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Cogne Acciai Speciali: 574 milioni di ricavi e 700 euro in premio per ogni dipendente

L’Assemblea ordinaria dei Soci del gruppo Cogne Acciai Speciali ha approvato un bilancio che registra ricavi consolidati pari a 574 milioni di euro (-3% rispetto all’esercizio precedente); un Ebitda adj consolidato pari a 46,1 milioni di euro (14 milioni in meno rispetto al 2019, imputabili principalmente alla crisi dell’automotive); investimenti per 28,2 milioni di euro, effettuati in massima parte dalla capogruppo e dedicati in particolare all’ambiente, allo sviluppo strategico e a un costante miglioramento della produttività; una posizione finanziaria netta pari a 92,6 milioni (contro gli 85,3 dell’esercizio precedente), che ha beneficiato della sottoscrizione di nuovi contratti di finanziamento a medio/lungo termine – in sostituzione di finanziamenti a breve – sia a sostegno degli investimenti che per incrementare il capitale circolante operativo funzionale allo sviluppo dell’attività.

A tutti gli addetti dei siti italiani (1.300 circa), con la busta paga relativa al mese di maggio, sarà erogato un premio di risultato di 700 euro.

«Nonostante il freno dell’export, nel 2019 abbiamo lavorato per ampliare il nostro portafoglio ordini: l’aerospace sta crescendo, e si stanno affacciando comparti interessanti come quello medicale, dei semiconduttori e dell’orologeria – sottolinea il direttore commerciale Emilio Giacomazzi –. Inoltre, con il Piano Industriale 2020/2023, l’Azienda conferma l’impegno nel mercato delle specialties e la volontà di mantenere l’eccellenza operativa e tecnologica per garantire la sostenibilità del business nel futuro, che si preannuncia ricco di sfide ma anche di opportunità. Nell’arco del prossimo quadriennio, come Gruppo ci poniamo infatti l’obiettivo di sviluppare oltre 90 milioni di euro di investimenti rivolti all’ambiente e alla sicurezza, all’industria 4.0, alla riduzione dei costi e all’ammodernamento degli impianti per essere sempre all’avanguardia».

A sostegno di questo piano di sviluppo, particolare attenzione continuerà ad essere posta alla formazione, che nel 2019 ha visto per i circa 1.130 addetti dei tre siti italiani la somministrazione di quasi 25 mila ore complessive di corsi.

Per quanto riguarda infine le prospettive per l’anno in corso, al momento non è possibile prevedere le eventuali ripercussioni sulla situazione economica e patrimoniale aziendale dell’emergenza Covid-19, né per la sua durata né per gli effetti. «Tuttavia, – si legge sulla relazione degli amministratori – in riferimento al primo trimestre 2020, stimiamo che la perdita di fatturato non dovrebbe eccedere il 10%, ma siamo dotati dei mezzi e delle persone per poter affrontare l’emergenza senza troppi timori».

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