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I sindaci chiedono di rivedere l’articolo 17 del dl60

Martedì 7 luglio 2020, si è riunita l’Assemblea straordinaria del Consiglio permanente degli enti locali.

Il dibattito si è articolato attorno alla rideterminazione delle risorse di finanza locale, previste nella manovra anticrisi e approvate dal Consiglio regionale, con l’assestamento del bilancio di previsione per il 2020. Fra gli elementi ritenuti più critici dai sindaci vi è l’approvazione dell’articolo 17 del D.L. n. 60.

Ha introdotto così Franco Manes, presidente dimissionario del Cpel, la riunione assembleare: «Da un lato la riduzione del 50% della cifra che avevamo richiesto e concordato con il Governo regionale; dall’altro la definizione di un vincolo di destinazione alla cifra di 150 mila euro concessa a ciascun Comune: questi sono i motivi per i quali, il 3 luglio, il Comitato esecutivo ha deciso di dimettersi».

Ha poi evidenziato: «Non si possono prendere in giro gli enti locali e il lavoro fatto sinora. Finita l’emergenza dei 100 giorni del Covid è come se nessuno di noi avesse fatto niente. Ormai abbiamo superato qualsiasi dialettica politica, come se la colpa fosse dei Comuni. E non è, questo, un problema di appartenenza politica».

L’Assemblea ha concordato di richiedere per mercoledì 8 luglio, alle 10, a Palazzo regionale, alla presidente del Consiglio e al presidente della Regione, un incontro formale con tutti i consiglieri e il Governo regionale. In particolare, sarà richiesto di eliminare il vincolo di destinazione alle risorse straordinarie di finanza locale del DL 60.

Ha concluso Franco Manes: «Ribadiremo, per l’ennesima volta, la necessità di ulteriori risorse per i territori nonché chiederemo a ciascun consigliere la disponibilità politica a sostenere nei fatti le istanze degli enti locali, dei cittadini e delle imprese e dei territori, in un auspicato Consiglio regionale straordinario urgente».

La risposta di Alliance valdôtaine

Alla richiesta dei sindaci valdostani di convocare il Consiglio regionale per togliere il vincolo di destinazione al finanziamento di 150mila euro assegnato a ogni comune con il disegno di legge approvato la scorsa settimana, il gruppo Alliance Valdotaine risponde affermativamente. 

«La nostra posizione è risaputa e, in Consiglio, è stata chiaramente espressa – dichiarano i consiglieri e gli assessori di AV -. I franchi tiratori, purtroppo, hanno affossato la proposta da noi sostenuta. Se ora è possibile porvi rimedio, noi siamo pronti a tornare in Consiglio».

La risposta di Union valdôtaine

L’Union Valdôtaine esprime la necessità di tornare in aula al fine di eliminare il vincolo di destinazione ai fondi per investimenti destinati agli enti locali, che sostiene essere stato imposto dal M5S.

Il Comité fédéral dell’Uv, inoltre, condanna «la presunzione dimostrata ancora una volta dal Movimento 5 stelle, che mette in discussione la capacità e la serietà di spesa di coloro che vivono realmente i territori e che conoscono concretamente i bisogni di tutta la comunità valdostana.
Il grande lavoro svolto da tutti i nostri sindaci e amministratori sul territorio durante la grave emergenza sanitaria è stato fondamentale per evitare ulteriori gravi perdite anche di vite umane grazie alla vicinanza che quotidianamente hanno con i loro concittadini
».

Cos’aveva detto il M5S

Il Movimento 5 stelle aveva replicato alle accuse di aver posto sotto ricatto gli altri consiglieri imponendo un vincolo di destinazione agli 11,1 milioni di euro destinati agli enti locali e aveva scritto in una nota: «Apprendiamo con sorpresa che Union Valdôtaine e Alliance Valdôtaine non vogliono destinare i soldi pubblici stanziati con l’assestamento di bilancio alla risoluzione dei problemi causati dall’emergenza da Covid-19. Con il vincolo di destinazione da noi proposto, i Comuni dovranno utilizzare le risorse pubbliche per ciò di cui, oggi, hanno davvero bisogno, cioè fronteggiare una gravissima emergenza che, nella nostra regione, ha causato la morte di 146 persone.»

E il testo proseguiva: «Come negli ultimi vent’anni di amministrazione della Valle d’Aostaanche questa volta la gestione dell’Union Valdôtaine & Co. ha ribadito che le opere pubbliche devono servire soprattutto a chi le realizza e solo dopo a chi dovrà usufruirne e pagarle, cioè ai cittadini. Il tempo per chi pensa che la “buona amministrazione” consista nel distribuire soldi, sia a pioggia sia agli “amici”, è finito.»

E i quattro consiglieri del M5S hanno concluso: «Sono stati numerosi, nel corso di questa Legislaturai nostri tentativi di fornire ulteriori risorse e attenzioni agli enti locali ma vediamo che questa Giunta si ricorda di loro solo alla vigilia delle elezioni. È ora che i Valdostani ritornino a gestire oculatamente le proprie risorse, liberandosi dei cattivi amministratori che, fino ad ora, hanno solo saputo trasformarle in sprechi, debiti e voti!».

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