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Riceviamo e pubblichiamo da Sandro Sorbara

Sandro Sorbara, legale del fratello Marco, sotto processo a seguito dell’indagine Geenna, ci ha inviato questa lettera, chiedendone la pubblicazione.

Mio fratello Dott. Marco Sorbara il giorno 24 Luglio 2020 è stato sottoposto ad un lungo puntuale dettagliato esame da parte dell’organo inquirente in ordine a tutto il materiale processuale riguardante il capo di imputazione.

L’esame è stato condotto dall’accusa con il vaglio del collegio Giudicante che ha avuto modo di porre domande a chiarimento dei fatti il tutto vorrei dire da fratello e da avvocato in applicazione ai canoni di legge del pieno rispetto del contraddittorio.

Ora però anche alla luce del dramma famigliare (550 giorni di custodia cautelare e una mamma di 80 anni stremata distrutta seguita dai medici per non morire) e dell’analisi dei mesi trascorsi a sentire e leggere le notizie di stampa ritengo doveroso far riflettere gli operatori tutti la popolazione per far comprendere il dramma della superficialità della errata interpretazione e delle lapidarie rapide conclusioni fondate proprio sul NULLA che oggi si ha ancora paura di ammettere e prenderne atto.

Riporterò un esempio per tutti estratto da una conversazione telefonica poi risultata totalmente inesistente nei fatti umani e processuali per meglio far  comprendere a cosa mi riferisco con la delusione e il dolore di un fratello e di chi per oltre 20 anni ha lavorato con dedizione e rispetto e a tutela dei propri assistiti nel rispetto delle regole.

Ecco. Nessuno ha il coraggio di ricordare frasi scritte e oggi totalmente smentite addirittura per inesistenza del fatto concreto che hanno avuto il potere di far subire giorni drammatici in isolamento carcere ad un incensurato (ad oggi ancora agli arresti domiciliari) definendo testualmente “..esigenze cautelari permanenti…” “…protezione dinnanzi agli intenti omicidiari dei fratelli Fazari…” estrapolate da una conversazione vagliata nelle aule del tribunale alla presenza di tutte le testate giornalistiche ( questione fratelli fazzari raso “ …questi noi li teniamo sotto controllo..”)

Ebbene è incontestabile – per chi vuole sentire e vedere la realtà – che non esiste alcuna questione Fazzari ne tantomeno presunte irreali inimmaginabili “protezioni” in quanto il fatto concreto neppure ESISTE (addirittura il teste ha riferito “la questione era già finita quando la chiamata è terminata” nonché “…con raso siamo come fratelli…” – si è tentato di ipotizzare una protezione e rivalità di opposti tra soggetti legati addirittura da legami di fratellanza risalenti dalla nascita – mi pare impensabile se non chiaramente paradossale). 

Come si fa a solo pensare e poi costruire macigni su totale inesistenza della realtà. E perché nessuno vuole veramente parlare di questo e delle 60.000 pagine che il sottoscritto mio fratello e i miei colleghi abbiamo totalmente analizzato (ho dedicato tutti questi mesi giorno e notte a leggere tutto) e non esistono in alcun modo elementi a carico di Marco (ricordo che parliamo di una accusa gravissima ma che mai può e potrà  far parte della mia famiglia cresciuta con i più cristallini principi di onestà sacrificio e rispetto e con le foto di Falcone e Borsellino).

Questo è solo un esempio del dramma che deve far riflettere e impegnare tutti a percorrere la verità (e non creare teoremi e cercare elementi avulsi dalla realtà per riempire un rebus fantasioso inesistente) e soprattutto avere il coraggio e la consapevolezza dell’errore umano o meglio errore processuale.

Il coraggio di scrivere (e non sbagliare addirittura articoli a carattere cubitali) perché la vera libertà umana deriva dalla libertà di espressione contro ogni controllo istituzionale e sopruso arbitrario e ingiusto.

Mio fratello distrutto sconvolto stravolto si è difeso fin dall’inizio nel più totale silenzio e si difenderà fino all’ultimo respiro per gridare a chiare lettere la Sua totale innocenza ma merita rispetto umano processuale soprattutto quando la verità fino ad oggi perseguita a caro prezzo e costata sacrificio dedizione consapevolezza finalmente emerge aldilà di ogni dubbio contestazione equivoco.

Chiedo solo che ognuno faccia il proprio dovere e abbia il coraggio di scrivere analizzare vedere vagliare obiettivamente la verità senza applicazione di teoremi pregiudizi totalmente contrari alle regole umane processuali cosi come scolpite nel nostro ordinamento giuridico posto alla base della nostra giusta equilibrata corretta convivenza sociale.

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