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Il Consiglio Valle del 3 luglio 2020

Venerdì 3 luglio 2020, il Consiglio Valle ha ripreso l’esame del disegno di legge sull’assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2020 che contiene le misure per contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid-19 (coronavirus-3). I lavori erano stati sospesi lunedì 29 giugno, dopo la mancata approvazione degli articoli 13 (indennità per i lavoratori dell’USL coinvolti nell’emergenza sanitaria) e 17 (rideterminazione delle risorse per la finanza locale), che ha portato all’apertura di un tavolo di lavoro politico tra i gruppi consiliari e la Giunta per cercare una sintesi condivisa sull’intero testo di legge, producendo 30 emendamenti che hanno integrato o sostituito parte delle proposte emendative già depositate la settimana scorsa.

Le dichiarazioni di voto

«La mancata illustrazione di tutti gli emendamenti – ha spiegato Manuela Nasso (M5S) – ha permesso sì di velocizzare i lavori, ma ci ha negato la possibilità di esprimerci sui contenuti. Articoli sui quali ci siamo astenuti, su cui abbiamo votato contro o a favore avrebbero avuto bisogno di spiegazioni che questa gestione dei lavori scelta dalla Conferenza dei Capigruppo, col nostro voto negativo e dalla quale prendo le distanze, non ci ha permesso. Non siamo potuti entrare nello specifico delle tante proposte.»

Daria Pulz (ADU VdA), annunciando il voto di astensione, ha dichiarato: «Giocare a carte scoperte in queste settimane è stato il metodo adottato da pochi. Noi siamo entrati in Aula con l’intenzione di votare questo provvedimento: abbiamo portato proposte che volevano migliorare il testo, nonostante la complessità del quadro generale. Avremmo voluto rimettere al centro la scuola, con l’emendamento che potenziava innanzitutto il personale docente e gli operatori di sostegno nelle scuole valdostane. Abbiamo votato un ordine del giorno che ha annunciato il ritorno in presenza a scuola il 14 settembre: ci chiediamo come sarà possibile, con tutti i problemi di edilizia scolastica. Anche la cultura è stata inizialmente dimenticata, non c’erano supporti nel testo originale per chi vi opera: nella legge si parlava solo di Forte di Bard e di un po’ di sport. Dopo l’emergenza Covid, non possiamo accettare anche un’emergenza culturale: non vogliamo contribuire a creare una generazione di disadattati, che sanno relazionarsi più con un desktop che con una società. È stato decisamente sbagliato ridurre il sostegno ai comuni, che sono tutti importanti e centrali nel rilancio dell’economia, e che si troveranno anche a dover affrontare la questione delle misure di sicurezza nelle scuole. Per responsabilità verso i cittadini, ci siamo confrontati con tutta la nostra energia su tutta la legge: questa stessa responsabilità è mancata tanto da parte della Giunta quanto da chi strumentalizza questo momento per una campagna elettorale permanente. Anche sulla tutela del territorio occorreva più cautela, per evitare che si potessero sfruttare i vuoti normativi: prima di prorogare qualsiasi concessione di discarica, anche pubblica ma in particolare privata, sarebbe quanto mai opportuno provvedere a una verifica seria dei presupposti della discarica stessa. Speriamo che il cambiamento arrivi, ma non alle condizioni proposte dalla destra in salsa autonomista: non crediamo proprio sia possibile coniugare Chanoux e Salvini.» 

Chiara Minelli (RC-AC), nell’esprimere il voto favorevole del gruppo, ha evidenziato: «La convulsione e la confusione che ha accompagnato la discussione di questo disegno di legge ha le sue radici in una modalità di elezione del Consiglio e di formazione del Governo regionale che è priva di antidoti rispetto alla instabilità e ingovernabilità. Abbiamo recitato l’ultimo atto di un copione che va in scena da tre Legislature e che, per quanto ci riguarda, abbiamo cercato di mandare in soffitta proponendo di riformare il sistema. C’è poi un problema di cultura istituzionale: non condivido la scelta di evitare il confronto in Commissione, con la discussione degli emendamenti, e stigmatizzo l’utilizzo continuo del voto segreto che conta sull’opera dei franchi tiratori. Dei nostri 25 emendamenti, 15 sono stati approvati, altri tre sono stati recepiti nella riformulazione degli articoli e di un ordine del giorno approvato: abbiamo quindi conseguito l’obiettivo di migliorare sensibilmente il testo varato dalla Giunta. Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti oggi, in particolare la misura prevista per i disabili cognitivi, per l’articolo che prevede il potenziamento degli organici degli insegnanti, che non è certo sufficiente ma rappresenta un passo avanti, il riconoscimento dell’indennizzo per fasce alle imprese. Questo disegno di legge non evidenzia prospettiva di azione convincente, a partire dalla sanità e dalla scuola, ma sono positive alcune misure. Ora, dobbiamo stimolare la Giunta a mettere in pratica immediatamente le misure che approviamo oggi, e tutti dobbiamo impegnarci in un’opera di informazione sistematica, in modo da arrivare al più presto ai beneficiari.»

La capogruppo di Alliance Valdôtaine, Patrizia Morelli, ha evidenziato: «I gravi problemi che la nostra comunità sta affrontando danno la cifra della difficoltà che tutti ci troviamo a dover sostenere. Questo testo deve rispondere, da una parte, al grave impegno richiesto all’intero sistema sanitario, dall’altra alla necessità della scuola di essere messa in condizioni di ripartire. L’economia tutta, con particolare attenzione per il turismo, deve trovare il supporto necessario a rimettersi in moto. Avevamo la piena consapevolezza della mancanza di avere i numeri per sostenere la legge, che in Aula ha visto due visioni diverse e difficilmente conciliabili. La Giunta ha cercato un’intesa di massima, ma in Aula si è scontrata con il voto segreto, richiesto legittimamente da alcuni e usato bassamente da altri. Con lo stesso impegno con cui abbiamo costruito questo testo, come gruppo di Alliance Valdôtaine, abbiamo lavorato per mettere in campo un confronto per uscire dall’impasse, che ha visto il contributo di molti, ma non di tutti. C’è stato un ricatto inaccettabile nella forma e nel merito, da parte di chi ha richiesto in cambio della riammissione di articoli fondamentali un vincolo che sarà un danno totale dei piccoli comuni, per i quali sarà impossibile utilizzare i fondi. È un atteggiamento che conferma, ahimè, l’inerzia amministrativa del Movimento Cinque Stelle nel Consiglio regionale. Arriviamo alla fine di un percorso: il nostro gruppo ha contribuito in modo costruttivo alla stesura del provvedimento e con lo stesso spirito lo votiamo.»

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luigi Vesan, ha sottolineato: «Sono stati numerosi, nel corso della Legislatura, i nostri tentativi di fornire ulteriori risorse agli enti locali o di evitare ulteriori taglieggiamenti, mentre questa Giunta si ricorda di loro solo alla vigilia delle elezioni. Noi crediamo fermamente che questa legge debba vincolare l’utilizzo delle risorse all’emergenza, ma così non è, dato che in questi articoli si parla degli asfalti delle strade o del soccorso sulle piste da fondo. Nociva poi, a nostro modo di vedere, la modalità scelta per l’assegnazione delle risorse finanziarie ai valdostani. A questo proposito, abbiamo avanzato una proposta alternativa per venire incontro a tutte le domande di tutti coloro che hanno subito danni, almeno in modo parziale, ma l’Aula ha deciso di mettere il cestino dei soldi in piazza e chi arriva prima se li prende: è questo il criterio con cui il Consiglio vuole risolvere i problemi. Stiamo anche inaugurando pratiche diffuse a livello nazionale, come il bavaglio o la tagliola, secondo cui le decisioni vengono prese fuori e in Aula si vota il più presto possibile, senza dibattito. Alla faccia della democrazia.»

Per il capogruppo di Rete Civica-Alliance Citoyenne, Alberto Bertin, «questo è un provvedimento largamente inadeguato, che rispecchia questo Consiglio. Ma è un intervento necessario, per dare risposta ai cittadini e alle imprese, così come è necessario per le scuole e per consentire la loro riapertura. È necessario anche per consentire le elezioni: finalmente, con questo testo viene introdotto l’election day, come avevo già proposto nel 2013. I cittadini sono in grado di votare consapevolmente, anche se nello stesso giorno per più temi. Mi auguro però che le elezioni si svolgano a fine settembre, compatibilmente con le indicazioni sulle questioni sanitarie, per permettere di svolgere democraticamente questo processo elettorale. L’election day porta risparmi e minimizza il rischio sanitario. Ci troviamo a votare questo provvedimento condizionato dal voto segreto: il voto segreto è importante quando è occasione di libertà, ma diventa nocivo quando questo diventa strumento per nascondere le responsabilità e per creare confusione. In sostanza, quanto al disegno di legge: non mi piaceva il testo iniziale, non mi piace il risultato. Ma lo voterò, poiché nonostante tutto è necessario alla Valle d’Aosta in questo momento.»

Maria Luisa Russo (M5S) ha rilevato come «in tutta questa legge ci sia un solo articolo sull’esclusione sociale, che invece avrebbe dovuto essere trattata approfonditamente, prendendo in considerazione le categorie più fragili; manca anche la disamina della presa in carico delle conseguenze piscologiche della pandemia. Siamo soddisfatti invece che il vincolo di destinazione socio sanitaria delle risorse finanziarie sia in legge, ma in tutti questi giorni di dibattito non abbiamo mai parlato di bambini, anziani, giovani e donne. Tengo a ricordare che destinare risorse finanziarie non equivale per niente a risolvere i problemi, e in effetti questa legge, seppur migliorata, continua a mancare di progettualità e di idee.»

Il capogruppo dell’Union Valdôtaine, Erik Lavevaz, ha detto: «Non siamo venuti in Aula come un’armata Brancaleone, come qualcuno ha sostenuto; anzi, nel predisporre il disegno di legge, abbiamo lavorato per trovare convergenze politiche sui nodi strutturali: sanità, enti locali e aiuti alle imprese. Su questi punti, una maggioranza c’era, ma poi ci siamo trovati davanti a persone che, nel segreto dell’urna, hanno giocato sulle spalle di chi ha operato nell’emergenza e degli enti locali. C’erano due posizioni politiche evidenti sugli enti locali, la nostra e quella della Lega: dopo il voto negativo di lune scorso, abbiamo cercato tutti insieme di mettere una pezza al disastro creato. Abbiamo continuato a sostenere la nostra visione, cercando di avvicinarci il più possibile alla nostra proposta iniziale perché noi crediamo che per rilanciare l’economia si debbapassare per i comuni, lasciandoli autonomi nel gestire questi fondi. È stato purtroppo imposto un vincolo amministrativo, che causerà problemi. Quella che votiamo oggi non è certo la legge che abbiamo portato in Consiglio, ma il nostro voto sarà favorevole perché imprese, famiglie ed enti locali non possono aspettare oltre i 161 milioni di euro che questa manovra mette in campo.»

Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha osservato: «Insieme con altre forze di opposizione, abbiamo presentato una contro manovra, perché ritenevamo giusto elaborare un’alternativa a un disegno di legge che non condividevamo. La maggioranza ha eretto un muro, ha opposto un rifiuto totale all’offerta di collaborazione che pure abbiamo lanciato, anche senza avere i numeri. In tutto il periodo Covid siamo stati in silenzio, e non solo vi abbiamo lasciati lavorare, ma abbiamo sopperito alle mancanze del Governo predisponendo un provvedimento di aiuti nato dalla seconda Commissione. Non vi siete mai fermati, avete bocciato a priori i nostri suggerimenti, se non quando avete sbattuto la testa e avete dovuto parlare con tutti e 35 Consiglieri. Su questo atteggiamento, il giudizio politico lo lasciamo fuori dall’Aula.» 

Luciano Mossa (M5S) ha dichiarato: «Al di là delle diverse misure necessarie, oggi sono stati votati molti interventi che non sono né indifferibili né urgenti: ne sono esempi le iniziative nei confronti degli impianti a fune, della pista di Courmayeur o del Forte di Bard, che prevedono ingenti somme di denaro pubblico che potevano essere impiegate per misure davvero urgenti ed emergenziali. Molte di queste scelte avrebbero potuto e dovuto essere lasciate a chi verrà dopo di noi in quest’Assemblea: l’azione che è stata svolta non era in gran parte una prerogativa di un Consiglio sciolto come questo. E non c’è da escludere che questo abbia delle responsabilità. Apprezzabile è però che ci sia stato il voto palese sugli articoli, almeno oggi, perché è un gesto che denota maturità e coraggio.» 

Per Alessia Favre (AV), «non è stata la velocità a portarci oggi in Aula, ma la volontà di raggiungere un accordo tra forze politiche diverse, uscendo finalmente dall’impasse. L’auspicio è che, una volta approvata la legge, la politica possa essere responsabile come ora e non ricominci a stressare la macchina amministrativa per speculazioni elettorali, perché siamo consci che mettere in atto misure tanto complesse non sarà facile. Voglio ricordare il senso di responsabilità dimostrato dalla Giunta in questi mesi ed evidenziare come una continua frammentazione del mondo autonomista, addirittura in questi ultimi giorni della Legislatura, non abbia contribuito a dare governabilità alla Valle d’Aosta. Questa legge è il risultato delle persone e dei gruppi che hanno visioni politiche diverse e responsabili, è il risultato di chi non pone voti a prescindere, ma vuole dare risposte alla comunità in attesa, al di là delle posizioni e dell’inerzia. Oggi, abbiamo trovato una strada.»

La presidente del Consiglio, Emily Rini (PNV-AC-FV), nell’annunciare il voto di astensione, ha detto: «L’impianto della legge aveva scelto di dare poco a molti: fin da subito sarebbe stato invece meglio dare molto a chi più è stato colpito dalla crisi, come è il caso degli operatori turistici e dei commercianti. Abbiamo cercato di migliorare il testo, ma in queste due settimane abbiamo fatto molto peggio del punto di partenza iniziale. Siamo molto preoccupati per l’applicazione del disegno di legge: questo è un collage di tante visioni diverse, composto in modo raffazzonato nonostante il grande lavoro degli uffici. Siamo soddisfatti per l’accoglimento di alcune nostre istanze, come quelle sulle associazioni sportive dilettantistiche, sulla disabilità e sulla proroga della sospensione dei mutui Finaosta in favore degli albergatori. Ma siamo assolutamente in disaccordo sul taglio delle risorse ai comuni: nessuno ha citato finora le gravissime dimissioni dell’intero comitato esecutivo del Consiglio permanente degli enti locali. Questo conferma come spesso si predichi sull’importanza degli enti locali, mettendo invece in campo un compromesso pasticciato: un inciucio da campagna elettorale. Credo che con questa manovra non sia stato fatto un dispetto ai sindaci, ma alle comunità di rifermento, ai valdostani che vivono in queste realtà. È stato un brutto passaggio, peggiorato dal vincolo di utilizzo dei fondi. Mi hanno sconcertato le parole della Consigliera Morelli, che ha parlato di un ricatto: noi non partecipiamo a questi accordi, e continueremo a portare avanti le nostre idee, i nostri ideali. Il nostro voto non è in vendita: per questo ci asterremo. Questo testo non dà aiuto alle difficoltà della Valle d’Aosta. Quest’Aula ha scelto di non adottare una nostra proposta su professionisti e partite IVA: si è scelto invece di non mettere a disposizione risorse sufficienti, aprendo due finestre per la presentazione di richieste, con quel “click day” che tutti avevamo detto di voler evitare. Ma le persone sapranno fare i conti, e capiranno che questa risposta è solo un compitino che non troverà copertura economica. Sono dispiaciuta di chiudere così questa Legislatura: maggior accortezza e meno arroganza avrebbero permesso una condivisione che avrebbe evitato ricatti.»

«Questa soluzione non è l’optimum – ha osservato Stefano Aggravi (Lega VdA) -, ma chi parla di baratti, ricatti o inciuci fa sorridere, perché c’è qualcuno che al tavolo del confronto non ci si è seduto. Abbiamo compiuto scelte che si possono attuare e continueremo a vigilare, nel possibile, sul venire alla luce delle varie misure. Oggi siamo tutti campioni dei comuni, ma non dimentichiamoci che in materia c’era un accordo politico che noi non abbiamo sottoscritto. Sosteniamo questa legge di cui non siamo contenti, ma molte delle insidie si sono risolte. Ognuno di noi avrebbe voluto di più, ma non è stato possibile ed è inutile piangere sul latte versato. Ringrazio i colleghi che hanno partecipato al tavolo di lavoro, confezionando un prodotto migliorativo.»

«Se la Lega – ha dichiarato il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin – non avesse avuto la responsabilità di sedersi a quel tavolo di confronto, non avremmo avuto tante delle risposte che invece portiamo oggi. Se non lo avessimo fatto non avremmo il sostegno alle società sportive, alle associazioni di protezione civile, agli anziani che hanno dovuto pagare le rette per degenze cui invece avevano diritto, a chi aveva rette da pagare nonostante fosse stato colpito dal Covid. Non avremmo l’intervento di sostegno verso l’edilizia residenziale pubblica per chi è a reddito zero, non avremmo l’azione sull’Università. In questo disegno di legge manca ancora un vero sostegno verso chi già viveva situazioni di difficoltà. Qualcuno in quest’Aula ha deciso di ricordare la propria azione, o i risultati raggiunti: altri invece hanno scelto di buttare la responsabilità delle proprie lacune sulla campagna elettorale degli avversari. Ma sarebbe meglio, anziché accusare gli altri, lavorare a qualcosa. Non basta prodursi in definizioni vuote: serve anche competenza, e da parte di alcuni se n’è vista molto poca.»

Roberto Cognetta (Vdalibra) ha parlato del raggiungimento «di un risultato enorme: a inizio Consiglio ho sollecitato più volte di trovare una quadra e quello che esaminiamo oggi è il frutto del lavoro congiunto di un tavolo politico. Quando abbiamo capito che tutti avremmo perso qualcosa, ci siamo accordati, ascoltando finalmente le sollecitazioni. Ho ravvisato una differenza tra chi ha cercato di trovare una quadra e chi non si è interessato, ma si tratta solo di poche persone. È quindi possibile trovare una soluzione condivisa dei problemi, senza cercare di prevaricare con la forza l’avversario. Il voto segreto, oltre a metterci al riparo dalle possibili conseguenze per la votazione di atti con spreco di risorse, non consente di far mettere a qualcuno il cappello sulla redazione della legge. È una buona base per la politica del futuro, anche perché ci ha permesso di capire chi fa proposte per il bene della collettività e chi fa proposte legate ai propri interessi.»

Elso Gerandin (Mouv’) ha parlato di «un accordo di buon senso, che arriva alla fine di un percorso necessario. Un disegno di legge di questa portata non avrebbe potuto avanzare con equilibri a 18: questo percorso di condivisione avrebbe però dovuto essere messo in campo molto, molto prima. Sono contento per il sostegno all’accesso al credito, per le risorse aggiuntive per le aziende agricole con aiuti immediati, per l’automatismo sull’integrazione regionale ai contributi statali. Il disegno di legge conteneva elementi positivi, che non sono da trascurare: i contributi per il personale sanitario, per la ripartenza delle imprese, per il turismo, per gli impianti a fune, così come l’emendamento della maggioranza che permette di permette di accedere ai fondi per il mutuo prima casa. Sul trasferimento agli enti locali: quelle risorse in meno sono frutto di una scelta necessaria, perché il mondo non finisce a fine anno. Il trasferimento agli enti locali assomma a 200 milioni, ma si basa su trasferimenti che dovremo essere in grado di garantire in futuro. Oggi, credo sia prioritario andare a sostenere le imprese che rischiano di entrare in crisi nel prossimo futuro: altrimenti rischiamo di abbatterebbe le entrate che dovranno garantire i trasferimenti futuri.»

Jean Barocco (gruppo Misto) ha dichiarato: «Siamo all’ultima puntata, ma abbiamo fatto qualcosa di buono, dimostrando che la politica è soprattutto mediazione. Ci stiamo dando dei voti tra di noi, senza tenere conto del fatto che saranno altri, al di fuori di quest’Aula, a scrivere le nostre pagelle. Tengo a sottolineare gli emendamenti sulla mobilità, il finanziamento ai Comuni per progettare stazioni di ricarica e parcheggio di biciclette a pedalata assistita. La crisi sarà lunga, mancano interventi più strutturali che creano lavoro. Spiace che qualche forza politica non si sia sforzata di capire le esigenze degli enti locali: mettere lacci e vincoli alla destinazione delle risorse testimonia di una mancanza di fiducia nei confronti dei nostri comuni. Questa è l’ultima puntata di un Consiglio travagliato, ma credo, come hanno testimoniato questi ultimi giorni, il metodo per risolvere i problemi è la condivisione.»

Il capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis ha affermato: «Abbiamo presentato diversi emendamenti, l’accettazione di molti ha portato ad arricchire questo provvedimento, rendendolo più inclusivo a diverse categorie, e penso in particolare alle partite IVA e ai liberi professionisti, ma anche alle cooperative sociali. Giudichiamo positivamente che questa legge contenga previsioni per i mutui della prima casa e per le ristrutturazioni, esprimiamo soddisfazione anche per l’inserimento della semplificazione, seppur in maniera troppo timida per dare rilancio alla nostra economia, che non necessita soltanto di aiuti economici, ma deve poter contare sul ruolo di facilitatore della Regione. Mi auguro che l’attuazione della legge avvenga nel più breve tempo possibile, per trasferire questi benefici alle imprese e alle famiglie valdostane.»

Il capogruppo di VdA Ensemble, Claudio Restano, ha premesso di «non essere soddisfatto del testo di legge perché lo avrei impostato diversamente: una legge sanitaria e due leggi di aiuti in rapida successione in modo da non incorrere nei problemi di questi giorni e dare maggiore aiuto agli enti locali. L’emergenza Covid – ha sostenuto – ha messo in evidenza le debolezze della politica e le differenze tra noi del neo-gruppo VdA Ensemble e chi sostiene la Giunta. Avete voluto portare avanti un lavoro non condiviso, che invece in questi giorni abbiamo dimostrato che sarebbe stato possibile. Avete scelto da soli le task force, i componenti delle unità di crisi; avete scelto da soli di non reintegrare la Giunta, e poi di portare in Aula questo testo. Poi la ragione ha prevalso: con un grande lavoro comune si è riusciti a raggiungere un risultato come quello di oggi. Siamo soddisfatti della condivisione raggiunta in campo sanitario, come dimostra l’intervento sulla struttura di epidemiologia. Sono importanti le risorse e gli interventi per le scuole, e non dobbiamo dimenticarci neanche degli spazi per le palestre e per l’attività fisica all’aperto. Adesso mi auguro che siate in grado di mettere in pratica tutto quello che questa legge contiene: per quanto ci riguarda, siamo disposti a continuare a lavorare insieme.»

L’assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha evidenziato: «La norma che stiamo per votare non è una controproposta tout court, ma un testo migliorato dal lavoro di chi si è adoperato con emendamenti e contributi. Respingo l’accusa secondo cui questa legge non parli di scuola: ci sono risorse per 41 nuove aule che dovranno essere pronte per il prossimo 14 settembre; ci sono i 6 milioni e mezzo di euro per dare risposta di spazi al Liceo Bérard; abbiamo aggiunto 2,7 milioni per potenziare gli organici. Come Giunta non ci siamo auto emendati, ma in queste settimane abbiamo dovuto apportare cambiamenti in base alle intervenute direttive ministeriali.  Fondamentale sarà anche il poter incrementare il personale ausiliario e tecnico. È un peccato non aver dato, da parte di chi ha posto pregiudiziali, maggiore fiducia agli enti locali, ma è stato importante assegnare loro delle risorse, tenendo conto del fatto che si troveranno a fronteggiare emergenze appena iniziate. Da domani mattina, inizieremo il grande lavoro richiesto per dare attuazione a questa legge e per essere pronti a settembre sarà una corsa contro il tempo ma i nostri studenti ritroveranno la loro scuola in classe.»

Per Stefano Ferrero (Vdalibra), «questo è un progetto debole, quando invece ci sarebbe voluto uno sguardo più ampio anche rispetto al possibile ritorno dell’emergenza. Abbiamo lavorato per migliorare il testo, senza allontanarci dal modello di “Un pugno di euro”: ancora una volta ci troviamo a vedere soldi distribuiti qui e là, ma senza una visione complessiva che invece adesso sarebbe preziosa. La debolezza del Governo è stata ancora una volta evidenziata, attraverso questo frutto acerbo. Lo spot in televisione, in questi giorni, definisce la Valle d’Aosta “Il cuore delle Alpi”: forse si sarebbe potuto fare di più. Per evidenziare la fine di questo Governo regionale, direi che funziona molto di più il titolo di “Lassù gli ultimi”.»

Flavio Peinetti (UV) ha detto che «in questo disegno di legge ci sono anche misure pensate per contrastare un possibile ritorno dell’epidemia, dalla quale non siamo ancora usciti. Ci sono elementi importanti, come la possibilità di stipulare accordi interregionali o transfrontalieri per reagire all’emergenza sanitaria o come l’istituzione di una struttura epidemiologica. Tutto questo ci permette di guardare avanti. Quanto all’articolo sul bonus per il personale sanitario, ci siamo confrontati con quattro proposte: siamo riusciti a creare un paradosso, bocciandole tutte nonostante fossimo tutti d’accordo. Ringrazio quindi sia l’Assessore, sia i colleghi dell’opposizione, con i quali siamo riusciti a raggiungere un buon accordo a favore di tutto il personale sanitario. Per la prima volta abbiamo lavorato a stretto contatto, per partorire un disegno di legge che di certo è migliorabile, ma che in molte parti è condivisibile

Ha infine preso la parola il presidente della Regione, Renzo Testolin, ripercorrendo un percorso «caratterizzato dalla trattazione di tre aspetti fondamentali: sanitario, sociale ed economico. Come Giunta, seppur decimata, abbiamo elaborato trasversalmente un progetto per la collettività, cui abbiamo lavorato alacremente. Un progetto che abbiamo continuato a difendere, anche senza avere i numeri per sostenerlo, finché, con senso di responsabilità, abbiamo cercato una sintesi e una mediazione tra le idee. Questo è un provvedimento dignitoso, che non rispecchia le nostre visioni e la nostra impostazione iniziale. Nei prossimi mesi sarà necessario lavorare ancora più duramente per dare effettivamente le risposte ai cittadini, e mi riferisco ad esempio alla piattaforma informatica, che dovrà essere modificata rispetto alla nostra idea iniziale. Qualche volta è più semplice criticare il lavoro altrui, fomentando sterili polemiche, come nel caso degli enti locali, da sempre considerati da questo Governo un riferimento importante. I Comuni li abbiamo considerati co-attori del rilancio economico, che passa dalla conoscenza del territorio, dall’ascolto delle esigenze degli operatori, delle aziende, delle famiglie. Abbiamo posto massima attenzione alla sanità, per garantire sicurezza. Il prossimo Governo, da ottobre in poi, potrà fare buon uso delle decisioni di oggi, così come del buono stato in cui si lasciano i conti pubblici, per compiere scelte lungimiranti

Le misure della coronavirus-3

Il Consiglio Valle ha approvato, in votazione segreta con 31 voti a favore, 2 voti contrari e 2 astensioni, il disegno di legge. 

Il testo adottato è frutto di una sintesi tra il disegno di legge proposto dalla Giunta e gli emendamenti depositati dai gruppi consiliari.

Il nuovo testo stanzia complessivamente 3.400.000 euro a favore di un’indennità di disagio una tantum per il personale dell’Azienda USL di qualsiasi profilo professionale e tipologia contrattuale, compresi i somministrati, e al personale convenzionato che abbia lavorato nei mesi di marzo, aprile e maggio in strutture e servizi operanti per l’emergenza da Covid-19.

In tema di finanza locale, la nuova formulazione dell’iniziativa legislativa assegna 33.701.571 milioni di euro agli enti locali, di cui 27.335.992 senza vincolo di destinazione così suddivisi: 16.235.992 euro per spese correnti, incluse le spese per gli interventi in favore della mobilità sostenibile in ambito locale, nonché a compensazione delle minori entrate tributarie ed extra-tributarie a seguito dell’emergenza Covid-19; 11.100.000 euro per spese di investimento per la realizzazione di lavori pubblici, esclusivamente destinati all’adeguamento delle strutture pubbliche all’emergenza sanitaria e sociale, inclusi gli interventi di edilizia scolastica, assegnando un importo di 150.000 euro per ciascun Comune. Sono incrementati i fondi per sostenere i servizi per la prima infanzia e le famiglie che fruiscono del sistema (1.664.000 euro) oltre che gli interventi per la disabilità, l’eliminazione di barriere architettoniche e la vita indipendente (800.000 euro). È altresì istituita una indennità una tantum per i lavoratori delle Unités des Communes valdôtaines e del Comune di Aosta che abbiano prestato servizio nelle microcomunità per anziani e nell’assistenza domiciliare nei mesi di marzo, aprile e maggio durante l’emergenza (stanziamento complessivo 1.100.000 euro). È poi introdotta la gratuità della retta per gli ospiti delle strutture residenziali socio-assistenziali che hanno contratto il virus, nei mesi di marzo, aprile e maggio. Interventi anche per i soggetti a rischio di esclusione sociale, in particolare per le famiglie assegnatarie di alloggi di edilizia residenziale pubblica e per la presa in carico delle fasce deboli a rischio povertà. È infine disposto il trasferimento di 2,6 milioni di euro al Comune di Courmayeur per la riduzione dei rischi idrogeologici del comprensorio di Plan Checrouit oltre che il sostegno dei maggiori oneri derivanti dall’attività del personale volontario del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco (200.000 euro).

Gli interventi in materia di istruzione ammontano complessivamente a 8 milioni 500 mila euro nel triennio: per la ripresa dell’attività nell’anno scolastico 2020/2021, si prevedono l’istituzione di un fondo straordinario per il potenziamento dell’organico (2.700.000 euro per il prossimo anno scolastico), misure urgenti per l’assegnazione delle supplenze attraverso il mantenimento della validità per l’anno scolastico 2020/2021 delle graduatorie d’istituto vigenti, nelle more della realizzazione della piattaforma informatica, il finanziamento per il supporto alla didattica e per i dispositivi di protezione (500 mila euro) destinati al personale delle istituzioni scolastiche, mentre ammonta a 6,5 milioni di euro la somma impegnata nel triennio per l’edilizia scolastica, per l’acquisizione di prefabbricati, per gli interventi in messa in sicurezza e per il progetto di fattibilità della sede scolastica di via Torino; sono, inoltre, previsti trasferimenti compensativi per convitti, collegi e servizi doposcuola a copertura del mancato introito delle rette.

Nel settore dell’agricoltura, sono impegnati 6,7 milioni di euro nel 2020, per l’anticipazione dei contributi Agea di cui al Programma di sviluppo rurale 2014/2020, l’identificazione del bestiame, la monticazione, il trasporto siero, i trasferimenti ai consorzi e i canoni di locazione delle cooperative vitivinicole e dei caseifici. 

Il disegno di legge, inoltre, prevede il rifinanziamento del fondo di rotazione per i mutui di efficientamento energetico e la cumulabilità di questi mutui con altri contributi pubblici, tra cui il nuovo credito di imposta al 110 per cento.

Nell’ambito dei lavori pubblici, 5 milioni di euro sono destinati a un programma straordinario di interventi per la viabilità al fine di riattivare la filiera dell’edilizia e i processi produttivi del territorio, garantendo altresì la riconversione ecologica dell’economia regionale. 

Sono inoltre disposti investimenti sugli impianti funiviari e per il servizio di soccorso sulle piste di sci al fine di sostenere, in parte, i costi fissi sopportati dagli enti gestori nonostante la chiusura forzata.

Tra le misure previste a favore della cultura e dello sport vi sono contributi straordinari a sostegno degli enti culturali e sportivi che hanno già programmato nel corso del 2019 manifestazioni di interesse nazionale e internazionale oltre che alle associazioni e società sportive dilettantistiche al fine di scongiurare la chiusura definitiva per mancanza di liquidità. È stato poi destinato un contributo fino a un massimo di 10.000 euro per sviluppare progetti VdA dehors, trasformando temporaneamente gli spazi pubblici comunali in luoghi di somministrazione alimenti e bevande al fine di consentire ai locali pubblici il ripristino dell’originale offerta comunale.

Il testo contiene le disposizioni per accorpare le elezioni regionali e comunali in un’unica data, in una domenica compresa tra il 1° settembre e il 15 ottobre 2020 (la data sarà poi fissata dal presidente della Regione con proprio decreto), definendo altresì le modalità di svolgimento, in caso di coincidenza con la data, del referendum confermativo rinviato da marzo 2020.

Il disegno di legge dettaglia poi le principali misure di sostegno alle attività economiche e al lavoro, con l’impegno di circa 50 milioni di euro complessivi: sono previsti contributi a fondo perduto (da 3.000 a 7.500 euro), per tutte le imprese valdostane, singole e collettive, e per i titolari di Partita Iva, che dimostrino una riduzione di fatturato di almeno il 40% nei mesi marzo-maggio o giugno-agosto 2020 rispetto ai corrispondenti periodi del 2019, così come un contributo per i gestori di bed & breakfast; il finanziamento dei costi sostenuti per assicurare il rispetto delle misure di sicurezza e per il rilancio delle attività a favore dei settori alberghiero e extralberghiero, commercio, somministrazione di alimenti e bevande, rifugi alpini, industria, artigianato, professioni, enti di formazione professionale (per spese ammissibili tra i 500 e i 46.000 euro); un contributo a fondo perduto, una tantum e non ripetibile, a favore del settore agricolo (da 1.000 a 3.500 euro sulla base della produzione standard); un contributo una tantum a favore dell’editoria locale (fino a 15.000 euro per le imprese del settore stampa cartacea e televisiva e fino a 7.500 euro per le imprese del settore radiofonico e on-line); un contributo straordinario all’Associazione valdostana maestri di sci e all’Unione delle guide di alta montagna per la digitalizzazione dei servizi alla clientela e agli associati; un voucher alle imprese turistiche e della somministrazione di alimenti e bevande per l’acquisto di materie prime provenienti da aziende regionali e di prodotti agroalimentari di origine locale

Diversi sono i provvedimenti in favore delle micro, piccole e medie imprese con sede legale o operativa in Valle d’Aosta: sono infatti previsti incentivi alle assunzioni di personale a tempo indeterminato o determinato e al mantenimento dei livelli occupazionali, attraverso contributi a fondo perduto. È poi istituito l’elenco regionale “Disoccupazione Covid-19”, cui possono accedere lavoratori autonomi, titolari di imprese individuali e dipendenti che hanno cessato o sospeso l’attività a causa dell’emergenza, ad esclusione dei lavoratori assunti con contratto a termine; i soggetti che risulteranno iscritti potranno essere coinvolti in progetti sperimentali, volti al rafforzamento delle capacità individuali di autoimpiego e  ad agevolare il reinserimento nel mercato del lavoro. Vengono poi prorogate per il mese di maggio le indennità già contenute nella legge regionale n. 5/2020.

Inoltre, il disegno di legge dispone una serie di misure di semplificazione delle procedure in materia di contratti pubblici, di cui possono avvalersi la Regione, gli enti locali valdostani e le loro forme associative, gli enti pubblici dipendenti dalla Regione, l’Azienda USL della Valle d’Aosta le società controllate, le associazioni, le fondazioni e i consorzi, nonché i Consorzi di miglioramento fondiario. Sono poi previste modalità semplificate per la realizzazione di opere e interventi edilizi necessari a conformare le modalità di esercizio delle attività alle esigenze sanitarie di contrasto e di contenimento per le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, i complessi ricettivi all’aperto, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, gli agriturismi, le attività artigianali, industriali e commerciali e le opere di interesse pubblico. È poi prevista la proroga la sospensione dei mutui regionali agevolati contratti dal 26 marzo 2020 sino al 31 dicembre 2020. 

Infine, per quanto attiene al reclutamento del personale, sono incrementate le facoltà di assunzione a tempo determinato, anche per gli enti locali, e rese più semplici le procedure concorsuali per il 2020, in relazione alle esigenze di distanziamento: l’accertamento della conoscenza della lingua francese o italiana consisterà in una produzione orale; per i concorsi si assicura lo svolgimento di una prova scritta e di una prova orale; è anche prevista la possibilità per le Commissioni esaminatrici di lavorare in modalità telematica.

Gli ordini del giorno rimanenti

In chiusura della seduta, il Consiglio Valle ha approvato otto ordini del giorno collegati alle misure per contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Il primo, illustrato dai consiglieri Emily Rini (PNV-AC-FV) e Andrea Manfrin (Lega VdA) e approvato con 30 voti favorevoli (PNV-AC-FV, Lega VdA, Vdalibra, Mouv’, VdA Ensemble, SA, AV, UV, RC-AC, GM) e 5 astensioni (M5S, ADU VdA) impegna il Governo  ad adottare un protocollo regionale di sicurezza e linee guida chiare e precise che possano mettere nelle condizioni di potere organizzare, nel corso della stagione estiva, nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio, manifestazioni legate all’artigianato tipico di tradizione, sagre enogastronomiche e iniziative tradizionali, prevedendo, se necessario, stanziamenti di spesa aggiuntivi.

Il secondo, illustrato dalla presidente Emily Rini (PNV-AC-FV) e approvato con 19 voti a favore (PNV-AC-FV, Lega Vallée d’Aoste, M5S, ADU VdA, Vdalibra, Mouv’, GM, Consigliere Restano) e 13 astensioni (UV, AV, SA, RC-AC, Consigliere Daudry), impegna il Governo a intervenire per prorogare i contratti in scadenza in capo agli enti locali, autorizzando gli stessi a utilizzare in caso di necessità forme di lavoro flessibile per sostituire il personale assente o cessato dal servizio.

Il terzo, illustrato da Manuela Nasso (M5S) e approvato all’unanimità, impegna la Giunta a dare avvio a una campagna di sensibilizzazione contro la dispersione di guanti e mascherine al fine di dare indicazioni sul loro corretto smaltimento.

Il quarto, illustrato da Maria Luisa Russo (M5S) e approvato con 30 voti a favore e 1 astensione (ADU VdA), impegna il Governo a provvedere, nei tempi più rapidi possibili, alla nomina della durata di almeno un anno di un epidemiologo di comprovata esperienza nazionale nel settore per definire gli obiettivi dell’Osservatorio epidemiologico regionale nei suoi principali ambiti di azione.

Il quinto, illustrato da Carlo Marzi (SA) e approvato all’unanimità, impegna il Governo ad attivarsi affinché riveda al più presto i percorsi professionali con le connesse progressioni di posizione degli operatori tecnici specializzati (OTS) dell’emergenza-urgenza sanitaria – tenendo conto di tutti gli ambiti nei quali si esplicano, dal soccorso esterno a quello di centrale operativa fino a quello di formatore – affinché vengano riconosciute le assolute peculiarità che essi sviluppano all’interno del comparto dell’emergenza-urgenza valdostana assieme al personale sanitario.

Il sesto, illustrato da Patrizia Morelli (AV) e approvato all’unanimità, impegna il Governo a istituire anche in Valle d’Aosta la Giornata regionale di sensibilizzazione sul tumore metastatico.

Gli ultimi due sono stati illustrati da Claudio Restano (VdA Ensemble) ed entrambi approvati all’unanimità. Uno impegna il Governo a individuare urgentemente un gruppo di lavoro interdisciplinare che si interfacci con i servizi dell’USL appartenenti al Dipartimento di prevenzione per avviare un aggiornamento delle procedure in essere per la somministrazione di cibi e bevande. L’altro impegna il Governo ad agire per la riapertura immediata dei consultori e dei distretti territoriali, fornendo agli operatori adeguati dispositivi di protezione individuale.

Sono stati invece respinti altri 2 ordini del giorno dedicati alle visite protette sul territorio e alla riduzione delle indennità e della diaria dei Consiglieri. 

Concludendo la seduta, la presidente del Consiglio Emily Rini si è detta «onorata per aver potuto presiedere il Consiglio regionale nonostante i tanti momenti complicati», ringraziando il personale del Consiglio per il prezioso supporto fornito durante i lavori della Legislatura e chiedendo quindi di osservare in Aula un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’epidemia da Covid-19, con particolare riferimento a quelle valdostane.

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