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Albert Lanièce favorevole alla proroga dello stato d’emergenza

Martedì 28 luglio 2020, il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha comunicato al Senato l’inevitabilità della proroga dello stato d’emergenza.

«Non possiamo vanificare lo sforzo che è stato compiuto dagli italiani. Nel resto del mondo i casi continuano ad aumentare. Per questo è giusto prorogare di alcuni mesi lo stato d’emergenza» ha commentato il senatore dell’Union Valdotaine, Albert Lanièce, che ha proseguito: «Fino al giorno in cui ci sarà il vaccino per tutti saremo nella convivenza col virus. E ricordiamoci che nei i paesi dove i casi non diminuiscono, dagli Stati Uniti, al Brasile al Regno Unito, molte decisioni sono state prese in contrasto con il parere dei comitati tecnico-scientifici. 
L’Italia non deve cadere nella stessa tentazione, ma continuare sulla strada intrapresa a Gennaio quando, davanti a due soli casi, fu comunque dichiarato lo stato d’emergenza. Una scelta giustissima, che ci ha fatto trovare pronti quando sono scoppiati i primi focolai in Lombardia e Veneto
». 

«Inoltre – ha sottolineato il senatore valdostano – la proroga dell’emergenza consentirebbe di completare la riorganizzazione del sistema sanitario, dal territorio alle strutture ospedaliere dedicate. 
Ed è la strada più efficace per mettere in sicurezza gli ambienti scolastici e garantire un’ordinata apertura del nuovo anno. 
Noi dobbiamo evitare che scoppi una seconda ondata: è di vitale importanza per non vedere la crisi tramutarsi in una depressione economica e sociale. 
E questo dando maggiore fiducia ai territori: le autonomie locali e le regioni a statuto speciale che noi rappresentiamo, possono essere determinati, potendo esercitare le loro competenze per gestire al meglio le esigenze di tutti i cittadini. E quindi siamo a ribadire un pieno rispetto dei nostri Statuti d’Autonomia
».

«Noi – ha concluso – abbiamo abbandonato la tempesta, ma la nave non è ancora in un porto sicuro. Per questo dobbiamo stare tutti dalla parte degli anziani, dei disabili, degli ammalati cronici, dei bambini, di tutti coloro che sono particolarmente vulnerabili. 
Il nostro comportamento responsabile è rivolto a loro e alla memoria delle 35.000 persone che ci hanno lasciati per sempre
».

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