne), Elso Gerandin (Mouv’), Manuela Nasso, Maria Luisa Russo e Luigi Vesan (Movimento 5 Stelle) e Claudio Restano (Misto) esprimono apprezzamento per il documento dei venti medici, considerando ampiamente condivisibili i contenuti e affermando che si impegneranno a sostenere e promuovere le proposte in esso contenute.

«L’attuale Consiglio regionale, che è in prorogatio, e l’Azienda sanitaria locale, guidata da un Commissario da ormai più di due anni, hanno il dovere di organizzare e gestire la fase 2 del Covid-19, già iniziata, con un orizzonte temporale non superiore a 6 mesi – osservano i consiglieri -. Il nostro sistema sociosanitario, che vive una situazione di cronica fragilità causata da anni di scarsi investimenti, ha oggi necessità di poche azioni chiare e coerenti che mettano in sicurezza il sistema ospedaliero e territoriale nel caso di un nuovo aumento di contagi.»

Allegati

© 2020 All rights reserved.