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Courmayeur: si dimettono otto consiglieri

Con una lettera inviata al sindaco, al segretario comunale e ai colleghi, mercoledì 29 luglio 2020, si sono dimessi otto consiglieri comunali di Courmayeur.

Si tratta di Fabrizia Derriard, Massimo Sottile, Daniela Scalvino e André Savoye (componenti del gruppo consiliare La Nuova Via), Alberto Vaglio e Roberta D’Amico (componenti del Gruppo Misto), Marco Salvato e Raffaella Sarteur.

Le motivazioni

Una decisione rispetto alla quale i consiglieri di Courmayeur La Nuova Via sottolineano che:

  • Da luglio 2018 (otto mesi dopo le elezioni), il gruppo guidato da Miserocchi-Corio è pubblicamente entrato in una crisi interna insanabile che nel tempo ha portato alle dimissioni di 1 capogruppo e 2 assessori e all’uscita dal gruppo di maggioranza di ben 4 consiglieri. Degli 11 consiglieri di maggioranza iniziali oggi sono rimasti solo i 5 componenti della giunta e 2 consiglieri.
  • Risulta evidente che l’attuale governo di Courmayeur non possiede più gli 8 voti minimi necessari per definirsi maggioranza e per poter amministrare il paese. Dunque non può in nessun modo garantire il rispetto del programma elettorale proposto e votato dal Consiglio Comunale, unico organo sovrano e di garanzia.
  • In questa situazione il sindaco, il vice sindaco e l’intera giunta, per rispetto delle istituzioni democratiche e per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, avrebbero dovuto prendere atto del fallimento del loro progetto amministrativo e di conseguenza rassegnare le proprie dimissioni.
  • Al contrario, anche se in più occasioni e da più parti nelle recenti sedute del Consiglio Comunale al sindaco e alla giunta è stato chiesto di fare un gesto di responsabilità rassegnando le proprie dimissioni, tali inviti sono rimasti lettera morta.
  • Di conseguenza, proprio nel rispetto delle istituzioni, dei cittadini e del paese, il gruppo consiliare di Courmayeur La Nuova Via congiuntamente ai consiglieri Alberto Vaglio, Roberta D’Amico, Marco Salvato e Raffaella Sarteur hanno responsabilmente scelto di assumersi in prima persona la responsabilità della decisione drastica di rassegnare le dimissioni mettendo fine all’attuale esperienza amministrativa con la speranza cheCourmayeur possa tornare a essere amministrata in modo adeguato ed efficiente.

Cosa succede adesso

In base a quanto stabilito dalla legge regionale 54/1998 (Sistema delle autonomie in Valle d’Aosta), le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comportano lo scioglimento del Consiglio comunale.

Dunque il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, con proprio decreto, dovrà procedere alla nomina di un commissario, incaricato della gestione dell’ente sino all’indizione delle elezioni.

È comunque presumibile che le elezioni non potranno svolgersi il 20 e 21 settembre, assieme a quelle per il rinovo di altri 69 Consigli comunali.

La risposta di Miserocchi

Stefano Miserocchi, sindaco di Courmayeur risponde ai dimissionari con queste parole: «Sono molto sereno, perché in questi anni ho servito con responsabilità, lealtà e dedizione la comunità. Sono valori a cui non ho mai rinunciato e grazie ai quali non posso che essere orgoglioso di quanto fatto e ottenuto quotidianamente assieme a tutta la squadra di Esprit Courmayeur.

Ringrazio di cuore il vicesindaco Corio, tutta la giunta, Parasacco, Penco e Vagliasindi e i consiglieri Signorelli e Passerin d’Entrèves per l’impegno e la dedizione con cui hanno egregiamente svolto il loro ruolo: ho incontrato persone speciali che hanno lavorato sempre con entusiasmo e determinazione per la Comunità. Sono stati molto coraggiosi e presenti durante tutto il mandato e non si sono mai tirati indietro. Per me è stato un piacere condividere questo cammino con tutti loro.

Con profondo rammarico ho appreso delle dimissioni in blocco dell’opposizione, ma ciò che mi ha più ferito è che non hanno avuto il coraggio di discutere in consiglio una mozione di sfiducia.
Chi è uscito da Esprit Courmayeur o ha rinunciato ai suoi ruoli da assessore ha giustamente preteso e ottenuto che se ne parlasse in Consiglio. Le dimissioni simultanee, invece, sono per me un gesto codardo e vile, facile perché non richiede di cercare motivazioni oggettive per giustificarlo. E infatti i dimissionari non hanno trovato motivi per presentare la mozione di sfiducia in Consiglio.

Staccare la spina nel momento meno appropriato per la comunità, una volta approvate delibere fondamentali, risolte al meglio annose questioni ereditate ed all’inizio di una stagione turistica estiva complessa ma con forti segnali di soddisfazione da parte di tutti, residenti e villeggianti, è un gesto da irresponsabili, da qualunque punto di vista lo si analizzi.

È mancato loro il coraggio di anticiparmi le dimissioni, peraltro firmate da persone già in vacanza, mentre comunicavo il 29 mattina telefonicamente alla sig.ra Derriard l’avvenuta approvazione in giunta del progetto esecutivo del vallo di Plan Chécrouit, come peraltro anticipato il giorno prima in consiglio.

Serenamente, con lealtà, coraggio e schiettezza svolgerò i miei ultimi giorni di mandato, che saranno rivolti alla comunità come sempre fatto fino ad oggi».

La replica di Vaglio

Le parole di Miserocchi non sono piaciute ad Alberto Vaglio, che gli ha replicato: «Il gesto codardo e vile è quello della coppia Miserocchi-Corio che preso atto di aver perso i numeri per governare non hanno voluto dare le dimissioni, togliendo così dell’imbarazzo l’intero paese. Pretendere che li si facesse cadere con una mozione di sfiducia, allungando i tempi di almeno un mese, è altrettanto irresponsabile. La sfiducia era chiara e le dimissioni lo hanno certificato nel modo più immediato. Se avessero fatto la delibera di approvazione dello Checrouit nei tempi dovuti le dimissioni le avremmo date in Consiglio e saremmo stati tutti molto più contenti. Forse il Sindaco e il suo Vice sono gli unici che non avevano capito che la loro legislatura era finita, per il bene del paese».

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