fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Gli allevatori chiedono misure urgenti per il contenimento del lupo

Fanno fronte comune nel chiedere alla Regione autonoma Valle d’Aosta di cambiare linea d’azione nel contenimento del lupo.

Association régionale des Éleveurs valdôtains

«Visto che le misure di prevenzione finanziate hanno dimostrato tutti i loro limiti – scrive l’Association régionale des Éleveurs valdôtains – l’Amministrazione Regionale e/o lo Stato si facciano carico di proteggere gli allevamenti e i fondi dalla fauna selvatica».

Arev sostiene che predatori e i selvatici «sono totalmente fuori controllo e il costo di questa inefficienza lo stanno sostenendo gli allevatori con perdite di animali e foraggi».

Il presidente Arev, Dino Planaz, sostiene che «Ormai è chiaro che il sistema di gestione degli animali in montagna mediante una custodia non costante sulle 24 ore non garantisce più la sicurezza delle mandrie e ovviamente gli allevatori non sono in grado di sopportare il peso economico e amministrativo per la creazione di nuove strutture e l’assunzione di personale per garantire la sicurezza. Quindi le opzioni sono due: o il totale abbandono dei pascoli oppure che la protezione dei selvatici tenga anche conto di questa problematica e gli Enti deputati alla salvaguardia si facciano carico della protezione di mandrie e pascoli sostenendo sia il 100% dei costi per gli investimenti dei ricoveri sia mettendo a disposizione le risorse umane necessarie».

In riferimento specificamente al lupo lupo, Arev ritiene sia «quanto mai urgente una sua riclassificazione e una rimodulazione della protezione internazionale, della quale gode, in quanto è palese che non si tratta più di una specie in pericolo di estinzione».

Coldiretti

«La situazione è davvero insostenibile per le realtà agricole già fortemente penalizzate dall’emergenza sanitaria» dichiara il presidente di Coldiretti Valle d’Aosta, Alessio Nicoletta, che aggiunge: «Lo scenario è profondamente mutato rispetto al passato, la presenza del lupo sul territorio è in crescita e, anche in conseguenza al lockdown, si registra un progressivo avvicinamento degli animali selvatici, tra cui il lupo, alle case e ai villaggi per la riconquista di spazi prima evitati perché troppo antropizzati». 

Anche secondo Coldiretti sono necessari nuove riflessioni e, «senza un intervento adeguato a tutela dei capi di bestiame allevati, il rischio concreto è l’abbandono del territorio da parte di diverse aziende impossibilitate a proseguire con serenità la loro attività». Uno scenario che «rappresenterebbe un grave danno per l’intera comunità valdostana visto il ruolo svolto dalle aziende agricole di presidio del territorio e di mantenimento di un tessuto socio-economico vitale nelle zone di montagna». 

È dunque« indispensabile andare incontro a queste aziende riconoscendo come causa di forza maggiore l’eventuale mancato rispetto degli impegni assunti con le domande presentate sul Piano di Sviluppo Rurale» sostiene Elio Gasco, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

© 2020 All rights reserved.