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Consiglio Valle il 25 giugno 2020

Nella seduta di giovedì 25 giugno 2020, il Consiglio Valle ha iniziato la discussione generale sul disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2020, che contiene le misure urgenti per contrastare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il presidente della Regione, Renzo Testolin (UV), ha aperto il dibattito dichiarando che «è un momento particolarmente complesso: tutti, indistintamente, abbiamo lavorato per poter arrivare oggi a una discussione serena su questo disegno di legge. Abbiamo vissuto un percorso che ci ha arricchiti, in questa tragicità: oggi lo affrontiamo dal punto di vista importante del rilancio del tessuto economico. Siamo coscienti che il Governo, da solo, non ha i numeri per sostenere questo disegno di legge: per questo abbiamo cercato di condividere le iniziative con la Commissione e ci siamo confrontati con l’esterno, scaricando poi una proposta che cerca di disegnare una filosofia che si adatti alle esigenze del territorio e alle tantissime piccole aziende che lo vivono, che hanno bisogno di risposte concrete e di sentirsi sostenute. C’è un’attenzione per la possibilità di condividere le occasioni di rilancio con gli Enti locali, che sono le istituzioni più vicine ai cittadini. Speriamo quindi di poter sviluppare un confronto sereno nei modi, ancor prima che nelle iniziative. Questi 80 articoli possono essere opinabili, ma provano a dare risposte: dobbiamo lavorarci insieme. Se il disegno di legge sarà molto rivisto, sarà necessario anche rivedere il lavoro post-approvazione, per “mettere a terra” le diverse norme. Vorremmo che questo fosse un testo il più condiviso possibile: speriamo che questa sia la direzione per approvare un disegno di legge da 161 milioni che speriamo possa essere il punto di partenza anche di un percorso di rinascita e di recupero di credibilità di quest’Aula. Un ultimo doveroso ringraziamento va anche al lavoro eccezionale delle strutture dell’amministrazione, che ci hanno permesso di mettere in campo queste iniziative.»

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) ha ripercorso «i lavori che abbiamo svolto su questo disegno di legge, senza voler fare giochini politici. Per la parte sanitaria, stiamo vivendo una guerra, ma questa legge non ci dà una via di uscita, non ci indica come gestire l’emergenza. In merito invece alle misure anticrisi, in questi mesi poco è stato fatto, nemmeno il percorso con le parti sociali è stato aiutato. Noi abbiamo pensato di dare una visione che non fosse vecchia, fatta di riempimento di capitoli di spesa e di tacconi; abbiamo voluto dare filo logico ai nostri ragionamenti guardando avanti, guardando oltre il 17 agosto, data in cui, ad oggi, termina il blocco dei licenziamenti: dobbiamo ancora vedere, purtroppo, le ricadute della crisi economica. Per quanto riguarda gli enti locali, va detto che noi non tagliamo nulla di ciò che è già stato o deve essere dato; riteniamo che ci siano altri modi per rilanciare l’economia. Un rilancio che non passa dalla somma urgenza, ma dalla libera impresa. Nella nostra proposta, abbiamo aggiunto 13 milioni per il rilancio del turismo, dell’occupazione, per il mantenimento dei livelli occupazionali, per il rifinanziamento dei mutui agevolati Finaosta. Abbiamo cercato di rappresentare una nuova scuola di pensiero, che demarca la linea del Don, guarda avanti cercando di trovare soluzioni, soprattutto per le fasce più bisognose. Il Covid ha amplificato i problemi e speriamo che l’autunno dell’economia valdostana non diventi un lungo inverno, in uno scontro che forse non sarà tra il vecchio e il nuovo, ma sarà ancora uno scontro tra il vecchio e il troppo vecchio.»

«Il Governo – ha detto il consigliere Roberto Cognetta (Vdalibra) – ha lavorato come se avesse un’ampia maggioranza. Abbiamo costruito i nostri emendamenti ponendoci questa domanda: chi subirà i maggiori effetti di questa crisi? Crediamo che gli imprenditori siano i più esposti: perché non hanno tutele, se la loro attività chiude. Non sono gli enti locali, in questo momento, a essere i più colpiti e di certo il problema non sarà quello di non riuscire a pagare gli stipendi dei dipendenti comunali. Questo provvedimento mischia norme corrette a misure errate, mettendole tutte nello stesso calderone: con l’urgenza e la possibilità di spostarli con le delibere, ci si libera le mani completamente. Abbiamo invece fatto delle proposte che non spostano molti fondi, ma che provano a dare una visione futura: perché se le direttrici sono quelle di sanità, scuola ed economia, in ciascun settore sono stati fatti errori. Sono disponibile al confronto, ma non permetterò di mischiare le misure corrette con le marchette.»

Il capogruppo di Vdalibra, Stefano Ferrero, ha parlato «di scelte gravemente insufficienti in tutti gli ambiti da parte del Governo regionale. Il peggio è stato voler affrontare una lunga guerra come se fosse una semplice battaglia: questi 160 milioni di euro sono stati semplicemente suddivisi in maniera aritmetica, ma non risolveranno alcuna questione, non salveranno le nostre attività. Gli emendamenti dell’opposizione sono una mission quasi impossible nei confronti di un provvedimento che non capisce di essere solo all’inizio della crisi; abbiamo cercato disperatamente di raddrizzare una legge tattica, non strategica. Mi chiedo invece, per gli emendamenti presentati dalla maggioranza, come sia possibile che non ci siano le idee chiare. Questa è un’occasione persa per tutti.»

La presidente del Consiglio, Emily Rini (PNV-AC-FV), ha osservato: «Questo disegno di legge arriva con un ritardo estremo e tutti coloro che sono stati obbligati a chiudere o ridurre le loro attività ne pagheranno le conseguenze, e questo ci preoccupa. Un testo che è stato annunciato in pompa magna dal Governo e che è stato scaricato un mese dopo al Consiglio, completamente modificato rispetto alla sua versione iniziale: i gruppi si sono quindi trovati a dover fare un doppio lavoro ed è pazzesco che la stessa maggioranza abbia presentato 45 emendamenti al provvedimento. Per noi è meglio fare che annunciare, altrimenti si rischia di fare danni. Questo è un disegno di legge di cui non condividiamo la filosofia di fondo, che è quella di dare poco a tutti. Prendiamo le distanze da questo modo di fare: la nostra filosofia sarebbe stata quella di dare molto di più a chi ne aveva veramente bisogno. Le nostre priorità sono quelle di aiutare le attività che hanno patito di più: gli albergatori, in primis, che sono una categoria veramente provata, i commercianti, il popolo delle partite Iva e dei professionisti e il mondo delle associazioni sportive dilettantistiche. Riguardo al coinvolgimento di cui ha parlato il Presidente Testolin, noi non ne abbiamo visto traccia: siamo per una sintesi, ma ci vuole il rispetto reciproco, è questo che la politica dovrebbe fare, sempre. La nostra attitudine è stata quella di essere seri e concreti: ci siamo messi al lavoro per migliorare il testo secondo la nostra visione, proponendo un pacchetto di emendamenti che non cavalca l’onda del malcontento, ma suggerisce misure sostenibili. Io spero che il Consiglio possa fare un lavoro di sintesi, al di là dell’appartenenza politica e sappia produrre un testo migliorativo per dare risposte concrete, rapide ed efficienti alla nostra comunità.»

Per la consigliere Chiara Minelli (RC-AC) «c’è un’eccessiva prudenza nel gestire risorse che sono notevoli, ma insufficienti a coprire tutte le richieste. Non si considerano né le risorse statali che arriveranno né la disponibilità derivata dagli utili delle partecipate, che rischiano di non essere messi a frutto. Nel provvedimento ci sono misure utili e tentativi di dare risposte, anche attraverso finanziamenti significativi, ma siamo in ritardo. Tutto questo non avviene a caso: la realtà è che c’è un sistema istituzionale che non funziona, che produce instabilità e frammentazione, che non consente di governare. Nel corso di questa breve e penosa Legislatura noi abbiamo tentato di affrontare il problema proponendo un sistema elettorale che consentisse agli elettori di scegliere una maggioranza e un Presidente, ma ci siamo scontrati con un muro di ostilità da parte delle forze autonomiste e dell’ala destra del Consiglio. Le elezioni di settembre non risolveranno il problema perché non è stata trovata la cura alla ingovernabilità, e già ne vediamo le avvisaglie. In questo provvedimento, ci sono anche difetti importanti, che potevano essere corretti già in Commissione ma che possiamo ancora aggiustare in Aula. Altri difetti non possono invece essere corretti, perché l’impostazione generale è fortemente carente nei settori della sanità e della scuola, che avevano già grandi criticità prima dell’emergenza e per i quali manca un disegno con metodo e programmazione. Allo stesso tempo, serve un intervento di grande spessore verso le piccole imprese, che sono quelle più colpite. Il nostro voto su emendamenti e sulla legge nel complesso dipenderà dalla volontà migliorativa o conservativa che emergerà dal dibattito.»

La consigliere Daria Pulz (ADU VdA) si è focalizzata sulla scuola, «un settore cui non si presta adeguata attenzione. Perché trattiamo così male la scuola pubblica? Perché abbiamo così poco a cuore la formazione e la cultura? Quali sono per questo Consiglio le priorità di valori e di obiettivi sociali? Che posto ha l’istruzione nel progetto di ricostruzione della nostra regione? Di coraggio, in quest’Aula, ne vediamo davvero poco: dato che di 160 milioni solo un paio sono destinati alla scuola, come possiamo parlare di ripartenza? Ci vogliono più spazi e più docenti per investire su una generazione che rischia di portare un peso enorme. La mia richiesta è di rimandare a luglio o alla prossima Legislatura tutto ciò che non è ora prioritario. Senza una risposta chiara sul rientro a scuola questo provvedimento di aiuti sarà solo pre-elettorale, vista la distribuzione miope di contributi a pioggia senza un progetto e un’idea complessiva della Valle d’Aosta. La classe politica non ha idea di come affrontare il futuro. Scuola e sanità vanno poste al centro per poter ripartire, ma questo testo di legge non va nella direzione della scuola, ed è preoccupante. Sull’edilizia scolastica si gioca a scarica barile in nome di una falsa autonomia delle singole istituzioni. È asfissiante il capitolo relativo alla cultura, che si concentra soltanto sul pur meritorio Forte di Bard, cui viene attribuito quasi due milioni di euro; eppure la cultura è a 360 gradi. Il problema, ancora più evidente nei prossimi mesi, sarà garantire il livello occupazionale; anzi, sarà da migliorare per non lasciare nessuno indietro. E far sì che queste parole non siano solo uno slogan politico.» 

Le conseiller Roberto Luboz (Lega Vallée d’Aoste) a commencé par un souvenir «des 147 victimes valdôtaines du virus, en soulignant également l’oubli du français au cours de toute l’émergence.» Proseguendo, il Consigliere ha detto: «Gli emendamenti che presentiamo riguardano interventi capaci di recuperare risorse da dedicare ai voucher al sostegno del turismo, ai bonus per rispondere ai licenziamenti, al reinserimento nel mondo del lavoro per chi lo perderà e al preziosissimo rifinanziamento del fondo di rotazione. Abbiamo letto del dissenso dei sindaci, in parte comprensibile, rispetto ad alcune proposte: ma è nelle prerogative del Consiglio esercitare quell’autonomia che se fosse stata davvero attuata non avrebbe portato la Valle d’Aosta nelle condizioni attuali. Le misure che vogliamo mettere in campo sostengono famiglie e imprese, per reagire a una chiara assenza di visione prospettica sul futuro della regione. La Valle d’Aosta deve superare questo momento con unità, nella speranza che il virus non ritorni in autunno magari accompagnato da qualche illustre ex della politica.»

Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha sottolineato: «Avremmo dovuto dare risposte rapide ai cittadini, ed è con imbarazzo che abbiamo seguito il travaglio di questa legge. Abbiamo lavorato a diversi emendamenti, soprattutto per venire incontro a chi è davvero in difficoltà ed è stato lasciato solo. Non si è fatto nulla per chi non ha reddito, o ha redditi bassi, né per la disabilità o le categorie a rischio. Nemmeno lo sport è stato ricompreso, nonostante in Valle d’Aosta operino centinaia di Associazioni, ma neppure per il mondo del volontariato o l’Università. I nostri emendamenti sono importantissimi per il tessuto sociale valdostano, anche perché ci pare che questo articolato cerchi solo di mettere pezze politiche su mancanze, come nel caso del bando affitti o della grave situazione della sanità. Non posso che evidenziare il mancato rispetto delle persone, soprattutto quelle più fragili, ma anche il mancato rispetto degli impegni assunti da questo Consiglio, ad esempio l’ordine del giorno relativo all’utilizzo del linguaggio dei segni nelle conferenze stampa. Oggi la necessità è dare vere risposte ai cittadini, non interventi spot. Stigmatizzo infine l’atteggiamento di questo Governo: chi detta le regole oggi può avere benefici elettorali domani e ha pure il coraggio di chiedere in Aula col cappello in mano il voto di questo provvedimento. Sono certo che la gente non potrà dimenticare i vostri errori.»

«Questa legge – ha detto il Consigliere Luigi Vesan (M5S) – interviene su un contesto sanitario che vede la Valle d’Aosta in cima alle graduatorie pro capite per contagi e morti legati al virus. Non siamo ancora fuori dall’emergenza: le risorse disponibili in ambito sanitario devono quindi essere utilizzate ancora per gestire questa situazione, perché altrimenti il rischio è quello di trasformare la legge emergenziale in una legge elettorale. Quanto alla disponibilità di condivisione ostentata dal Presidente Testolin, questa davvero non c’è stata: non solo è mancato il confronto in Commissione, ma anche il semplice accesso agli atti è stato complesso. Gli emendamenti del Movimento 5 Stelle vogliono evitare interventi a pioggia: sono proposte diverse, non per sostenere chi è più veloce a presentare la domanda e non per distribuire tanto a pochi. Proporre ai Comuni un contributo di 300 mila euro uguale per tutti in utilizzo senza vincolo, indipendentemente dalle specificità e dalle necessità di ognuno, è un sostegno alla campagna elettorale per le comunali. Dobbiamo invece intervenire in modo netto e strategico per risolvere anzitutto l’emergenza sanitaria e quella scolastica.»

Per la capogruppo di AV, Patrizia Morelli, «il disegno di legge è corposo, articolato su diverse aree di intervento dettate dalle priorità del momento, suscettibile di essere integrato e migliorato dall’apporto del dibattito in Consiglio.» La consigliere si è quindi soffermata su tre temi fondamentali: «La sanità è un settore da mettere in sicurezza, anche nel possibile ritorno dell’epidemia, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi sul territorio, che vanno rinforzati per consentire all’ospedale di svolgere il suo ruolo principale. L’indennità Covid che abbiamo proposto non è un contributo elettoralistico – come sostiene qualcuno – ma è l’espressione tangibile della riconoscenza della comunità valdostana nei confronti di chi ha operato in questi mesi, rischiando e dimostrando una abnegazione totale. La scuola, istituzione penalizzata drammaticamente dal lockdown, dovrà riaprire in sicurezza garantendo pari opportunità a tutti in termini di spazio, di risorse umane e dotazioni adeguate: per questo gli enti locali devono essere messi nelle condizioni di intervenire con tempestività di fronte alla nuova realtà e per questo si è politicamente scelto di dare uguali risorse a tutti i comuni, sul modello del federalismo che riconosce pari dignità di responsabilità, per essere volano di rilancio dell’economia. Il terzo pilier sono le attività economiche valdostane, tutte pesantemente provate e con necessità di prospettive, andando ad agire su un duplice binario intervento: compensare le perdite subite e favorire la ripartenza con un’attenzione alla salvaguardia dell’occupazione. È facile dare lezioni quando si sta sempre un passo indietro: noi siamo coscienti che non sarà facile, ma abbiamo voluto assumerci delle responsabilità proponendo una manovra indifferibile e urgente, dopodiché la parola tornerà agli elettori che potranno valutare il nostro operato. Ci auguriamo che possano farlo in un election day, come da emendamento da noi depositato insieme ai colleghi dell’UV.»

Ravvisato che «il sistema politico deve cambiare, deve perseguire il bene comune e non badare esclusivamente al consenso elettorale», la consigliere del M5S Maria Luisa Russo ha osservato: «Questa legge avrebbe dovuto individuare poche e chiare azioni per riorientare il tessuto economico, per prendersi in carico della questione occupazionale, del rilancio del turismo, della medicina territoriale e ospedaliera, dell’offerta scolastica. L’avvento del Covid è stato uno choc sanitario, culturale e sociale: i danni economici sono ingenti, ma anche quelli a livello socio-sanitari: penso alle patologie messe in secondo piano, al problema dell’allungamento delle liste d’attesa, che raddoppieranno nei prossimi mesi; penso alle difficoltà psicologiche, soprattutto per bambini e adolescenti, così come ai limiti della didattica a distanza. Oggi, a nostro avviso, occorre mettere in campo rapidamente azioni per farci trovare pronti ad un’eventuale nuova ondata e contenere i danni conseguenti al lockdowm: in primis un accurato monitoraggio della popolazione da parte di un qualificato Osservatorio epidemiologico, poi il rafforzamento delle strutture ospedaliere e territoriali, con la riprogettazione di ogni distretto socio sanitario, il sostegno alle fasce deboli, agli anziani, ai disabili e alle donne vittime di violenza, una distribuzione delle risorse oculata e proporzionata per gli enti locali e un accompagnamento alle imprese in un’ottica di ristrutturazione e riorganizzazione. In questi mesi, infine, si sarebbe potuto provvedere ad una rimodulazione vera e sostanziale dell’attività didattica, in modo da far tornare la scuola protagonista della nostra vita sociale.»

La consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega Vallée d’Aoste) ha parlato di «un’arroganza del Governo che ha raggiunto l’apoteosi, con un comportamento che continua a sembrare sostenuto da una maggioranza che invece manca. Siamo stati in silenzio, in questi mesi, per senso di responsabilità, avanzando proposte continue nonostante l’immobilità e la confusione del Governo, dimostrate dalle decine di emendamenti dei gruppi che lo sostengono. Cerchiamo di mettere delle toppe a questo provvedimento, per dargli una visione più strategica sul futuro: le conseguenze di quello che stiamo vivendo le abbiamo ancora davanti. La gestione dell’emergenza sanitaria è stata disastrosa: lo dicono i dati e lo dimostrano le azioni dei rappresentanti del personale sanitario, ennesimo tassello di uno smantellamento di un sistema che era un’eccellenza. Non avremmo voluto doverci trovare in una situazione del genere: è spaventoso sperperare i soldi per campagna elettorale, senza una visione d’insieme. Gli spot elettorali non li facciamo noi, ma li hanno fatti gli Assessori promettendo misure che non sono mai arrivate.»

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, oltre a dettagliare le azioni in ambito sanitario contenute nel disegno di legge, ha evidenziato: «Ci si accusa di mancata programmazione, ma i documenti di programmazione sono altri, sono scritti e tracciano già la strada. Noi vogliamo lavorare e proseguiamo il nostro percorso, anche se a fine Legislatura. Non abbiamo mai nascosto le criticità della sanità, cui stiamo cercando di sopperire con varie azioni. Si tratta di problemi di lunga data: la mancanza di risorse finanziarie e di medici, l’impoverimento del servizio sanitario pubblico nazionale. In piena pandemia, il personale medico e sanitario, insieme con i volontari, si sono recati in tutte le strutture socio-assistenziali. Con questa legge rimoduliamo azioni in base ai cambiamenti conseguenti all’avvento del Covid e abbiamo cercato di porre le basi per migliorare il sistema sanitario valdostano. Stiamo inoltre lavorando per far fronte ad un eventuale ritorno del Covid. Oggi è una giornata per dare risposte ai nostri cittadini, non c’è spazio per le polemiche.»

«Ci saremmo aspettati – ha detto il consigliere Luciano Mossa (M5S) – una legge che desse risposta alle reali esigenze di ripartenza della Valle d’Aosta e alla possibile recrudescenza del virus. Invece ci troviamo una norma che nulla ha dell’urgenza, che dovrebbe invece essere l’unica azione di un Consiglio ormai sciolto: ne sono un esempio i fondi per gli impianti a fune, per l’ammodernamento delle strade regionali, per il Forte di Bard, o i fondi destinati ai Comuni in egual misura indipendentemente dalle dimensioni. Quanto stanziato come sostegno per le attività economiche è insufficiente: qualcuno inevitabilmente resterà fuori. Questo disegno di legge è stato realizzato dal Governo appoggiandosi solo a una task force, dimenticandosi che i voti che servono per la sua approvazione sono invece quelli del Consiglio: persino le lunghissime audizioni in Commissione non sono servite. E ci troviamo di fronte a contributi che tra emendamenti, ordini del giorno e ferie di dirigenti e uffici, non arriveranno prima dell’autunno.»

Le chef de groupe de l’UV, Erik Lavevaz, a observé: «Ayant la deuxième Commission décidé de renvoyer l’élaboration du projet de loi au Gouvernement, maintenant on ne peut pas parler de manque de partage du parcours: il s’agit, tout simplement, d’un choix qu’on a fait. En lisant les amendements des collègues, je n’ai pas trouvé de propositions si illuminées.» E ha aggiunto: «Devo dare atto del grande lavoro svolto dal gruppo della Lega VdA su questo disegno di legge, pur senza condividerlo, come nel caso delle risorse da destinare agli enti locali, su cui, tra l’altro, ricade la responsabilità della riapertura in piena sicurezza delle scuole. Mi fa male sentire affermazioni secondo cui i fondi destinati all’edilizia scolastica servirebbero a pagare gli stipendi dei sindaci o del personale comunale; non fanno onore a quest’Aula. Essere autonomi significa non solo essere autonomi rispetto allo Stato, ma anche credere in un sistema delle autonomie: non si può mancare di rispetto nei confronti del Consiglio permanente degli enti locali e di un parere espresso sul riparto delle risorse. L’auspicio è che questo disegno di legge, con tutte le modifiche che saranno presentate, venga approvato. La Valle d’Aosta lo aspetta.»

Il consigliere Diego Lucianaz (Lega Vallée d’Aoste) ha detto che «questa epidemia lascerà un segno. In mezzo a tanti elementi negativi, ci sono segni positivi come l’azione dei volontari, dei sanitari, ma anche la lettera dei magistrati di Aosta che ha ribadito l’importanza del senso della misura nell’applicazione delle restrizioni personali. Anche se apprezzo il mutato atteggiamento del Presidente Testolin, il Governo ha avuto una responsabilità nella disorganizzazione nella prima risposta all’emergenza, o nello svolgimento di conferenze stampa realizzate ancora prima dell’approvazione dei provvedimenti. Mi aspettavo un atteggiamento diverso da parte della Giunta, cioè di quei Consiglieri che siedono nel proprio posto grazie al voto di altri Consiglieri che sono si sono dimessi o che sono stati arrestati: a tutti dobbiamo chiedere uno sforzo continuo per combattere la gravissima infiltrazione ‘ndranghetista che ormai da decenni attanaglia la Valle d’Aosta.»

I lavori sono sospesi e riprendono, venerdì 26 giugno, alle ore 9.

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