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XIX Giornata del sollievo

In occasione della Giornata del Sollievo, che si svolge il 31 maggio, è importante sottolineare l’opera che porta avanti, quotidianamente, il Centro di Cure palliative Hospice dell’ospedale Beauregard di Aosta. Il 25 gennaio 2020 ha compiuto i suoi primi dieci anni di attività.

La Giornata del Sollievo è stata istituita, nel 2001, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri allo scopo di promuovere e testimoniare, attraverso idonea informazione e tramite iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale.

Nel corso degli anni, la Giornata si è estesa alla diffusione della cultura del sollievo dalla sofferenza in tutte le condizioni di malattia ed esistenziali.

Le cure palliative sono definite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come «un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di un’identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e di altre problematiche di natura fisica, psicologica, sociale e spirituale».

Il responsabile dell’Hospice, Marco Musi, spiega: «In Valle d’Aosta, le cure palliative nascono nel 1991, con l’assistenza domiciliare della Lilt nell’area urbana di Aosta. Dal 2006, all’interno del sistema sanitario pubblico, la Struttura semplicee Cure Palliative ha sviluppato progressivamente varie modalità di intervento: l’assistenza domiciliare palliativa (ADI-CP), attiva su tutto il territorio regionale, le consulenze ospedaliere e domiciliari, l’Ambulatorio di cure palliative e l’Hospice (7 letti, aperto nel 2010). Del 2018 l’attività assistenziale si è estesa alle patologie non oncologiche, iniziando da quelle neurodegenerative (ad esempio la SLA).
Complessivamente, l’articolazione dell’attività assistenziale di cure palliative in varie modalità di erogazione, che raggiungono segmenti di popolazione con bisogni diversi, e la sua distribuzione capillare sulla totalità del territorio, garantiscono una buona copertura del fabbisogno, anche se vi è ancora un largo margine di espansione verso le patologie terminali non oncologiche.
L’attività di cure palliative, che rientra fra le prestazione LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), non è rinviabile, ed è stata quindi garantita anche nei mesi di lockdown e di emergenza Covid
».

In Valle d’Aosta, opera da oltre vent’anni anche la struttura di Terapia del dolore, per il trattamento del dolore cronico. Da alcuni anni la Struttura eroga prestazioni antalgiche di secondo livello diventando centro di riferimento didattico nazionale e internazionale per diverse tecniche mininvasive.

Nel 2011, il Responsabile ha ottenuto il titolo americano FIPP (Fellow of International Pain Practice), rilasciato dal World Institute of Pain americano. Questo riconoscimento certifica la capacità di eseguire le tecniche chirurgiche mininvasive secondo le rigidissime linee guida americane, garantendone quindi l’elevato standard qualitativo. In Italia tale certificazione è stata acquisita ad oggi da 20 medici in totale (di cui 3 già pensionati). Nel mondo il titolo è stato conseguito da circa 850 medici.


Dal 2001 il Servizio è parte del Comitato Ospedale Senza Dolore (COSD), ora divenuto COTeSD (Comitato Ospedale e Territorio Senza Dolore), al fine di promuovere una maggiore sensibilizzazione degli operatori e dei pazienti nei confronti del problema dolore.

«La pandemia del COVID 19 ha comportato negli ultimi mesi la sospensione dei trattamenti antalgici invasivi e dell’attività ambulatoriale ordinaria, essendo stato il personale medico e infermieristico utilizzato per altre mansioni – spiega Lorenzo Pasquariello, responsabile della struttura di terapia del Dolore dell’Usl -. Sono state garantite le sole visite urgenti per i pazienti oncologici e affetti da altre patologie dolorose acute che hanno necessitato di trattamenti farmacologici specialistici. La Società Federdolore ha messo a disposizione dei MMG un numero verde a cui potersi collegare per ricevere consulenza telefonica dai vari specialisti sul territorio, consapevoli che il Covid non aveva di colpo annullato le altre patologie. Con il lento ritorno alla normalità auspichiamo di riprendere le attività di presa in carico dei pazienti con dolore cronico, oncologici e no».

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