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L’impressionismo tedesco in mostra ad Aosta.

Da sabato 11 luglio 2020, alle ore 9, sarà aperta ad Aosta, nel Museo archeologico regionale, la mostra Impressionismo tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover.

Il progetto espositivo, inedito, è il frutto della collaborazione tra la Struttura Attività espositive e promozione identità culturale della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta e il Landesmuseum di Hannover (Germania), che vanta una fra le collezioni di Arte tedesca dell’Ottocento e del Novecento tra le più celebri al mondo.

In Germania le origini del movimento impressionista sono individuabili nella pittura realistica di paesaggio, la “realistische Freilichtmalerei”, che contrasta il gusto conservatore dominante all’interno del regno tedesco dell’imperatore Guglielmo di Prussia (Kaiser Wilhelm). Già a partire dal 1820, molti artisti abbandonano il chiuso dei loro atelier per dipingere la realtà en plein air, a stretto contatto con la natura.

L’esposizione rappresenta un’occasione di indagine, studio e valorizzazione di artisti poco noti al pubblico italiano ma di grande interesse, tenuto conto del fatto che gli impressionisti tedeschi hanno spesso ritratto la natura e i paesaggi italiani. Partendo dal rapporto con l’impressionismo francese, la mostra si sviluppa in ordine cronologico su tre aree tematiche.

La prima sezione

La prima sezione della mostra analizza la tradizione realistica della pittura di paesaggio in Germania tra il 1828 e il 1890, presentando opere dei pionieri dell’Impressionismo tedesco, quali Carl Blechen, Franz Lenbach e Hans Thoma.

Dal 1901, nell’ambito della Secessione di Berlino, Liebermann, Slevogt, Corinth sfidano la corrente accademica dominante. Nella veste di “pittori incisori”, seguendo l’esempio dei francesi “Peintre-Graveurs”, diventano i maggiori rappresentanti dell’Impressionismo in Germania.

La seconda sezione

Questo passaggio epocale è presentato in mostra nella seconda sezione grazie ad una pregiata selezione di opere dei tre famosi artisti e degli altri paesaggisti tedeschi che aderiscono convintamente all’Impressionismo fino al suo definitivo declino con la fine della Repubblica di Weimar e la nascita del movimento artistico della “Nuova Oggettività” (“Neue Sachlichkeit”).

Alla fine del XIX secolo artisti specializzati nella pittura di paesaggio di tutta Europa si trasferiscono in campagna e fuori dai centri urbani. Nello stabilirsi in luoghi ritenuti “pittoreschi”  creano vere e proprie colonie di artisti, che fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale sono presenti in tutta l’area della Mitteleuropa. Tra le più famose ci sono la colonia francese di Barbizon, quella di Skagen in Danimarca e di Worpswede nella Bassa Sassonia.

La terza sezione

Tra i fondatori della colonia tedesca di Worpswede, compaiono i nomi di Otto Modersohn e Hans am Ende. Accanto a questi pittori, nella terza sezione della mostra sono presentate le opere di altri artisti significativi, tra cui l’Impressionista bavarese Max Feldbauer, Henrich von Zügel di Monaco di Baviera, Philipp Klein di Mannheim e lo scultore August Gaul.

L’impressionismo è la prima corrente artistica internazionale nella storia dell’arte europea, sorta in Francia intorno al 1870, che ebbe alla fine del secolo una grande diffusione negli altri paesi europei, in particolare in Germania, Belgio, Inghilterra e influenze significative anche sull’arte italiana. Con colori lucenti e passaggi di pennello leggeri e frammentati, l’impressionismo francese si oppone al cupo formalismo della pittura accademia ottocentesca.

La mostra, curata da Thomas Andratschke, responsabile della sezione Nuovi maestri del Landesmuseum, e da Daria Jorioz, storico dell’arte della Regione autonoma Valle d’Aosta, si pone l’obiettivo di raccontare la storia dell’evoluzione dell’impressionismo tedesco attraverso una selezione di dipinti, opere grafiche e sculture, provenienti dal Landesmuseum di Hannover e, per la maggior parte, mai esposti al di fuori della Germania.

La mostra è aperta tutti i giorni, dalle ore 9 alle 19.

Per garantire la sicurezza sanitaria, sarà richiesto che i visitatori indossino le mascherine. Il personale di sorveglianza indirizzerà il flusso del pubblico e gli utenti fruiranno di entrate/uscite differenziate. Nelle sale espositive sarà fatta rispettare la distanza minima di oltre un metro e l’afflusso sarà regolamentato in modo da evitare assembramenti.

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