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La seduta del Consiglio Valle del 26 giugno 2020

La seduta consiliare mattutina di venerdì 26 giugno 2020 è stata dedicata al dibattito sul disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 202,0 che contiene le misure urgenti per contrastare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Nella giornata di giovedì 25 giugno, erano stati presentati 72 subemendamenti sui 226 emendamenti depositati lunedì, che riguardano sia riformulazioni attinenti alla copertura finanziaria sia l’ottimizzazione del testo dal punto di vista legislativo. Di questi 72, 2 sono di ADU VdA, 1 di VdA Ensemble, 6 del M5S, 3 dei gruppi M5S e RC-AC, 1 di Mouv’ e Assessore Bertschy, 4 dei gruppi AV e UV, 15 dei gruppi SA e Misto, 3 di PNV-AC-FV, 4 di RC-AC, 6 dei gruppi RC-AC e ADU VdA, 1 dei gruppi RC-AC, ADU VdA e M5S, 1 di RC-AC e Assessore Certan, 21 dei gruppi Lega VdA, Mouv’, VdA Ensemble, 3 dei gruppi Lega VdA, Mouv’, VdA Ensemble e M5S, 1 dei gruppi Lega VdA, Mouv’, VdA Ensemble e PNV-AC-FV. 

La discussione generale del terzo giorno di riunione di Consiglio è stata aperta dalla consigliere Luisa Trione (SA): «Siamo qui perché dobbiamo rispondere a una pandemia che non ha pari nella storia documentata. È importante non dimenticarci di questo fatto fondamentale, perché neppure in queste condizioni siamo riusciti a collaborare: dal Governo non ci è stata data la possibilità di farlo. Il lavoro ricchissimo fatto fin qui, anzitutto in Commissione, avrebbe potuto portare a esiti diversi. La legge che stiamo scrivendo vuole dare sostegno ai valdostani nel ripartire dopo questa crisi: ma dare sostegno non significa che il pubblico possa sostituirsi al privato. Il pubblico deve creare le condizioni per fare in modo che il tessuto imprenditoriale possa radicarsi e svilupparsi, uscendo dalla struttura del contributo dato magari per convenienza politica. Abbiamo perso un’occasione per la scuola, ma anche per la sanità e per il sociale: avremmo potuto fare meglio e di più, anche solo imparando dagli errori di questi mesi.»

La consigliere Manuela Nasso (M5S) ha dichiarato: «Come gruppo, abbiamo sempre fatto proposte, dimostrando spirito di collaborazione e cooperazione: abbiamo suggerito il reintegro della Giunta, l’intervento di un Commissario, abbiamo rivendicato il ruolo centrale delle Commissioni. Eppure, siamo sempre stati tenuti fuori da tutto, pur essendo a tutti gli effetti Consiglieri. Che il Presidente Testolin chieda solo ora, durante questo Consiglio, la collaborazione che noi abbiamo sempre offerto è a dir poco paradossale. Questo disegno di legge contiene provvedimenti che poco o nulla hanno a che fare con l’emergenza Covid: sembra quasi che alcuni articoli, di certo non indifferibili e urgenti, siano volti a ottenere consenso elettorale attraverso soldi pubblici. Il nostro approccio nell’analisi della norma è stato improntato unicamente sui contenuti, chiedendoci: questa azione è utile per fronteggiare l’emergenza o no? E di conseguenza abbiamo lavorato. La scuola non può essere l’ultimo dei problemi e come Regione avremmo potuto muoverci con più precisione nonostante la difficile situazione e le indicazioni da parte del Ministero. La funzione di questa legge dovrebbe essere unicamente quella di gettare semi per la ripartenza della Valle d’Aosta, non altro.»

«Questo disegno di legge – ha detto il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) – dovrebbe dare una risposta più immediata possibile ai bisogni che abbiamo raccolto in questi mesi. Apprezzo il messaggio di apertura del Presidente Testolin, ma bisogna che il confronto sia reale e leale. In un percorso complesso come quello che abbiamo vissuto qualche errore è comprensibile: ma non è accettabile una gestione così personalistica. Nell’emergenza si è preso atto delle linee del governo nazionale, senza mai rivendicare però le prerogative della nostra autonomia. Il nostro intervento non ha niente contro i Comuni: non vogliamo né scardinare il sistema degli enti locali né togliere qualcosa dai trasferimenti ordinari, o andare a prendere risorse dagli avanzi di bilancio. A chi ci attacca dal Consiglio permanente degli enti locali dico che la minaccia non è quella di oggi, ma è quanto accaduto in passato. Abbiamo proposto di riallocare quelle risorse in una visione di prospettiva e di crescita, che possa riattivare il tessuto produttivo. Ribadisco l’autonomia dei Comuni e il rispetto per la loro azione e il loro ruolo: ma dobbiamo intervenire per garantire attività sul territorio, dal settore alberghiero alle aziende agricole alle famiglie in difficoltà. Questa non è forse finanza locale? Senza quella ripresa, ciò che rischiamo è di non garantire il trasferimento delle risorse future.»

Il consigliere Giovanni Barocco (gruppo Misto) ha ripercorso gli ultimi mesi «di pandemia all’insegna di un Governo senza numeri, del rischio costante per la nostra autonomia e dell’esigenza di riordino attraverso la nomina di un Commissario. La condivisione è finita dopo la positiva esperienza della centralità della seconda Commissione nella redazione della seconda legge anticrisi: in questo vedo un errore politico.» Entrando nel merito delle misure, Barocco ha affermato: «Manca una strategia di rete, ci si è focalizzati sul singolo anziché cercare un pur difficile effetto moltiplicatore. Questa legge è una sfida e va considerata in senso positivo: io voglio confrontarmi, voglio capire se gli emendamenti presentati potranno essere approvati. Sono stufo di sentire definire “caos” le discussioni in quest’Aula, che sono invece un esercizio della democrazia. Cerchiamo di chiudere in fretta l’approvazione della legge, ma dando dignità a quello che stiamo facendo. Non è mai troppo tardi, ma perché il Presidente Testolin non ha parlato con tutti noi, perché ci ha fatto diventare il popolo di Zoom perseverando nel suo accentramento? Apprezzo comunque l’appello che il Presidente ieri ha lanciato: lui, come me, ha a cuore la Valle d’Aosta.»

Il consigliere Luca Distort (Lega Vallée d’Aoste) ha osservato che «non tutti hanno potuto far valere le proprie idee: non è quindi corretto dire che “siamo tutti responsabili”. Questo disegno di legge è figlio di una Giunta che ha scelto di agire autonomamente, anche durante l’emergenza, quando la guida è stata completamente ripiegata sulle direttive statali, senza neppure un confronto con le altre autonomie speciali. Le responsabilità delle lacune anche di questa legge, quindi, sono chiare. Manca anzitutto una linea progettuale: questo testo suddivide le risorse secondo il principio del razionamento e del contingentamento, anziché sviluppare una prospettiva. Con la nostra proposta non si tolgono risorse agli enti locali, ma si va verso la direzione di ripensare la finanza attraverso la leva dell’attività imprenditoriale. Significa riattivare e dare prospettiva a chi è capace di generare ricchezza. La priorità è di certo quella sanitaria; subito dopo, però, viene l’emergenza economica. Servono progettazione e visione. Distribuire poco a tanti genera scontenti, anche perché qualcuno rimarrà comunque escluso e il rischio del fallimento di tante attività imprenditoriali certifica il fallimento della capacità politica di questo governo.»

Per il consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA), «i Sindaci in un passato non troppo lontano si sono appiattiti su posizioni filogovernative, anche quando le scelte andavano contro la comunità: basta poco per capire che il sistema amministrativo è regione-centrico. Dopo anni di silenzio, in cui la Regione si è addirittura appropriata dei soldi dei Comuni, i Sindaci diventano chiassosi oggi, quando la Regione distribuisce risorse peraltro non dei Comuni, ma in disponibilità della Regione e da allocare come deciderà questo Consiglio. In questo disegno di legge le risorse non sono vincolate e pensare che queste somme possano essere destinate ad asfaltare strade non mi fa ravvisare una correlazione con l’emergenza in atto. Non tiriamo quindi in ballo il sovranismo o le autonomie: è un atteggiamento populista che banalizza il ragionamento. Non è coerenza quella di chi troppo spesso si è alleato con forze centraliste in aperto conflitto con le autonomie e le politiche di prossimità. La costruzione dei nostri emendamenti ha la finalità di indirizzare le risorse disponibili per far fronte all’emergenza sanitaria ed economica, che riguarda sì il pubblico, ma soprattutto il privato, perché ricordiamoci che è attraverso le risorse prodotte e le tasse pagate dai privati che la pubblica amministrazione trova le sostanze per operare in tutti i settori.»

Secondo il consigliere Flavio Peinetti (UV) «i dati dell’emergenza devono essere rapportati su parametri che hanno una validità statistica: non ha senso paragonare la Valle d’Aosta con regioni di milioni di abitanti. Nonostante le enormi difficoltà, la gestione ospedaliera ha dimostrato eccezionali capacità di reazione, come testimoniato per esempio dal numero triplicato dei posti di terapia intensiva. Quello ai sanitari è quindi un ringraziamento dovuto, non un’occasione per festeggiare. In questo momento è fondamentale riuscire a utilizzare gli spazi che abbiamo a disposizione per avere percorsi separati all’interno delle strutture che già abbiamo, per evitare contatti tra i pazienti “ordinari” e i possibili pazienti affetti da Covid o da patologie simili. Occorre quindi alleggerire la quantità di accessi all’ospedale Parini, a partire dallo spostamento degli ambulatori che portano oltre 100.000 utenti ogni anno nella struttura. E il discorso deve ampliarsi al territorio, guardando anche alla clinica di Saint-Pierre visto che in tutto il nord Italia le strutture che operano in convenzione con l’ente pubblico sono state utilizzate per gestire l’emergenza. Sarà fondamentale investire su attrattività e struttura epidemiologica: serve un disegno ampio, ma bisogna agire e investire rapidamente, perché ogni giorno che passa è un giorno regalato alla prossima epidemia o alla prossima emergenza.»

Per il consigliere Pierluigi Marquis (SA), «la pandemia ha evidenziato e enfatizzato criticità pregresse portandole sotto gli occhi di tutti. Nella gestione dell’emergenza, ha influito molto il contesto politico. Fin dall’inizio ho sostenuto la necessità di creare a Palazzo regionale un reparto Covid per l’economia della Valle d’Aosta, ossia creare una équipe all’interno dell’Amministrazione in modo da dare risposte adeguate alla situazione da fronteggiare. Nel mese di marzo, la seconda Commissione è stata incaricata di produrre una legge, che è poi stata confezionata in soli diciotto giorni: è un elemento da sottolineare. Tutti i Consiglieri hanno apportato suggerimenti, si è partiti da 160 idee che sono state poi sintetizzate. Alla luce dei ritardi nell’attuazione di questo provvedimento, che hanno danneggiato i valdostani, bisogna cambiare il modello di produzione dei provvedimenti. Per risolvere i problemi, non basta l’intenzione del legislatore: bisogna seguire tutto l’iter per accertarsi dell’esito positivo delle previsioni normative. Oggi siamo tutti tenuti a un atteggiamento responsabile, ma va sottolineato che, quando non si hanno i numeri, sarebbe opportuno un atteggiamento diverso da quello di questo Governo. A questo punto, salviamo il salvabile e il nostro gruppo manterrà uno spirito collaborativo. Dalla lettura dell’articolato non emerge progettualità, la visione è ancora quella del passato, centrata sul settore pubblico. Positivo che si parli di semplificazione, anche se, posta in termini di possibilità, rischia di rimanere parola al vento. Occorre un approccio nuovo, strutturante e responsabile. Cerchiamo tutti di approvare una legge che possa corrispondere al meglio a soddisfare le esigenze dei valdostani; ma si cambi marcia per la sua attuazione, che deve arrivare in tempi brevi.»

«Questa – ha evidenziato il consigliere Claudio Restano (Vallée d’Aoste Ensemble) – non è nata come una legge condivisa. Ma se davvero c’è la disponibilità di arrivare a una sintesi, bisogna metterla in atto subito attraverso spazi di confronto. Questa legge avrebbe dovuto separare più nettamente, nell’impianto, gli interventi sulla sanità da quelli più generali: perché il testo non ha la capacità di reagire davvero, dal punto di vista sanitario. Non ci sono misure di riorganizzazione adeguate, né capacità di intervenire sull’emergenza: per questo abbiamo avanzato una serie di proposte di miglioramento. Oggi dobbiamo interrogarci su che cosa ha fatto la politica, a fronte dell’emergenza. In Valle d’Aosta avremmo potuto essere un caso di studio: occorreva però una capacità di reazione e una lungimiranza che non ci sono state. È mancato un intervento puntuale sul territorio, pur con l’eccezionale lavoro fatto dal personale sanitario. Serve anche un rilancio al settore turistico, anche attraverso la concessione di quei mutui capaci di dare lavoro non solo all’edilizia pubblica. Da parte nostra non c’è nessun desiderio di togliere risorse agli enti locali: piuttosto, se ci sono risorse ulteriori, mettiamoci al lavoro su di una quarta proposta di legge che intervenga in questo senso.»

La consigliere di Alliance Valdôtaine Alessia Favre, richiamato «il quadro surreale in cui noi, Consiglieri novelli, ci siamo trovati in quest’Aula» ha rivendicato «da parte dei gruppi AV e UV la voglia e il diritto di contribuire in maniera trasparente su questa legge, senza timore di intervenire su un documento elaborato da una Giunta che comunque appoggiamo. Volevamo uno strumento capace di fare sintesi; una sintesi che è mancata non per forzature o per la testardaggine di qualcuno, ma per visioni lontane, per quanto legittime, sull’utilizzo e la destinazione di parte delle risorse. Ha apprezzato i suggerimenti propositivi e le ipotesi di soluzione concrete avanzate da alcuni colleghi, che dimostrano la volontà di assumersi responsabilità. Fatico invece a comprendere il continuo oscillare di politici di lungo corso che si caratterizzano per posizioni variabili su tematiche che potremmo definire quasi identitarie in termini di personale formazione politica o la ferma posizione di quei gruppi che tendono a ergersi in cattedra per la paura di correre il rischio di apparire governative, ma dimostrano oggi di avere idee confuse sul concetto di federalismo e di valorizzazione delle collettività locali. Ma, d’altronde, non si deve capire proprio tutto.»

«La pandemia – ha dichiarato il consigliere Alberto Bertin (RC-AC) – ha messo in evidenza tutte le debolezze di questo sistema. Per affrontare quest’emergenza, ci sarebbe stato bisogno soprattutto all’inizio di un Governo presente, non solo nelle conferenze stampa: invece non c’è stato neppure il reintegro della Giunta, nonostante una richiesta ampia, avanzata da molti Consiglieri. La nostra autonomia, anche verso l’esterno, di certo non si è rafforzata in questo periodo a causa della debolezza della politica. Il sistema regionale in termini generali ha rischiato di essere travolto dai poteri emergenziali del Governo centrale. Solo il protagonismo politico di alcuni Governatori e la Conferenza Stato-Regioni ha rappresentato un contropotere. La nostra Regione in questo senso non ha di certo brillato. Il provvedimento che discutiamo oggi rispecchia la situazione di questo Consiglio e guarda soprattutto al passato: non c’è una seconda o una terza fase, ma piuttosto un “fuori fase”. Non è edificante che a votare questo piano di emergenza sarà solo una parte di quest’Aula, perché dimostra l’incapacità della politica e di questo Consiglio di uscire da una visione elettoralistica.»

Nella seduta consiliare pomeridiana, si è conclusa la discussione generale.

Sul provvedimento sono stati depositati in Aula 46 ordini del giorno, di cui 4 del gruppo Lega VdA, 4 del gruppo ADU VdA, 8 del M5S, 1 dei gruppi RC-AC e ADU VdA, 1 del gruppo VdA Ensemble, 8 del gruppo PNV-AC-FV, 2 di PNV-AC-FV e Lega VdA, 1 PNV-AC-FV, Lega VdA e Mouv’,1 Vdalibra, Assessore Bertschy, Mouv’, VdA Ensemble, RC-AC, UV, AV, PNV-AC-FV, Lega VdA e ADU VdA, 1 dei gruppi SA, GM, ADU VdA, 7 dei gruppi SA e GM, 3 di VdA Ensemble, Mouv’, Lega VdA, Vdalibra, PNV-AC-FV e M5S, 1 dei gruppi VdA Ensemble, Mouv’, Lega VdA e Vdalibra, 1 dei gruppi GM, SA, UV, Mouv’, AV, 1 dei gruppi Misto, SA, AV, Lega VdA, 1 dei gruppi UV, VdA Ensemble, GM e AV e 1 del gruppo AV.

Per il consigliere Alessandro Nogara (AV) «è lampante che la maggioranza non c’è più, non c’è un fortino da difendere: a causa dell’emergenza Covid non abbiamo potuto andare a elezioni e ora abbiamo un Governo a ranghi ridotti, che ringrazio per le grandi responsabilità che si è assunto. Tutti i soggetti auditi nelle Commissioni hanno espresso la stessa richiesta: licenziare al più presto il disegno di legge. Mi ha colpito la capacità di giudicare sempre negativamente il lavoro altrui, soprattutto da parte di colleghi con collaudata esperienza politica che scopriamo essere esperti in ogni campo, propinando la stessa lezione che pare ormai essere un disco rotto. Con i nostri emendamenti, abbiamo semplicemente cercato di migliorare la legge, in aggiunta ai consueti emendamenti tecnici proposti dal Governo. Rimando al mittente l’accusa secondo cui questo disegno di legge non guarda al futuro: come potrebbe farlo? Siamo o non siamo in ordinaria amministrazione? Questa legge deve fronteggiare l’emergenza, non prevedere iniziative a lungo termine. Questo provvedimento non è perfetto, a partire dalla dotazione finanziaria, per cui non è possibile soddisfare tutta la platea degli aventi diritto. Si è comunque cercato di venire incontro ai valdostani, di dare un aiuto concreto. Non penso che gli emendamenti rappresentino delle “mancette”, ho sentito scuse pre-elettorali per buttare fango addosso alle persone. La situazione in cui abbiamo lavorato per questa legge non è certo stata facile, eppure, in un momento così difficile, sono state prese pesanti responsabilità. Sarebbe il caso di smetterla con le schermaglie, ma portare a termine l’esame di questo testo di legge.»ilità. Sarebbe il caso di smetterla con le schermaglie, ma portare a termine l’esame di questo testo di legge.»

Il consigliere Jean-Claude Daudry (Vallée d’Aoste Ensemble) ha detto che «il lavoro di audizioni ha fatto emergere due elementi comuni: la difficoltà dall’esterno di capire la nostra mancanza di unità d’azione e il fatto che il sistema pubblico si basa sulla forza del sistema privato. Non dobbiamo quindi solo preoccuparci del servizio pubblico: il sostegno al tessuto imprenditoriale, a partire da quello turistico, è indispensabile per dare alla comunità la possibilità di ripartire. Sosterrò sicuramente il testo con gli emendamenti presentati dai gruppi che appoggiano il Governo, così come sosterrò le iniziative del territorio e dei sindaci: è importante sottolineare come questo intervento sia stato pensato per sostenere anzitutto i lavori pubblici, che sono un elemento portante della nostra economia. I miei dubbi sono sul percorso e sui metodi utilizzati: ricostituire la Giunta sarebbe stato lecito e necessario, e non ci avrebbe portato a questa situazione. Forse avremo la possibilità di affrontare un quarto provvedimento: di certo possiamo imparare anche dalle azioni di altre regioni, guardando con una particolare attenzione al sistema economico e alla salvaguardia dei livelli occupazionali.»

Il consigliere Carlo Marzi (SA) ha espresso «l’assoluta stranezza per quanto sta accadendo: questo Consiglio non dovrebbe nemmeno esistere più, eppure siamo ancora qui a discutere, spesso utilizzando anche termini che richiamano a guerre e battaglie. Tutti quanti dobbiamo fare mea culpa sulla situazione disastrosa in cui versa quest’Aula. Stiamo esprimendo un tipo di modello nel quale non si media mai, si pensa sempre e solo ad avere ragione. Uno dei presupposti in politica è rappresentato proprio dalla capacità di mediare rispetto a posizioni diverse, ognuno di noi è qua perché rappresenta altri: a maggior ragione oggi, dato che non esistono maggioranze, il Consiglio dovrebbe cercare soluzioni e non discussioni. Quest’Aula ha sempre più bisogno di dignità perché è la massima rappresentazione della democrazia valdostana. Stiamo arrivando alla fine di un percorso politico-amministrativo durato mesi: ognuno di noi pensa che questo disegno di legge possa essere migliorato e lo fa discutendo. Il nostro mestiere è semplicemente questo confrontarsi e cercare soluzioni mettendo assieme le migliori idee di tutti.»

«La richiesta unanime della comunità e del mondo della scuola – ha replicato l’assessore Chantal Certan (AV) – è di ritrovare vicinanza e rapporti umani. La sfida è di ripartire in sicurezza, ma è fondamentale mettere al centro le relazioni e l’inclusione, che sono i capisaldi dell’educazione scolastica. La didattica a distanza in Valle d’Aosta ha funzionato, grazie all’impegno innegabile degli insegnanti, ma soprattutto delle famiglie che sono state determinanti; oltre a riempire le ore degli studenti, bisogna valutare la qualità di quanto fatto ed emerge evidente che la vera essenza della didattica, che è mancata, è la relazione sociale fra insegnanti e ragazzi. Quest’emergenza ha sottolineato ancora una volta come sia fondamentale la sinergia tra i diversi attori. La scuola deve essere messa al primo posto, come fin qui non è stato fatto perché si tende a dimenticarla mentre funziona: è stato gravissimo, a livello nazionale, stabilire protocolli e prima la distanza tra due tavoli di un ristorante rispetto a quella tra due banchi di scuola. Per questo ci siamo messi al lavoro per poter garantire a settembre la ripresa delle attività in presenza e in questo provvedimento abbiamo inserito le prime misure necessarie: abbiamo poco tempo ma insieme al lavoro di sindaci e dirigenti scolastici la scuola valdostana ripartirà.»

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian (AV), ha sottolineato come «questo sia un provvedimento emergenziale, urgente e indifferibile, con a monte una crisi economica e sociale. Va sottolineato che tutte le previsioni normative rientrano in un quadro temporaneo, entro il 31 dicembre 2020. In questi ultimi due mesi di lavoro, il nostro intento è stato sempre quello dell’intervento integrativo a completamento delle misure elaborate a Roma. Nella nostra regione quasi tutte le imprese hanno subìto un danno enorme e questa legge si poggia su alcuni capisaldi, in primis il ristoro del danno subito e il sostegno del rilancio a fondo perduto. Per quanto attiene gli enti locali, le risorse che vogliamo loro dedicare alimenteranno le casse dei nostri 74 comuni, e non dimentichiamo che la Regione e i Comuni stanno perseguendo lo stesso obiettivo: la ripartenza del settore economico e sociale. Per questo, l’articolo di legge che abbiamo predisposto va nell’ottica di ridare dignità ai nostri paesi. Noi vogliamo porre la massima attenzione anche all’occupazione, al settore strategico degli impianti a fune, che invece qualche gruppo consiliare penalizza pesantemente, salvo poi contraddirsi evocandone l’importanza in loco. Nel nostro testo di legge prevediamo aiuti per l’agricoltura e la zootecnia, valorizziamo i prodotti locali. Questa proposta può essere migliorata, affinata. Il mio auspicio per la sua applicazione è essere il più possibile rapidi.»

L’assessore alle politiche del lavoro e trasporti, Luigi Bertschy (AV), ha dichiarato che «di fronte all’emergenza non si può essere mai sufficientemente pronti. Auguro a tutti gli amministratori di poter operare, in futuro, in una situazione diversa rispetto a quella che abbiamo dovuto vivere noi. Sarebbe stato più semplice farsi da parte, ma è stato più serio cercare di agire, anche se non sono mancate le divergenze: le posizioni sono state diverse, anche all’interno del Governo, ma abbiamo scelto di andare avanti con un lavoro intenso. Abbiamo fatto il possibile, accettando anche sfide come quella lanciata dalla seconda Commissione sulla legge 5/2020. Ora possiamo ancora migliorare, lavorando insieme per andare avanti. Questo disegno di legge viene accusato di non avere progettualità: ma si tratta di un provvedimento urgente, non di un bilancio triennale. Cerchiamo di dare alcune risposte, non potendo darle tutte, e utilizzando anche una parte importante di fondi europei. Quanto ai Comuni, abbiamo scelto di vederli come dei partner della ripartenza: anche per loro sarà una sfida, nell’impegnare le risorse che riceveranno, rendendo conto ai cittadini della loro capacità. Da noi, i cittadini si aspettano una proposta di legge in tempi brevi, che possa dare risposte fuori da questo palazzo e da questo Consiglio.»

L’Assemblea ha proseguito i propri lavori con l’esame degli ordini del giorno.  

Il primo ordine del giorno, presentato dal gruppo Lega Vallée d’Aoste e approvato all’unanimità, è stato illustrato dal consigliere Luca Distort: il testo invita il Governo regionale ad avviare tempestivamente, con gli uffici competenti, un approfondimento relativo all’individuazione di un percorso amministrativo che consenta l’allineamento documentale presso gli uffici comunali delle unità immobiliari realizzate nei recenti anni ’60 (post 1967), ’70 e inizio degli anni ’80 e caratterizzate da discordanza tra la situazione di fatto e la documentazione del titolo abilitativo, anche in vista di ottemperare, in regolarità edilizia, alle misure di sicurezza prescritte per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La seconda iniziativa, sempre del gruppo Lega VdA e approvata con 26 voti a favore, 1 contrario (ADU VdA) e 9 astensioni (RC-AC, M5S, consiglieri Trione e Marquis di SA e consigliera Morelli di AV), riguarda l’edilizia scolastica. Il testo, presentato dal consigliere Luca Distort, impegna la Giunta regionale ad adottare tempestivamente ogni iniziativa di propria competenza e in dialogo con gli enti locali, al fine di avviare un piano di riapertura delle scuole nei piccoli Comuni che, oltre ad alleggerire i plessi scolastici più grandi, congestionati da classi in sovrannumero, garantirebbero una maggiore qualità didattica e sociale e un maggiore rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19. 

I lavori sono sospesi: riprendono, sabato 27 giugno, alle ore 9.

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