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Che fine ha fatto il dl coronavirus-3?

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi sabato 16 maggio 2020, la Giunta al completo della Regione autonoma Valle d’Aosta ha presentato il disegno di legge per l’assestamento di Bilancio, nell’ambito del quale è stato annunciato uno stanziamento di 155 milioni di euro a favore della ripresa economica dalla crisi coronavirus.

Annunciato è la parola chiave. Perché, martedì 26 maggio, a dieci giorni di distanza (in realtà 11, perché una bozza del documento è stata consegnata alla seconda Commissione del Consiglio Valle venerdì 15 maggio), se n’è persa ogni traccia.

Rete civica, in una nota, conferma che «Esiste per ora solo una Bozza di Disegno di legge della Giunta il cui cuore è rappresentato dal Capo “Misure a sostegno delle attività economiche”». E specifica che, a suo parere, si tratta di «un buon impianto, che riteniamo tuttavia si debba migliorare. Ci vuole un impegno politico largo per arrivare ad un buon risultato e Rete Civica ha già consegnato le sue proposta di modificazione».

Non altrettanto gli altri gruppi politici e Pierluigi Marquis, presidente della II Commissione del Consiglio Valle, quella incaricata dell’analisi del disegno di legge prima del suo approdo in aula, risponde così alla domanda “come mai non è ancora iniziato l’esame?»: «Per non perdere tempo e duplicare il lavoro aspettiamo che venga completato e scaricato».

La Commissione, il 19 maggio, aveva sollecitato la Giunta e il presidente Testolin ha risposto, il 21 maggio, che la Giunta approverà il disegno di legge presumibilmente 1° giugno. Nel frattempo, pare vi siano stati incontri fra la Giunta, la task force dei coordinatori e alcune categorie imprenditoriali per riempire di contenuti le enunciazioni di principio. E il presidente Testolin spiega: «si è ritenuto opportuno inserire nel disegno di legge in questione anche l’autorizzazione e gli stanziamenti in materia di edilizia scolastica, al fine di assicurare le predisposizione delle strutture necessarie per la regolare riapertura dell’anno scolastico in autunno». Dunque il quadro definitivo delle copertura finanziare è stato completato il 21 maggio e gli uffici sono al lavoro per «confezionare il provvedimento».

Dunque è stato un annuncio, deprecabile politica alla quale siamo peraltro abituati da anni ma che, in questi mesi critici, ha assunto dimensioni preoccupanti.

E intanto il sistema economico regionale resta in attesa. Anche perché la Commissione aveva audito ogni possibile stakeholder e consegnato un documento di indirizzo alla Giunta ma il testo dell’ipotesi legislativa non pare averne tenuto conto o, se lo ha fatto, lo ha fatto destrutturando e ristrutturando completamente l’impianto. In questo modo, però, sarà presumibilmente necessario un altro giro di audizioni per verificare quali osservazioni abbiano, le categorie economiche (tutte, non solo qualcuna), rispetto al testo e agli aiuti in esso previsti.

Ma non basta: la maggioranza al Governo tale non è e, per arrivare all’approvazione del disegno di legge, i voti dovranno essere trovati per mezzo della condivisione almeno con alcuni gruppi di opposizione.

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