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Art. 17: forse si torna indietro

65 sindaci valdostani si sono dati appuntamento, alle ore e10 di mercoledì 8 luglio 2020, a Place Deffeyes: c’era da ridiscutere l’art. 17 del disegno di legge 60, approvato dal Consiglio Valle.

Sostenendo l’impossibilità di utilizzare i 150mila euro riconosciuti a ogni Comune con il vincolo di destinazione voluto dal Movimento 5 Stelle, i sindaci chiedono di revocarlo e di ripristinare la dotazione iniziale di 22,2 milioni di euro (che sono stati dimezzati dall’aula).

«Alla base delle nostre istanze ci sono due problemi – dichiara il Presidente del CPEL, Franco Manes –: da mesi abbiamo portato avanti le nostre richieste in Regione per quanto riguarda gli aiuti anticrisi e le tematiche della scuola. Durante l’emergenza abbiamo lavorato puntualmente e quotidianamente sui territori, e pensavamo che questo impegno ci fosse riconosciuto. Nel momento in cui abbiamo aperto un dialogo con il Consiglio regionale ci siamo posti l’obiettivo di far ripartire l’economia di vicinato. Ci aspettavamo un segnale, ma negli ultimi giorni i Sindaci invece sono stati addirittura associati alla perdita di 146 persone. Questo non lo possiamo accettare, così come per noi è un affronto il vincolo di destinazione delle risorse previsto dal disegno di legge 60 per i Comuni, il 50% non potrà utilizzare questi fondi. In Assemblea abbiamo analizzato il tutto e abbiamo ritenuto di confrontarci con voi per capire se il Consiglio regionale possa venirci incontro con una nuova convocazione straordinaria. Noi siamo qui oggi per evidenziare che siamo presenti, che abbiamo bisogno di voi per i territori e che ci siamo per lavorare.»

Hanno incontrato il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, il presidente del Consiglio Valle e alcuni consiglieri di Union valdôtaine, Alliance valdôtaine (Alpe e Uvp), Stella alpina, Vallée d’Aoste Ensemble e Rete civica.

«Lo scontro istituzionale non fa mai bene – riferisce la Presidente dell’Assemblea regionale, Emily Rini –: il Consiglio Valle e il Cpel sono due organismi importanti, rappresentativi della nostra regione, che hanno il dovere di dialogare nel rispetto dei ruoli di ognuno, a maggior ragione in un momento così critico. I gruppi consiliari che hanno preso la parola hanno dato la loro disponibilità politica a richiedere la convocazione urgente di un Consiglio per rimuovere il vincolo di destinazione ai fondi per gli enti locali assegnati con il disegno di legge 60. Certo è che se torneremo in Aula, dovremo farlo con responsabilità e coesione, sapendo di avere i numeri per l’approvazione della modifica: sarà l’occasione per dare un segnale di serietà istituzionale della politica. La forza della Valle d’Aosta sono i suoi comuni, vero presidio del territorio. Le risorse che vengono assegnate agli enti locali non sono l’argent de poche dei Sindaci, sono soldi che fanno vivere l’economia locale, sono volano per far ripartire i territori.»

«Per noi – ha dichiarato il Presidente della Regione, Renzo Testolin – questo è un momento che si inserisce a pieno titolo nel percorso iniziato con la predisposizione e la presentazione del disegno di legge, che è poi approdato in Consiglio regionale. La Giunta ha incontrato più volte il territorio e i suoi rappresentanti nella fase di redazione di quel testo di legge, all’interno del quale si era cercato di dare risorse e risposte alle richieste degli amministratori comunali, perché credevamo e crediamo che il rilancio della Valle d’Aosta debba ripartire anche dagli enti locali. Fin d’ora vi è, dunque, l’impegno del Governo regionale ad attivarsi affinché si riesca a coinvolgere almeno 12 Consiglieri per la riconvocazione di una nuova adunanza del Consiglio Valle nella quale discutere dell’eliminazione del vincolo attualmente imposto alle risorse destinate alla finanza locale.»

Parrebbe esservi la disponibilità a tornare in aula per modificare la norma.

Durante l’incontro, particolarmente appassionato è stato l’intervento di Giuseppe Dupont, sindaco di Valsavarenche.

Si unisce anche AduVda

«Togliere finanziamenti ai Comuni significa non aver chiaro che senza autonomia economica non vi può essere autonomia politica. ADU VdA ancora una volta esprime massima solidarietà agli enti locali che durante l’emergenza hanno retto molto meglio del Consiglio regionale, in cui si è consumata una contrapposizione tra Giunta e Consiglio stesso che ha rallentato la disposizione di urgenti e necessari aiuti», ha commentato la consigliere di AduVdA, Daria Pulz.

Le critiche di Cognetta

«Se mi dai i soldi che ti chiedo sei bravo, altrimenti sei contrario all’autonomia, perché l’autonomia si conquista solo con gli euro: questo, in sintesi, il pensiero veicolato dai sindaci valdostani», commenta il consigliere di Vdalibra Roberto Cognetta, che aggiunge: «Con l’ultima legge approvata dal Consiglio regionale, i Comuni si dividono risorse per 35 milioni 400 mila euro, che a parere dei sindaci sono una piccola cifra. Le aziende, invece – che, tra tasse dirette e indirette, versano alla Regione centinaia di milioni di euro l’anno – riceveranno tra aiuti diretti, acquisto di DPI e aiuti per prestiti agevolati 61 milioni 130 mila euro. Poche briciole nel momento della difficoltà: a questo punto l’ingiustizia delle richieste dei Sindaci appare evidente.»

«I Comuni – prosegue Cognetta – spendono e spandono i soldi che ricevono per aumenti degli stipendi a sindaci e Giunta, premi ai dipendenti e soprattutto lavori e favori agli amici degli amici, e non gli basta ancora, vogliono di più, perché le promesse in campagna elettorale non sono mai abbastanza, e quando gli si impone di usare i soldi per l’emergenza sanitaria o scolastica fanno pure le manifestazioni sotto Palazzo. Sono ridicoli!».

«Minacciavano di restituire la fusciacca – conclude Cognetta -: sto ancora aspettando che qualcuno di loro lo faccia, almeno avrebbe il merito di far seguire le parole ai fatti, una volta tanto.»

Le prese di distanza da Cognetta

Alcune forze politiche hanno preso le distanze dalle affermazioni di Roberto Cognetta.

Rinascimento Valle d’Aosta

Rinascimento Valle d’Aosta ritiene le affermazioni di Cognetta «oltre che infondate anche di particolare gravità in quanto irrispettose del ruolo e del lavoro profuso ogni giorno dai primi cittadini dei nostri 72 [sic] Comuni e dalle loro Giunte. Inoltre parlare in termini del tutto generici e senza riferimenti puntuali e circoscritti di favori e comportamenti presunti illeciti a carico dei sindaci e delle loro Giunte è un’attitudine che riteniamo demagogica e populista, figlia di un fare politica che non condividiamo nel modo più assoluto». 

Rinascimento Valle d’Aosta si dice a favore di una «maggiore autonomia finanziaria dei Comuni rispetto al Palazzo regionale con riferimento almeno ai fondi a copertura della gestione ordinaria, sottraendo i sindaci a eventuali rischi di sudditanza e dipendenza di colore e di partito da parte di chi Governa in Giunta regionale».

Stella alpina e Barocco

«Il dibattito politico sulle risorse da trasferire ai Comuni, nelle ultime settimane, ha superato sia le scelte amministrative votate in Consiglio sia un giusto confronto istituzionale tra enti locali e Consiglio Valle. Nel clima da stadio che altri hanno voluto creare, noi stiamo dalla parte dei sindaci per quello che rappresentano e sintetizzano: i cittadini e il territorio valdostani che vanno al di là del colore politico.» Così si sono espressi i consiglieri del gruppo Stella Alpina Pierluigi Marquis, Carlo Marzi, Luisa Trione e del gruppo Misto Giovanni Barocco sul disegno di legge mirato a rimuovere il vincolo di destinazione per le risorse assegnate ai comuni valdostani dall’assestamento del bilancio 2020 della Regione.

«Adesso, però, è quanto mai necessario sottoporlo rapidamente all’attenzione del Consiglio e decidere nel minor tempo possibile: è l’unica strada per essere efficaci e per ristabilire il giusto rispetto istituzionale tra Consiglio e Comuni, come la nostra Valle merita

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