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Vendemmia verde: lo Stato risarcisce i viticoltori che riducono volontariamente la produzione

La Conferenza Stato-Regioni, giovedì 9 luglio 2020, ha dato il via libera alla vendemmia verde parziale per la campagna vitivinicola 2020/2021. 

La vendemmia verde è una pratica agronomica che consiste nella rimozione parziale dei grappoli non ancora giunti a maturazione ovvero della mancata raccolta di una parte degli stessi, garantendone in tal modo il miglioramento della qualità e il mantenimento dell’equilibrio del mercato vitivinicolo.

Il decreto del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali contiene le procedure attuative per l’erogazione del contributo da corrispondere alle imprese viticole che si impegnano alla riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine (DOP) e a indicazione geografica (IGP) stanzia a tale scopo 100 milioni di euro.

Per aderire, i produttori devono ridurre la produzione di almeno il 15% rispetto alla resa media aziendale regionale delle ultime cinque campagne ed essere in regola con la presentazione della dichiarazione di raccolta delle ultime cinque campagne vitivinicole”.

Per beneficiare dell’aiuto, si chiede inoltre che, nelle superfici vitate aziendali destinate alla produzione di vini comuni, la resa produttiva, sulla base della dichiarazione di raccolta uve presentata dal beneficiario per la campagna vitivinicola 2020/2021, non debba aumentare rispetto alla resa media aziendale regionale.

L’aiuto massimo concesso per ettaro è di 400 euro, in caso di uve destinate a vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT); 700 euro per i vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC) con resa inferiore o uguale a 130 ql/ha; 600 euro per i DOC con resa maggiore a 130 ql/ha; 900 euro per i DOC con resa inferiore o uguale a 100 ql/ha e, infine, di 800 euro per i DOC con resa superiore.​

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