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10 arresti per spaccio ad Aosta: 9 percepivano il reddito di cittadinanza

Dall’alba di martedì 26 maggio 2020, la Guardia di Finanza della Valle d’Aosta ha eseguito le misure cautelari dell’operazione FeuDora, per contrastare lo spaccio di droghe pesanti in Valle d’Aosta.

Le indagini, portate avanti nonostante le difficoltà dell’emergenza epidemiologica, si sono avviate a fine gennaio 2020, con intercettazioni (anche di carattere ambientale); a inizio marzo il quadro accusatorio era già molto ben delineato.

Su ordine del Tribunale di Aosta, nell’ambito delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Francesco Pizzato, oltre 70 finanzieri hanno eseguito 70 arresti e circa 20 perquisizioni fra Valle d’Aosta, Piemonte e Calabria, con l’ausilio di sette unità cinofile e un cash dog.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Colazingari, ha portato in carcere cinque persone (due delle quali peraltro già recluse nelle case circondariali di Brissogne e Torino poiché oggetto di precedenti indagini antidroga). Agli arresti domiciliari altre cinque persone (una delle quali già confinata nella propria residenza). Sono tutti residenti in Valle d’Aosta ( ad Aosta, Sarre, Quart e Jovençan).

La piramide criminosa

Al vertice della piramide criminosa vi era Giuseppe Nirta. Era infatti lui a recarsi in Calabria (in auto o in aereo) per prendere gli accordi. Poi la merce, in quantitativi di 2,5 kg per volta, arrivava al suo quartier generale del Quartiere Dora, con altre modalità. Nirta, nato in provincia di Reggio Calabria nel 1952, risiede in Valle d’Aosta dagli anni Novanta. Ha precedenti penali per truffa, associazione per delinquere e spaccio di stupefacenti. Nel 1999 e nel 2009 è stato arrestato per questi reati; nel 2011 era stato interdetto dai pubblici uffici; fra il 2014 e il 2018 è stato sottoposto a sorveglianza speciale. Il 27 marzo 2020 era stato arrestato per traffico di droga perché fermato dalle Fiamme Gialle con quasi un km di eroina. Il controllo, presentato come casuale e anticovid, è stato invece frutto di un preciso appostamento. 

Nella piramide (non un’associazione a delinquere ma un concorso in traffico di stupefacenti), un ruolo primario era svolto da Giuseppe Ficara e da lui dipendevano gli altri spacciatori: Sebastian Luhring e Massimo Penti (arrestati come Nirta e Ficara) e poi Christian Bredy, Adriana Chiambretti, Marco Casone, Giuseppe Mauri Zavaglia e Roberta Orrù (tutti ai domiciliari).

Da sottolineare che nove fra le dieci persone oggetto di misure cautelari erano percettori di reddito di cittadinanza, ora interrotto. Non lo era solamente Bredy.

Sono anche stati individuati un centinaio di assuntori.

20200526 Arrestati Feudora
I dieci arrestati nell’ambito dell’operazione FeuDora

Il giro d’affari

Il giro d’affari è stato quantificato in 70mila euro mensili. L’eroina era infatti venduta a 60 euro al grammo mentre la cocaina a 100.

Le analisi svolte sull’eroina sequestrata hanno permesso di appurare che si tratta di black tar (catrame nero): una tipologia di bassa qualità scelta per il suo basso costo dagli assuntori per endovena.

I sequestri

Le indagini hanno portato al sequestro di un kg di eroina, circa 200 grammi di cocaina e 50 di hashish; 60 carati di zaffiri per un valore che oscilla fra i 24 e i 42mila euro, quattro orologi di pregio ee circa 7mila euro in contanti.

Nella sola perquisizione di martedì 26 maggio, sono stati sequestrati 15 grammi di eroina, cinque di hashish e altrettanti di marijuana, due piante di marijuana, un coltello e 1.750 euro in contanti. 

Il lavoro prosegue

L’indagine è chiusa per questo aspetto ma proseguono le indagini patrimoniali e su altri fronti.

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