fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Casino: la Corte d’appello revoca il concordato

La Corte d’Appello di Torino (presidente Renata Silva) ha revocato il decreto di ammissione del concordato in continuità aziendale della Casino de la Vallée SpA.

Con sentenza del 9 luglio 2020, ha accolto i reclami proposti da Elle Claims sa (società con sede in Portogallo) e da Valcolor srl contro il decreto 16 del 22 ottobre 2019, con cui il Tribunale di Aosta ha omologato il concordato preventivo proposto da Casino de la Vallée spa.

Le motivazioni

Il motivo principale di accoglimento riguarda il fatto che la procedura di concordato preventivo depositata dal Casino, che ha poi portato all’emanazione del decreto di omologa, sia stata instaurata in violazione del disposto dell’art. 161, nono comma, della legge fallimentare.

Il Tribunale sostiene che la Casino depositò al Tribunale di Aosta un primo ricorso in data 31 ottobre 2018, che fu dichiarato inammissibile con decreto dell’8 novembre successivo, stante il mancato deposito del bilancio al 31 dicembre 2017. Il Casino depositò quindi, in data 12 novembre 2018, un secondo ricorso, a seguito del quale il Tribunale di Aosta, emise il decreto del 13 novembre 2018. La Corte torinese sostiene che l’art. 161 dispone che la domanda sia inammissibile quando il debitore, nei due anni precedenti, ne abbia depositato una analoga, respinta.

L’interpretazione data dal Tribunale di Aosta è invece che la prima domanda non fu ammessa e respinta ma dichiarata inammissibile e quindi la seconda è stata legittima.

Quali conseguenze

Ora la questione torna di competenza del Tribunale di Aosta, che può recepire l’indicazione della Corte d’Appello e azzerare il concordato (ciò che significherebbe il fallimento della Casa da gioco) oppure può ribadire la validità della propria decisione.

In questo secondo caso, nulla vieta ai proponenti del ricorso di presentare un’istanza di fallimento.

Il commento del Casino

Casino de la Vallée SpA commenta la sentenza d’appello in questi termini: «Il provvedimento in questione non entra nel merito della procedura di risanamento, ma si limita a rilevare l’esistenza di un vizio procedimentale. La società sta valutando la situazione con i propri consulenti, soprattutto per la tutela e nell’interesse superiore dei lavoratori e dei creditori sociali: le determinazioni che verranno assunte nei prossimi giorni terranno conto del fatto che la società risanata sta producendo risultati più che soddisfacenti e che il piano industriale e la proposta concordataria sono stati già per buona parte eseguiti».

Il commento di Cgil

Cgil Valle d’Aosta esprime la preoccupazione degli oltre 500 lavoratori della Casino dee la Vallée Spa dopo la sentenza.

«Non ci sono solo chiari i criteri, visto che il Tribunale di Aosta ha dato l’ok, mentre Torino no. In questi mesi (anni) sono stati numerosi gli sforzi fatti – e ci riferiamo anche ai confronti serrati tra Azienda e organizzazioni sindacali – per cercare di tenere in piedi la Casa da gioco. Quest’ultima notizia di fatto vanifica gli interventi portati avanti finora, facendo riemergere nuovamente l’angoscia tra i lavoratori», scrive il sindacato in una nota.

«Auspichiamo che si chiarisca in fretta questa vicenda, sperando che la Casa da gioco non fallisca, perché purtroppo chi ne pagherebbe le conseguenze sarebbero nuovamente i tanti lavoratori, senza contare il segno indelebile che tutto ciò lascerebbe nella stessa cittadina termale, già decisamente ridimensionata», aggiunge Cgil che annuncia, per lunedì 13 luglio 2020, un incontro con le organizzazioni sindacali, che avrà come tema proprio l’analisi delle ripercussioni conseguenti la sentenza della Corte d’Appello di Torino. 

Potrebbe interessarti:

© 2020 All rights reserved.