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La montagna assente a Villa Pamphilj

A Villa Pamphilj, sono in corso di svolgimento gli Stati generali dell’economia, pre la progettazione del Piano di Rilancio dell’Italia, voluti dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte.

La montagna non è stata invitata

Ci sono politici, nazionali e internazionali, il presidente Banca d’Italia, collegamenti con il Fondo monetario internazionale. Ma la montagna non c’è.

Lo fa notare il consigliere regionale Jean Barocco, che spiega: «Ho seguito i lavori preparatori, la relazione Colao, i resoconti giornalistici di queste ore e non ho trovato nulla che riguardi la Montagna!»

Ma non è solo a Roma, che la montagna è assente: «In Valle d’Aosta, si susseguono prese di posizione sul prossimo disegno di legge elaborato dalla task force voluta dal presidente Testolin ma, purtroppo, nessuno sta facendo riflessioni sul futuro sociale ed economico delle Terre Alte» e se non lo si fa in Valle d’Aosta, si chiedeee Barocco, «chi lo dovrebbe fare».

«In questa ripresa dobbiamo – prosegue il consigliere –, oltre a studiare i giusti indennizzi per le categorie economiche più colpite, cercare di creare lavoro e far presente sui tavoli nazionali che la montagna esiste, deve lavorare e no solo essere considerata un parco divertimenti domenicale. Lo Stato deve superare la vecchia concezione “Urbanocentrica”, le Terre Alte esistono, non solo il sabato e la domenica ma tutto l’anno».

Invece «Gli Stati generali dell’Economia hanno dimenticato come è fatta l’Italia. Colao ha dimenticato la montagna, i piccoli Comuni, i borghi da vivere. La supponenza di qualcuno ha pensato che lassù gli ultimi
possono rimanere fuori. Io non ci sto. I Valdostani non ci stanno. Alziamo la voce, facciamo sentire tutte le voci di chi vuole continuare a vivere le Terre alte e la Valle d’Aosta!
».

Un Governo nemico della montagna

Analoga riflessione la effettua, sulla propria pagina Facebook, la Lega Vallèe d’Aoste: «Nonostante al Governo ci sia qualcuno che si riempie la bocca di Montagna ogni giorno, alla prova dei fatti vediamo che la sostanza è zero. Infrastrutture bloccate, investimenti assenti, politiche di rilancio sconosciute. E quando le Regioni cercano di fare da sole per portare a casa delle normative che siano di aiuto a questi territori, scattano le rappresaglie a suon di impugnative. Insomma una tragedia nella tragedia. Un governo nemico della Montagna che, tra una passerella e l’altra, si dimentica di coinvolgere chi abita nelle zone montane!».

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