fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Talk tra cultura e fisica a Courmayeur

Sono nuovamente di scena, a Courmayeur, gli incontri di L’ – lievi dialoghi su fatti, scritti e misteri del cosmo, organizzati dalla Biblioteca al Jardin de l’Ange.

Appuntamenti proposti dal duo composto dal giornalista Enrico Martinet e dal fisico teorico Fabio Truc, professore universitario e ricercatore a Parigi nel campo medico.

Nel corso dei tre incontri, si affronternno diverse tematiche, spaziando tra scienza, fisica e umanesimo, senza tralasciare brevi e coinvolgenti nel mondo della letteratura.

Si inizierà mercoledì 22 luglio, alle ore 21.15, con Il male nel mondo invisibile, durante il quale si sprofonderà nell’infinitamente piccolo e si incontrerà ciò che ha spaventato e ancora spaventa il mondo: il virus Covid-19, il male invisibile nel mondo che il fisico Fabio Truc ha indagato con una ricerca nella sua terra di origine, Cogne, con una singolare sperimentazione. Proprio in quelle dimensioni c’è anche il segreto della materia, l’origine dell’universo. Un viaggio fra i misteri, l’apparente magia della quantistica, alternati a letture di romanzi, poesie e saggi.

Si proseguirà quindi mercoledì 29 luglio, sempre alle ore 21.15, con Il topo di Einstein e il gatto di Schrödinger. Il genio e l’ironia di Einstein confrontato a uno dei più straordinari paradossi dettati dalla fisica quantistica e rivelati da Erwin Schrёdinger, premio Nobel nel 1933. Alla contemporaneità di due stati opposti, la vita e la morte, del gatto, Einstein risponde con ironia indicando la “risposta” impossibile del topo. Tutto ruota intorno alla sovrapposizione di stati che in letteratura corrispondono a un’indeterminatezza di identità, che contraddistingue la grande letteratura tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento.

L’ultimo incontro è previsto per mercoledì 26 agosto, alle ore 21.15, con Papà, perché la notte è buia?. Interrogativo in apparenza ingenuo che nasconde una sorta di paradosso rispetto ai miliardi di stelle che riempiono il cielo. La soluzione di quello che viene definito il paradosso di Olbers è tutt’altro che scontato e impone di raggiungere idealmente l’origine dell’universo. Soluzione che fu ipotizzata da Edgar Alan Poe in uno dei suoi racconti. Le pagine letterarie sconfinano nella paura atavica del buio, sul suo significato, sull’esistenza del limite tra realtà opposte a partire dal binomio luce-oscurità che evoca vita e morte.

© 2020 All rights reserved.