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Aosta à Vélo critica il regolamento di VéloDoire

L’Associazione FIAB Aosta à velo ha messo in evidenza alcune criticità riscontrate nel Regolamento per la disciplina di accesso e uso di VéloDoire-Percorso ciclo-pedonale dell’Unité des Communes valdôtaines du Mont-Émilius.

Innanzitutto è contestata la cartellonistica, perché se è un «un percorso promiscuo per pedoni e conduttori di biciclette ed acceleratori di andatura a propulsione muscolare», secondo l’Associazione non può considerarsi quale pista riservata alla circolazione dei velocipedi e, dunque, la cartellonistica posizionata in alcuni punti d’accesso che la presenta come pista ciclabile è errata. «A nostro avviso – spiega in una nota il presidente Lorenzo Visconti – tale segnaletica andrebbe sostituita» con quella che indica la doppia destinazione.

Venendo all’esame dell’articolato, l’Associazione ritiene inattuabile l’articolo 3, Norme generali di comportamento, sulla verifica delle condizioni della pista prima di utilizzarla: «parrebbe richiedere che il fruitore in bici effettui a piedi un sopralluogo del tracciato per verificarne le condizioni. Riteniamo invece che sia dovere del gestore intervenire tempestivamente per risolvere le eventuali criticità riscontrate lungo il percorso».

Analizzando l’articolo 4, Divieti, quella sull’attività agonistica, l’Associazione si chiede se siano esclusi «i ciclisti, professionisti o cicloamatori che siano, che durante la loro seduta di allenamento, decidono di percorrere VéloDoire, rispettando comunque la velocità imposta? E sono escluse tutte le società ciclistiche giovanili che utilizzano anch’esse VéloDoire per i propri spostamenti? L’introduzione di questo divieto oltre a generare tali perplessità ci pare possa essere, inoltre, fonte di contenziosi in eventuali dispute legali. Perché, nell’eventualità di un incidente l’atleta, l’amatore e il professionista potrebbero essere sempre accusati di aver utilizzato il percorso in maniera inappropriata secondo il suo Regolamento. In sintesi, la norma appare rischiosa e discriminatoria nei confronti di alcune categorie di utilizzatori dell’impianto».

Rispetto all’articolo 5, Norme di comportamento per i conducenti di biciclette e di acceleratori di andatura, laddove si fa riferimento al fatto che la velocità non deve superare i 20 km/h, l’Associazione sostiene che si tratta di indicazione «non in linea con la situazione italiana ed europea dove il limite di 20 km/h viene inserito solamente nelle aree urbanizzate ad alta densità di traffico veicolare (in quanto la pista spesso è parallela alla strada) e pedonale. Nel caso di VéloDoire, costeggiando la Dora Baltea, la pista è praticamente rettilinea da Sarre a Pontey e tale limite risulta altamente penalizzante e di difficile applicazione. Riteniamo che sarebbe più sensato l’adeguamento al limite di 25 km/h previsto per legge per le e-bikes».

Al medesimo articolo, laddove si consiglia ai conducenti di biciclette e di acceleratori di andatura di «possedere sufficienti basi tecniche per la guida del mezzo», FIAB Aosta à Vélo si chiede «quali siano i requisiti minimi per stabilire tali basi tecniche», ipotizzando dunque che tale norma possa escludere dall’accesso i bambini che stanno imparando ad andare in bici.

Analogo discorso rispetto al consiglio di «utilizzare abbigliamento e calzature idonee all’ambiente ed ai percorsi utilizzati»: quali sono i criteri per stabilirlo?

Visconti conclude: «Facendo un’analisi complessiva del suddetto testo, riteniamo che vi sia uno sbilanciamento nell’aggravio di responsabilità e di doveri per gli utenti in bici senza considerare invece simili doveri per i pedoni».

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