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Confine Italia-Francia sul Monte Bianco, si cerca una soluzione

Il Ministero degli Esteri, rispondendo a un’interrogazione presentata dal senatore Albert Lanièce, mercoledì 10 giugno 2020 ha assicurato il suo impegno per trovare una rapida soluzione alla problematica del confine italo-francese sorta dopo la chiusura dell’accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio Torino disposta dal sindaco di Chamonix.

«Il sottosegretario Scalfarotto – spiega Lanièce – ha specificato che le autorità italiane hanno più volte manifestato il loro disappunto alla Francia per una violazione dei confini che viene meno anche a quanto concordato dalla Commissione mista italo-francese per la manutenzione del tracciato di confini. 
Allo stesso tempo, l’Italia ha rinnovato alla Francia la sua disponibilità al dialogo, ribadendo anche che in gioco non c’è un interesse solo economico, ma anche un simbolo da tutelare, visto che le pretese di Parigi consegnerebbero alla Francia l’intera cima della vetta più alta d’Europa e il rifugio Torino
».

«A tutto questo – prosegue Lanièce – si aggiunge anche il tema della sicurezza in montagna, che oggi non può essere garantita se, come accaduto la scorsa estate, da parte dei sindaci di Chamonix e di Saint-Gervais-les-Bains sono adottate ordinanze di divieto di atterraggio con parapendio in un raggio di 600 metri dal Monte Bianco e che, data l’incongruenza tra le cartografie italiana e francese, finisce per interessare un’area che l’Italia ritiene proprio territorio».

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