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Legambiente punta il dito su Torgnon: vogliono cementificare

Legambiente Valle d’Aosta, su segnalazione di alcuni abitanti e persone originarie di Torgnon, è venuta a conoscenza di un avviso, che definisce «vergognoso», recentemente diffuso dal Comune.

Scrive Legambiente in una nota: «L’avviso, con il pretesto di voler favorire la ripresa economica e le attività edilizie sul territorio, incita i cittadini a richiedere modifiche al Piano Regolatore al fine di ottenere l’edificabilità di nuovi terreni ora vincolati ad altri usi».

Legambiente ritiene si tratti di «una iniziativa pericolosa, in spregio all’urgenza segnalata da tutti gli osservatori – in ultimo il recente rapporto Ispra relativo all’anno 2019 – di mettere fine al consumo di suolo, una risorsa non rinnovabile, e alla necessità di puntare all’obiettivo “zero consumo” al 2040».

Legambiente osserva che, a Torgnon, «c’è un patrimonio edilizio assai esteso, ci sono complessi in abbandono e almeno una settantina di appartamenti in vendita. Ogni famiglia residente possiede generalmente più appartamenti.
Il rilancio dell’attività edilizia passa dal recupero degli edifici esistenti e dal loro risanamento energetico, oggi incentivato in modo straordinario dal Bonus nazionale del 110% e dai complementari provvedimenti regionali.
L’improvvida iniziativa dell’Amministrazione di Torgnon è in contrasto con ogni principio di pianificazione urbanistica: siamo in attesa di conoscere il pensiero dell’Amministrazione regionale e degli assessori competenti
».

La risposta di Torgnon

Il sindaco di Torgnon, Daniel Perrin, risponde alle accuse: «Sono innanzitutto dispiaciuto del fatto che siano state lanciate accuse senza avere sentito il diretto interessato. Da parte mia, vi è sempre la disponibilità al confronto e avrei piacere di invitare i rappresentanti di Legambiente a fare un sopralluogo sul nostro territorio, perché possano rendersi conto di come è mantenuto e di cosa significhi vivere la nostra realtà di montagna.
Come Amministrazione, ci siamo sempre distinti per cercare di favorire uno sviluppo sostenibile e attento alla cura dell’ambiente: ne sono testimoni un territorio curato e ben mantenuto e un recupero edilizio della quasi totalità dei vecchi fabbricati.
L’avviso in questione si pone l’obiettivo di rispondere alle esigenze delle famiglie che necessitano di una prima casa; abbiamo molti casi di giovani che hanno dovuto abbandonare il paese, per non aver avuto modo di edificare la prima casa, e diversi altri che sono in cerca di abitazioni fuori dal nostro territorio, in quanto non hanno avuto modo di trovare altre soluzioni.
A queste esigenze abitative non possono certamente sopperire i piccoli appartamenti turistici in vendita nei condomini.
E se qualche famiglia, facendo tanti sacrifici, ha intenzione di investire in una struttura ricettiva, è giusto che possa farlo, creando condizioni di occupazione anche alle future generazioni.
Ci sono intere generazioni (annate) sparite dal nostro territorio.
Scegliere di vivere in montagna non è facile: non ci sono i servizi che si trovano nella Plaine e bisogna cercare di compensare in qualche modo le mancanze. Noi amministratori, che viviamo il territorio e siamo a contatto con la popolazione tutto l’anno, abbiamo cognizione delle reali esigenze.
Per questo, spero di incontrare al più presto le persone che hanno mosso queste critiche, per un confronto sereno e costruttivo
».

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