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Telefonate ingannevoli per contratti telefonici

Ci hanno segnalato che, in Valle d’Aosta, le aziende ricevono telefonate ingannevoli relative ai loro contratti telefonici.

Arriva una telefonata da parte di un addetto che si presenta come incaricato dal gestore telefonico con il quale si ha il contratto di fornitura.

Segnala che è decaduta l’offerta speciale della quale si era beneficiato e l’abbonamento subirà, sin dalla fattura in corso di emissione, un aumento di 54,5 euro.

A fronte dell’inevitabile reazione di disappunto, il chiamante del call center si offre di mettere l’utente in contatto con l’Ufficio promozioni Italia per l’Assistenza con il Cliente, al fine di procedere a una valutazione su come procedere.

Il sedicente Ufficio, richiama entro una trentina di minuti e fa presente all’utente che è a disposizione per valutare con lui le offerte di altri gestori, per scegliere quella più indicata e quindi procedere al recesso dal contratto in essere, secondo quelle che dice essere le modalità previste dal Decreto Bersani.

Se l’utente chiede tempo per informarsi autonomamente sulle offerte degli altri gestori, gli è risposto che, se non usufruisce della chiamata che gli è stata messa a disposizione, potrà comunque recedere ma con una procedura che lo porterà a pagare penali rilevanti.

Inoltre, alla domanda sul perché chi dice di chiamare a nome del gestore con il quale si ha il contratto di fornitura fosse non solo al corrente delle alternative di mercato ma desideroso di illustrarle, è stato risposto che il sedicente Ufficio promozioni lavora per tutti i gestori telefonici.

Chi ci ha segnalato questa situazione, ha interrotto la conversazione nel momento in cui gli è stato chiesto di indicare il prezzo pagato nell’ultima bolletta telefonica. Che non era in possesso del chiamante in quanto si definiva fornitore esterno del gestore e non in disponibilità delle informazioni di fatturazione.

La potenziale vittima, ha immediatamente chiamato il suo gestore telefonico per chiedere conto della situazione e gli è stato detto che:

  • non vi era alcuna variazione al contratto in essere
  • se anche vi fosse stata, la norma prevede che l’utente abbia 30 giorni a disposizione prima di esercitare il proprio diritto al recesso, in modo da acquisire e valutare offerte alternative.

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