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Conte richiama Testolin sulla preferenza di genere

Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha inviato una lettera al presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin, per sottolineare come Valle d’Aosta sia disallineata rispetto alle leggi elettorali regionali perché non prevede la doppia preferenza di genere.

La legge in questione è la n. 20 del 2016, che però riguarda solamente le Regioni a Statuto ordinario.

La questione sarebbe già stata affrontata, in giugno, in una lettera del ministro degli Affari regionali, sempre indirizzata al vertice regionale, che però non risulterebbe al protocollo.

La richiesta è di provvedere a correggere la situazione con urgenza.

Tuttavia, essendo il Consiglio Valle sciolto, ed essendo stato deciso che le lezioni si svolgeranno entro il 15 ottobre 2020, la modifica è presumibile sarà inserita dall’Assemblea che uscirà dalle urne e non dall’attuale.

Il commento di AduVdA

«Ben venga l’appello del Presidente del Consiglio dei Ministri – commenta la consigliere del gruppo ADU VdA Daria Pulz -, perché l’autonomia, cui fanno tutti perlopiù appelli faciloni e fuori luogo, non deve mai tradursi in scelte penalizzanti sotto il profilo dei diritti ma deve essere spinta per il loro ampliamento, come ADU VdA va dicendo, purtroppo inascoltata, da tempo.Si tratta di una questione centrale, che non ha a che fare solo con la legittimità della legge, ma con il senso stesso, anche politico, dell’autonomia. Da troppi anni, su questi temi – come anche su quello dell’immigrazione, su cui si sono verificate pericolose convergenze tra Lega e autonomisti – l’autonomia è intesa in senso conservatore e retrogrado. L’impostazione dell’ultima legge elettorale regionale – a firma Bertin-Mossa e che ADU VdA non ha votato – con la scusa di scongiurare il controllo del voto, già fortemente limitato se non eliminato attraverso l’introduzione dello spoglio centralizzato, serve di fatto a chi l’ha proposta e a chi l’ha votata per partire con metri di vantaggio nella competizione elettorale a discapito, come sempre, della presenza delle donne nei luoghi decisionali. È indispensabile, orarecuperare un alto senso delle Istituzioni locali e il rispetto della rappresentanza, nella sua essenziale componente femminile che sa essere non eversiva ma rivoluzionaria.»

Il commento dell’Associazione Dora

L’ Associazione Dora ha dichiarato: «Dicemmo già nel 2018 che la legge elettorale regionale avrebbe dovuto garantire una reale presenza delle donne elette (concetto diverso dalle donne candidate) e oggi, alla vigilia di una nuova importante tornata elettorale, ribadiamo che la Valle d’Aosta ha perso nuovamente un’occasione,  quella di allinearsi a una visione finalmente paritaria della politica, che garantisca accesso e pari opportunità a entrambi i generi. Spiace altresì che nella nostra regione non si stata dimostrata alcuna attenzione istituzionale in questo senso e che giaccia ancora nei cassetti una legge regionale che dia linfa agli organismi di parità.
Ringraziamo il Premier (un uomo) per avere avuto questa attenzione per le donne valdostane e ci auguriamo che le forze politiche regionali facciamo altrettanto. Certamente sarà nostra cura promuovere una sensibilità maggiore nella popolazione al voto delle donne, ricordando che non sono soltanto le donne a dover votare le donne, e soprattutto a inserire nei programmi elettorali la modifica di una legge retrograda e conservatrice, fatta a parole per evitare il controllo del voto, ma in realtà utile a favorire gli uomini in una battaglia senza quartiere all’ultimo voto. Non ci piace e non ci piacerà mai questa politica: noi vogliamo una democrazia inclusiva che nei fatti rappresenti  l’intera comunità e non un accrocchio di  eletti  che mirano solo alla replica di se stessi. Auspichiamo che nella prossima legislatura si ponga rimedio a questa gravissima distorsione elettorale e si dia finalmente risorse e gambe a una politica volta alla promozione delle pari opportunità».

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