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Professori senza cattedra in piazza

I Professori senza cattedra sono scesi in piazza, giovedì 4 giugno 2020, per «difendere il diritto di tutti a una scuola sicura che garantisca continuità e qualità agli studenti, soprattutto dopo mesi di emergenza sanitaria».

Ogni anno, la scuola ha bisogno dei precari per funzionare, precari indispensabili con la ripresa di settembre e il cui ruolo «è stato calpestato dai recenti provvedimenti adottati dal Governo nazionale, a discapito del sistema scuola nel suo insieme».

La manifestazione dei precari valdostani della scuola si sono svolte contemporaneamente anche in altre città d’Italia come Roma, Torino, Firenze, Pisa Matera, Taranto e Sassari, organizzata in associazione con il Coordinamento Nazionale dei Precari della scuola (CNPS).

Il gruppo Professori senza cattedra – che ha scelto di chiamarsi in questo modo poiché annovera tra le sue fila docenti che da molti anni si ritrovano in cattedra ogni settembre, senza aver mai avuto accesso all’incarico di ruolo – si è ritrovato in piazza Chanoux, ad Aosta, «per rivendicare la stabilizzazione, dopo una lunga serie di reiterati contratti a tempo determinato. Una stabilizzazione tramite concorso per titoli e servizio – non una sanatoria come ingiustamente definita da alcune parti politiche – che è indispensabile per garantire la continuità didattica e lo svolgimento delle lezioni esclusivamente in presenza a settembre, in modo da non dover più ricorrere alla Didattica A Distanza. Due fattori, questi ultimi, che rischiano di gravare soprattutto sulle spalle delle famiglie, già provate dal lungo lockdown».

A ciò si aggiunge la richiesta di potenziamento degli organici per fronteggiare l’emergenza sanitaria, per il rientro in classe in sicurezza.

Prima, l’incontro con l’assessore Certan

L’assessore all’Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili, Chantal Certan ha incontrato una delegazione dell’Associazione docenti precari della Valle d’Aosta, mercoledì 3 giugno 2020.

Il confronto è stato proficuo e e l’assessore, come concordato, ha presentato le problematiche relative ai precari nella scuola alla IX Commissione della Conferenza delle Regioni e Province autonome, commissione che si occupa di Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca, e che si è riunita, giovedì 4 giugno.

La Sovraintendenza agli Studi, in questa fase, sta emanando le analoghe procedure concorsuali bandite a livello nazionale, in relazione alle esigenze degli organici regionali del personale docente e con gli adattamenti necessari relativi, in particolare, al requisito di piena conoscenza della lingua francese. Le procedure saranno svolte in concomitanza con quelle nazionali.

«Le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente regionale – spiega Certan – sono disposte ordinariamente a copertura di tutti i posti vacanti, attingendo dalle graduatorie utili per le assunzioni in ruolo. Nel corso degli ultimi anni sono state bandite diverse procedure concorsuali nel settore scolastico – nel 2012, nel 2016 e nel 2018 – e sono state disposte annualmente le assunzioni a tempo indeterminato per la copertura dei posti vacanti attingendo da tali graduatorie».

Le uniche supplenze annuali su posti vacanti sono pertanto conferite per mancanza di candidati idonei nelle graduatorie utili per assumere in ruolo o perché i posti non rivestono stabilità sul triennio.

Le procedure concorsuali bandite nel 2020 consentiranno, una volta concluse le relative prove, approvate le graduatorie e in presenza di candidati idonei, la copertura dei posti attualmente vacanti negli organici regionali e di quelli che si renderanno tali nei prossimi anni scolastici.

«Occorre comunque ricordare – prosegue Certan – che il settore scolastico è caratterizzato anche da un precariato fisiologico derivante dalla necessità di assumere docenti a tempo determinato per la copertura di posti che non sono vacanti ma che sono disponibili per l’intero anno scolastico per effetto di situazioni particolari (part-time, distacchi, mobilità annuale dei docenti di ruolo, eccetera) o per sostituire docenti che si assentano temporaneamente nel corso dell’anno scolastico (malattia, congedi tutela della maternità, eccetera)». 

Un concorso disciplinato in modo autonomo dalla Regione, come richiesto da alcuni precari, analogamente a quanto avvenuto in altre province autonome, non è fattibile stante l’applicazione al personale scolastico della Valle d’Aosta delle norme di stato giuridico ed economico del corrispondente personale appartenente ai ruoli dello Stato e ciò anche con riguardo alle procedure di reclutamento, fatto salvo l’ulteriore requisito di piena conoscenza della lingua francese con il conseguente riconoscimento economico previsto da specifiche leggi regionali.

«Un percorso diverso – conclude l’assessore – presupporrebbe la regionalizzazione dei ruoli del corpo insegnante. È una strada che si può anche intraprendere, non appena sarà possibile, ma ovviamente con la condivisione della categoria».

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