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Principio d’incendio in uno studio legale: individuato l’autore

Nel pomeriggio di domenica 17 maggio 2020, intorno alle ore 16, una volante della Questura di Aosta si è recata a Saint-Christophe, per un principio d’incendio.

Sul luogo, dove sono intervenuti anche i Vigili del fuoco, è stato riscontrato un lieve danneggiamento alla porta d’ingresso e allo zerbino di uno studio legale.

Dai primi accertamenti, si presume che siano state accese le fiamme con l’aiuto di un accelerante (cherosene), che si sono però autoestinte prima dell’arrivo dei Vigli del fuoco.

La Squadra scientifica della Questura di Aosta ha effettuato i propri rilevamenti e la Squadra mobile è stata incaricata delle indagini contro ignoti, volte anche a chiarire la natura dell’atto.

Un socio dello studio minimizza: «Adesso è tutto a posto, non stiamo neanche a parlarne».

Le indagini

Il presunto autore del danneggiamento è stato individuato dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Aosta lunedì 1° giugno.

Hanno analizzato i filmati del sistema di video sorveglianza interno all’edificio ove ha sede lo studio, che hanno ripreso il responsabile nel momento in cui appicca l’incendio, senza riuscire però a riconoscerne il volto, nascosto dalla mascherina chirurgica anti Covid.

È stato pertanto necessario visionare i filmati estrapolati dalle numerose telecamere dislocate in diversi punti del Comune di Saint-Christophe, per individuare un furgoncino che, dopo aver percorso la rotonda sita in Località Meysettaz, era stato parcheggiato nei pressi dell’edificio. Dall’autoveicolo si vede scendere un uomo vestito con gli stessi abiti indossati dal responsabile dell’incendio. Questi, dopo aver perlustrato il perimetro dell’edificio, è uscito dal cono visivo delle telecamere per essere poi nuovamente ripreso alcuni minuti dopo, quando è risaluto sul mezzo e si è allontanato dallo stabile. 

Gli elementi investigativi raccolti hanno permesso di eseguire una perquisizione a casa dell’uomo, alla cui identità si è risaliti attraverso la verifica dell’intestatario della targa del mezzo, all’interno della quale gli operatori hanno rinvenuto proprio i capi di abbigliamento indossati il giorno del reato. 

Il soggetto ha confessato e si è così appurato che il destinatario dell’azione non era lo studio legale danneggiato bensì un altro. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

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