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Sindacati scuola e Certan su posizioni opposte

Rispetto alle risorse contenute nel disegno di legge coronavirus-3, sono distanti le valutazioni dei sindacati e quelle dell’assessore all’Istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta, Chantal Certan.

Le critiche dei sindacati

Le organizzazioni sindacali Cgil e Cisl Valle d’Aosta, in stato di agitazione, rivendicano la necessità di più risorse da destinare all’istruzione, oltre che assunzioni a tempo indeterminato.

Spiegano i sindacati: «Lo stanziamento previsto per la scuola (1,5 milioni di euro per organici e 500mila euro per le misure preventive) è estremamente limitato e gravemente insufficiente. Serve un intervento di ben altro ordine di grandezza (in termini di organici del personale docente, di quello ATAR così come di spazi) per riaprire le scuole veramente in sicurezza».

Le organizzazioni sindacali sottolineano: «Così si costringono le scuole di ogni ordine e grado a cavarsela da sole, sulla base degli organici e delle risorse a disposizione, ridefinendo la propria offerta formativa, non solo con una sua rimodulazione, ma di fatto con una riduzione del tempo scolastico. È inoltre molto probabile che queste riduzioni orarie si presenteranno articolate diversamente in ogni istituto, per cui si andrebbero a creare nuove diseguaglianze, dopo un anno scolastico che ha costretto la comunità educante alla didattica a distanza».

Per quanto concerne gli organici (che rientrano nella potestà della gestione autonoma della Regione) i sindacati ne chiedono un incremento, ritenendo che ciò avrebbe una diretta ricaduta sulla qualità della didattica: «L’organico delle scuole della Regione è di circa 2500 docenti. L’Amministrazione prevede oggi di aumentare la dotazione di meno del 2% (ossia meno di due addetti per ogni Istituzione scolastica). Per riaprire in sicurezza serve invece aumentare sostanzialmente e straordinariamente gli organici (in alcuni casi anche oltre al 30%, con risorse pari a non meno 8/9 milioni di euro)». 

In conclusione, secondo i sindacati: “Sono necessarie ulteriori risorse per finanziare specifici progetti per il recupero degli apprendimenti e interventi di sostegno. I bambini con disabilità devono avere una copertura sul sostegno del 100%; gli insegnanti della scuola dell’infanzia e della primaria, come tutti gli educatori di sostegno, devono essere sostituiti in caso di assenza dal primo giorno, anche nel caso di un solo giorno di assenza; il Convitto deve vedersi assicurati spazi adeguati e un personale potenziato. Solo investendo si può pensare di riconquistare un reale funzionamento dello spazio scuola, in presenza e in sicurezza, e provare a recuperare questi lunghi mesi di didattica di emergenza».

La risposta di Certan

In una propria nota, l’Assessorato all’Istruzione rende pubbliche le precisazioni che sono state oggetto di discussione durante l’incontro di giovedì 12 giugno, tra l’Amministrazione regionale e le organizzazioni sindacali scolastiche.

L’assessore Chantal Certan e la sovraintendente agli studi Marina Fey, dopo aver illustrato la bozza del Piano di rientro a scuola a settembre e il Protocollo di sicurezza, hanno sottolineato che, in attesa delle Linee Guida nazionali in fase di pubblicazione, sono state riportate nei documenti di cui sopra le indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico in data 28 maggio 2020. Tale documentazione è stata trasmessa anche alla Conferenza delle Regioni.

A livello regionale, al fine di agevolare l’attuazione delle misure derivanti dall’emergenza sanitaria da Covid-19, sono stati proposti, dalle strutture competenti in materia di istruzione e personale scolastico, criteri per l’ottimizzazione e il potenziamento dell’organico di fatto per il personale docente ed educativo.

L’attuale stanziamento di 1,5 milioni di euro equivale, indicativamente, a 45 risorse che potranno essere ripartite nei vari gradi di scuola, in base alle specificità di ogni segmento scolastico, in deroga ai criteri vigenti di costituzione delle cattedre, potenziando, in particolare, la scuola dell’infanzia, dove sono presenti le maggiori criticità (considerata anche l’età degli alunni) e arrotondando, laddove sono presenti “spezzoni” di consistente entità, le cattedre interne della scuola secondaria.

Per quanto riguarda l’eventuale rimodulazione dell’offerta formativa che, nel rispetto dell’autonomia scolastica, ogni scuola potrà adeguare alle disposizioni previste a livello nazionale e regionale, l’Assessorato sottolinea che, alcune scelte, quali la riduzione del tempo scolastico restano in capo al Ministero dell’Istruzione. Tale opzione non è comunque attualmente presa in considerazione dall’Assessorato.

Per quanto riguarda la sostituzione dei docenti della scuola dell’infanzia e della primaria sin dal primo giorno di assenza, la Sovrintendenza ricorda che si tratta di una norma nazionale cui ci si deve attenere anche a livello regionale. Si resta in attesa di un eventuale intervento normativo da parte del Ministero di sospensione della disposizione per il 2020/21 considerata la situazione emergenziale.

Le scuole e gli Enti locali procederanno, in tempi brevi, a una mappatura degli spazi dei singoli plessi al fine di assicurare la ripresa della didattica in presenza, in sicurezza, a partire dal mese di settembre.

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