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Pulz vs Certan: la coronavirus-3 deve avere la scuola al centro

Daria Pulz, consigliere regionale di AduVdA, contesta l’impostazione data dall’assessore all’Istruzione per il rientro a scuola e chiede che il disegno di legge coronavirus-3, attualmente al vaglio del Consiglio Valle, sia radicalmente trasformato per rispondere efficacemente a questa esigenza.

«Il diritto all’istruzione, in presenza e di qualità, non può più essere compresso: per settembre deve essere assicurato il rientro in aula di tutti gli allievi», commenta Pulz, dopo aver letto che l’assessore Certan ha previsto, nella versione dell’8 giugno de L’École Valdôtaine Re-part, non trasmesso ufficialmente al Consiglio regionale, che ciascuna Istituzione scolastica «potrà definire, in virtù della sua autonomia, modalità di alternanza, turnazione, didattica a distanza proporzionate all’età degli alunni e al contesto educativo complessivo. In particolare, per gli alunni delle scuole secondarie di secondo grado, laddove necessario, per ridurre la concentrazione di alunni negli ambienti scolastici, potranno essere riproposte forme di didattica a distanza».

«Tutto questo è inaccettabile – commenta Pulz –. Le indicazioni del governo centrale non sono – al solito – puntuali, ma la tendenza è definita: distanza di un metro, areazione locali, no agli assembramenti e mascherine. Si lavori con estrema urgenza a partire da queste linee di massima. Assistiamo, invece, al solito scaricabarile sulle singole Istituzioni scolastiche, nel nome di una falsa autonomia. Se decidono i singoli dirigenti, avremo inaccettabili differenze tra comunità territoriali, tipologie di scuola e allievi. La didattica a distanza lascia indietro i soggetti più deboli e fragili; spesso, i più poveri. Essa deve rappresentare l’extrema ratio nel caso di una seconda grave ondata di contagi da scongiurare, non certo la soluzione all’indifferenza di tutti i governi regionali per la scuola e l’annosa questione dell’edilizia scolastica».

Dunque, secondo Pulz, il terzo provvedimento anti Covid va rivisto radicalmente, rinviando alcuni interventi di sostegno meno centrali e destinando subito tutte le risorse necessarie per la riapertura, in presenza, della scuola. Occorrono soldi per organizzare un trasporto scolastico destinato ai soli studenti, in modo da evitare assembramenti con gli altri pendolari, soldi per assumere i nuovi insegnanti e bidelli per le aule supplementari e i turni pomeridiani, soldi per acquisire e adattare nuovi spazi per garantire la distanza fisica di sicurezza.

«Non si può continuare a perdere tempo discutendo su dove sistemare i moduli prefabbricati, se in un’area contaminata in zona Cogne o in posto centrale più idoneo ad accogliere gli allievi – specifica Daria Pulz -, non si può temporeggiare oltre sulla sede di via Torino di cui una commissione tecnica deve ancora valutare gli interventi di recupero. Ci si avvalga di procedure d’urgenza, ora che la conversione in legge del decreto 22/2020 sull’avvio dell’anno scolastico ha attribuito poteri commissariali straordinari ai sindaci e al presidente della Regione.»

Pulz chiede che il Consiglio regionale decida le priorità di valori e obiettivi: che posto ha l’istruzione delle nuove generazioni nel progetto di ricostruzione della nostra Regione? Dopo gli impianti a fune e l’allevamento bovino? Si può di nuovo lavorare, andare alle terme, sulla Skyway; si può, persino, giocare al campionato di calcio, e non si può tornare sui banchi di scuola?

«Senza una risposta chiara al se e al come a settembre si tornerà tutti sui banchi di scuola – conclude Pulz -, il terzo provvedimento anti Coronavirus si dimostrerà un provvedimento pre-elettorale, per la distribuzione di contributi a pioggia, senza un’idea chiara di società. L’assessora Certan – che chiude con nonchalance i tavoli di lavoro troppo critici – e gli altri membri della Giunta dicano se hanno collocato la scuola e la sanità al centro dell’azione politica e se davvero credono che così nessuno sarà lasciato indietro. In caso contrario, e ferma restando la necessità di modificare in molte altre parti il disegno di legge, ADU VdA cercherà il sostegno di tutti, fuori e dentro il Palazzo, per bloccare e riscrivere questo miope progetto per la ripartenza della Valle d’Aosta.»

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