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Fase-3: Conte annuncia il Piano di Rinascita

Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, mercoledì 3 maggio 2020, ha illustrato le modalità della Fase-3 e annunciato le azioni del Governo per il Piano di Rinascita.

Il trend dei casi diagnosticati è in diminuzione sull’intero territorio, dunque sono stati aperti i confini regionali: ci si può spostare da regione a regione senza alcune autocertificazione ma bisogna continuare a praticare il distanziamento fisico e a indossare le mascherine.

Anche i turisti europei possono venire in Italia, senza praticare la quarantena. «L’Italia deve tornare a essere meta ambita e sicura. Dobbiamo concentrarci sul brand italia e pere promuovere l’incomparabile patrimonio artistico e naturale che possediamo», ha detto.

Anche perché «dobbiamo fare i conti con l’emergenza economica e sociale». Ha fatto riferimento agli 80 miliardi di euro messi a disposizione «ma ci rendiamo conto dei ritardi e che ci stiamo confrontando con un apparato che non era pronto a effettuare erogazioni generalizzate in poco tempo».

Ha riconosciuto che occorre intervenire ancora per tanti settori colpiti dalla crisi ed esclusi dagli aiuti: sono in sofferenza le piccole aziende, ampi settori del commercio, dell’artigianato, del turismo e dello spettacolo.

Considera dunque questa l’occasione storica di un «nuovo inizio», attingendo ai 750 miliardi di euro proposti dall’Unione europea con il recovery found.

Soldi da spendere bene, sulla base di un progetto di Paese. «Abbiamo già iniziato a lavorare a questo recovery plan, che dovrà raggiungere vari obiettivi. Modernizzare il Paese, lavorando per la digitalizzazione e incrementare i pagamenti elettronici e contrastare con questa via l’economia sommersa. Dovremo lavorare all’innovazione, per rendere a portata di tutte le famiglie la banda larga. Dobbiamo lavorare per capitalizzare e sostenere imprese, filiere, pmi e consolidarle. Dobbiamo rendere strutturale, nel piano industriale che andremo a delineare, Ace e Impresa 4.0. Dobbiamo rilanciare gli investimenti pubblici e privati, tagliando la burocrazia. Dobbiamo investire nelle grandi reti telematiche, idriche ed energetiche. Dovremo accompagnare tutto il sistema Italia verso una decisa e vigorosa transizione verso una transizione energetica verso un’economia sostenibile. Dobbiamo puntare forte sul diritto allo studio, rinnovando l’offerta formativa. Andremo a bandire migliaia di posti per nuovi ricercatori, offrendo ai giovani di rientrare dall’estero per fare ricerca in Italia. Dobbiamo investire ancora di più nelle tecnologie digitali e nella scuola. I tempi della giustizia civile e penale non sono accetabili: la media di un processo sconsiglia investitori a venire in Italia. Non è accettabile avere un Codice civile risale al 1942 e che, da allora, non ha mai subito una riforma organica».

Ha chiesto a tutte le forze politiche di lavorare per realizzare al più presto questi progetti, permettendo di emanare decreti legislativi e avviare riforme.

«Poi occorre una seria riforma fiscale perché il nostro fisco è iniquo e inefficiente. Dovremo lavorare meglio per sostenere le imprese, le persone che sono ai margini del circuito sociale e lavorativo (favorendo l’inclusione e contrastando la diseguaglianza)».

Un monito: «Dobbiamo essere consapevoli che la somma messa a disposizione dell’Europa non può essere un tesoretto del quale dispone liberamente il Governo in carica ma deve essere una risorsa per l’intero Paese, del quale il Governo ha la responsabilità di spesa sulla base di un progetto lungimirante».

Ha annunciato che intende convocare a Palazzo Chigi tutti i principali attori del sistema economico, per raccogliere le loro idee e suggerimenti. Colao consegnerà in questi giorni i risultati delle analisi condotte con gli stakeholder. Poi ci dovrà essere un confronto aperto «sulle nostre proposte, sulle nostre idee, sul progetto di rinascita dell’Italia».

Perché «La fase della negoziazione europea è stata molto dura e non è ancora conclusa ma sono consapevole che la fase di messa a punto di un progetto davvero utile è ancora più dura perché richiede coraggio, lungimiranza e grande determinazione per superare visioni di parte e riduttive».

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