Bobine

Tre giorni di Consiglio Valle

Tre giorni di discussione, per il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, convocato dal 19 al 21 marzo.

Martedì 19 marzo, il Consiglio Valle ha discusso sei mozioni
La modifica della normativa regionale in materia di indennizzi dei danni da predazione era l'obiettivo della mozione congiunta dei gruppi ADU-VdA e Mouv', che è stata respinta con 18 voti di astensione (UV, UVP, ALPE, SA, GM) e 16 a favore (ADU-VdA, Mouv', M5S, Lega VdA, RC-AC). Il Capogruppo di ADU-VdA, Daria Pulz, in Aula ha auspicato che si proceda nella verifica della possibilità di avviare, anche in Valle d'Aosta, i procedimenti amministrativi necessari per una modifica normativa che consenta il superamento della problematica dell'applicazione del regime "de minimis" per i rimborsi, garantendo una risposta efficace alle esigenze degli allevatori. L'Assessore all'ambiente, Albert Chatrian, ha chiesto ai proponenti il ritiro della mozione, «perché è attivo un tavolo di concertazione con il settore interessato: dagli incontri già svolti e da altri riscontri informali, posso dire con tutta serenità che sta prendendo consistenza una linea di intervento condivisa fra associazioni degli agricoltori, strutture competenti e parte politica che sarebbero orientate a mantenere inalterata l'attuale disciplina degli indennizzi. La strada più immediata e percorribile potrebbe essere una modifica della deliberazione 954/2017 al fine di rendere certa l'entità e la congruità oltre che differenziare l'entità dell'indennizzo.» Ha poi annunciato che venerdì 22 marzo è già programmato un incontro e si è impegnato a relazione in terza Commissione consiliare sulle decisioni assunte con le associazioni e sul percorso che sarà intrapreso di conseguenza a livello politico-amministrativo. Il Consigliere del Mouv' Stefano Ferrero ha replicato che «anche se si sta andando nella direzione giusta, siamo turbati dal fatto che le associazioni rinuncino alla disapplicazione del regime "de minimis": gli allevatori che abbiamo sentito sono preoccupati. Non riteniamo quindi opportuno ritirare la mozione.»
Con una mozione congiunta, i gruppi Lega VdA, Mouv' e RC-AC hanno voluto chiedere la revoca della nomina di un legale del foro di Torino per tutelare l'immagine della Regione, nell'ambito delle indagini in corso nel procedimento penale Geenna. Illustrando il testo, che è stato respinto con 18 voti di astensione (UV, UVP, ALPE, SA, GM) e 15 voti a favore (Lega VdA, Mouv', RC-AC, M5S, ADU-VdA), il Consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA) ha posto l'accento sull'inopportunità di affidare un mandato ad un difensore esterno all'Amministrazione, che peraltro si è dotata di un ufficio legale con attualmente in forza tre avvocati abilitati alla difesa della Regione, in sede civile, penale e amministrativa, e regolarmente iscritti al foro di Aosta. Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto che «è stata una scelta tecnica, richiesta dall'ufficio legale della Regione, perché al nostro interno non c'è una professionalità di questo tipo e ribadiamo la necessità di tutelare l'immagine della Regione in quanto persona offesa nell'ambito del procedimento.» Ha quindi chiesto il ritiro della mozione e, in alternativa, ha annunciato l'astensione della maggioranza. Il Consigliere Sammaritani ha ribadito l'importanza di costituirsi parte civile, «ma la buona amministrazione prevede che si ricorra a professionalità interne tutte le volte che si può fare al fine di risparmiare risorse. In questo caso si poteva. Questa decisione rimane per noi improvvida e contro le linee guida dell'ANAC.»
La tematica del trasporto di merci su strada è stata affrontata dai gruppi ADU-VdA e RC-AC, con una mozione volta a far convocare, entro due mesi, il Comitato regionale di controllo dei flussi di traffico attraverso il territorio regionale, l'organismo che, come hanno spiegato le Consigliere di ADU-Vda, Daria Pulz, e di RC-AC, Chiara Minelli, nel corso di questa Legislatura non è mai stato riunito, seppur rappresenti un utile raccordo tra le Istituzioni e la società valdostana in merito alla gestione del traffico stradale. L'Assessore all'ambiente, Albert Chatrian, ha chiesto il ritiro della mozione, impegnandosi a convocare quanto prima il Comitato, pur evidenziando che «ad oggi non ci sono criticità, riscontrabili peraltro dai dati che sono tutti pubblicati on-line.» La Consigliera Pulz, nella replica, ha replicato di voler mantenere l'iniziativa, perché «rafforzerebbe un impegno che si è assunto l'Assessore.» Il testo è stato respinto con 18 voti di astensione (UV, UVP, ALPE, SA, GM) e 16 a favore (ADU-VdA, RC-AC, Lega VdA, M5S, Mouv').
Le groupe Lega Vallée d'Aoste a présenté une motion visant au déroulement de la cérémonie de la remise des prix de la Foire de Saint-Ours à l'intérieur du Palais régional. Le texte, comme l'a souligné dans son illustration le Conseiller Roberto Luboz, proposait aussi «d'institutionnaliser un prix spécial "Saint-Ours" pour qu'il puisse représenter, au fil des années, une récompense ambitionnée de la part des meilleurs artisans valdôtains.»  L'Assesseur à l'artisanat, Renzo Testolin, a annoncé le voix d'abstention de la majorité, ayant pris l'engagement de travailler «par le biais d'une confrontation sérieuse avant tout avec les artisans, afin de trouver un parcours de promotion de l'artisanat valdôtain, qui puisse inclure une remise des prix organisée en tant que moment de valorisation de l'esprit de la Foire.» Le texte a été rejeté avec 21 voix d'abstention (UV, UVP, ALPE, SA, GM, RC-AC, ADU-VdA) et 12 voix favorables (Lega VdA, M5S, Mouv').
È stata poi ritirata dai proponenti una mozione dei gruppi Mouv', Movimento 5 Stelle, Lega VdA e Misto che chiedeva alla Giunta regionale di presentare alla Commissione consiliare competente una bozza di linee guida in materia di minori e famiglia, a fronte dell'impegno dell'Assessore alla sanità e politiche sociali di intervenire in Commissione con una proposta.
Al termine della seduta pomeridiana, il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità una mozione riguardante la predisposizione di uno schema di norma di attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta in materia di utilizzo delle acque a scopo idroelettrico. Il testo, depositato dai gruppi RC-AC, Mouv', M5S e Lega VdA, e emendato in Aula su proposta dei Consiglieri Chiara Minelli (RC-AC), Roberto Luboz (Lega VdA), Luigi Vesan (M5S) e Elso Gerandin (Mouv') e concordato con il Presidente della Commissione speciale CVA, Alessandro Nogara (UVP), , impegna la Giunta regionale a seguire con particolare attenzione l'iter lavori della Commissione paritetica in merito alla norma attuazione relativa alla disciplina normativa in materia di grandi derivazioni idroelettriche e di disciplina di società partecipate operanti nel settore, oltre che a riferire alle competenti Commissioni consiliari entro 40 giorni. Il provvedimento è stato illustrato dai Consiglieri Chiara Minelli (RC-AC) e Roberto Luboz (Lega VdA), che hanno evidenziato come l'iniziativa intenda far esprimere al Consiglio Valle l'opportunità e l'urgenza che siano avviati i lavori di costruzione di questa norma, «che avrebbe una forte valenza autonomista e che, tra l'altro, metterebbe la Commissione speciale CVA in condizione di poter disporre di un ventaglio più ampio di scenari per valutare il futuro della società.» Il Consigliere Alessandro Nogara (UVP) ha chiesto di emendare le impegnative, «tenuto conto del fatto che lo scorso 16 marzo la paritetica si è già confrontata con gli uffici legali della Regione proprio a proposito di una bozza di norma di attuazione; inoltre, la Giunta regionale, già nel mese di febbraio, aveva trasmesso alla parte regionale della Commissione paritetica una lettera, esprimendo la necessità di procedere prioritariamente ad una riflessione sulla materia, in modo da mettere in moto la procedura per la concretizzazione della norma di attuazione.»


Mercoledì 20 marzo, il gruppo Lega Vallée d'Aoste ha posto un'interrogazione riguardante l'assunzione di personale da parte dell'Azienda USL, facendo riferimento ad una determinazione dirigenziale «con cui è stato approvato l'avvio della sperimentazione di tre mesi per l'assunzione di 4 unità tramite la Federazione regionale dei volontari del soccorso per sopperire alla grave carenza di organico in seno alla Struttura emergenza territoriale e Centrale unica del soccorso.» L'Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha riferito: «Il sistema di emergenza sanitaria valdostano prevede lo sviluppo di un modello in cui l'intervento pubblico e quello privato basato sull'azione gratuita dei volontari interagiscono per assicurare in maniera coordinata l'assistenza sanitaria sul territorio. Il modello di rete del soccorso territoriale è articolato su due livelli di risposta, definiti risposta integrata tecnico sanitaria bimodale, e si caratterizza per l'utilizzo di personale sanitario tecnico e volontario adeguatamente formato, al fine di modulare una risposta in maniera efficace ed efficiente, con una distribuzione territoriale delle risorse umane e tecnologiche. In quest'ottica, negli anni l'USL ha stipulato specifiche convenzioni con la Federazione regionale dei volontari del soccorso e con la Croce Rossa Italiana per l'espletamento di servizi primari e secondari. Nello specifico - ha affermato l'Assessore Baccega -, il 30 marzo 2017 con la Federazione dei volontari è stata stipulata una convenzione valida fino al 31 dicembre 2019, prevedendo il riconoscimento da parte dell'USL di un contributo annuale a fronte di un budget che preveda la copertura delle spese sostenute dalla Federazione per l'erogazione dei servizi effettuati a seguito della programmazione annuale condivisa con i responsabili aziendali. Per il 2019, il gruppo paritetico previsto dalla convenzione ha rivisto i livelli di servizi in base alla diponibilità effettiva dei volontari, con alcuni correttivi di operatività in alcune fasce orarie. In particolare, vista la grave difficoltà dei volontari di garantire la copertura delle sedi di Cervinia, Valtournenche e Gressoney, si è decisa un'integrazione di circa 35.000 euro per l'assunzione a tempo determinato di 4 operatori tecnici specializzati esperti per tre mesi per colmare dette lacune. L'USL si è mossa esclusivamente all'interno convenzione: tale contributo si figura quale rimborso spese sostenute e sono state previste le dovute penali per il mantenimento dei servizi. La Federazione segue le regole del lavoro subordinato e del contratto collettivo nazionale per i dipendenti del ANPAS.» L'Assessore Baccega ha quindi concluso parlando delle strategie per sopperire alla carenza di personale da parte dell'USL: «Si sta completando un corso-concorso per operatori, la cui prova finale era prevista proprio per ieri; i candidati che risulteranno idonei saranno assunti a tempo indeterminato. In questo modo non si colmerà il fabbisogno effettivo, per cui si renderà necessario proseguire con altre assunzioni attraverso un nuovo bando.» Nella replica, il Capogruppo Manfrin ha evidenziato la volontà di «comprendere alcuni punti oscuri. Ci è parso strano che vengano assunti dei volontari, poiché per sua stessa natura il volontariato non è remunerato. Verificheremo se questa tipologia di assunzione sia regolare e se sia stata seguita anche da altre Regioni. Un altro campanello d'allarme è costituito dal fatto che questa procedura serva a sopperire una grave carenza di personale: bisogna intervenire in maniera differente per colmare questo vuoto, non fare assunzioni mascherate senza procedure di gara. La Federazione viene trattata alla stregua di un'azienda privata vincitrice di un appalto, prevedendo addirittura le penali. Siamo perplessi che si spendano soldi pubblici per assumere volontari, che a quel punto smettono di essere tali. La risposta non ha fugato i nostri dubbi e annunciamo l'intenzione di procedere con gli opportuni approfondimenti.»
Nel corso della mattinata, il Consiglio Valle ha poi respinto con 27 voti di astensione e 6 a favore (ADU-VdA, M5S, RC-AC) una mozione presentata dal gruppo ADU-VdA volta ad apportare alcune modifiche allo Statuto dell'Ateneo valdostano. La Capogruppo di ADU-VdA, Daria Pulz, evidenziato come le modifiche riguardino, in particolare, le figure del Presidente del Consiglio dell'Università (che non dovrà più corrispondere con il Presidente della Regione ma essere un suo delegato e avere competenze specifiche) e del Rettore (che andrà individuato tra i professori dell'Ateneo), ha detto: «L'Università valdostana presenta delle criticità nella sua architettura: la separazione della figura di Presidente della Regione  da quella di Presidente dell'Università garantirebbe la possibilità di seguire più da vicino le questioni legate al suo sviluppo, mentre il Rettore scelto tra i docenti assicurerebbe una presenza e un impegno più costanti da parte sua. Questo limiterebbe l'ingerenza politica nella vita dell'Ateneo valdostano che trova ben pochi confronti in altri contesti culturali.» L'Assessore all'università, Chantal Certan, ha replicato che «l'Università in vent'anni è cresciuta molto ma sono anche cambiati la mission e gli obiettivi: c'è bisogno di una governance che sappia fare "avanguardia di pensiero", collegando l'Ateneo alla ricerca e alla rete di eccellenze esistenti in Valle. Il dibattito sullo Statuto è aperto e andrà condiviso attraverso un confronto con gli organismi dell'Ateneo. È prevista la costituzione di un gruppo di lavoro che implementi il Piano triennale 2019-2021 e che individui una nuova mission e nuovi indirizzi oltre che una programmazione più aderente al territorio. Come maggioranza ci asterremo su questa mozione perché sarebbe un'ingerenza politica negli organi dell'Università, ma saremo attenti al principio che l'ha ispirata.» 
Il contrasto ai pericoli da elettrosmog a favore della salute è stato al centro di un'interpellanza del gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA. La Consigliere Daria Pulz, considerati «i pericoli per la salute rappresentati dall'elettromagnetismo in particolare del 5G, già evidenziati dal Consiglio d'Europa e denunciati con forza da 160 scienziati e medici di 36 Paesi», ha chiesto informazioni «in merito all'inserimento nella tabella del Ministero per lo sviluppo economico tra gli aggiudicatari dei lotti di frequenza dei Comuni di Bionaz, Cogne e Perloz pare a loro insaputa. Mi chiedo anche quali azioni il Governo regionale intenda mettere in campo per contrastare i pericoli da elettrosmog a favore della salute della popolazione valdostana.» L'Assessore all'ambiente, risorse naturali e Corpo forestale, Albert Chatrian, ha risposto: «La questione è molto delicata e non va sottovalutata. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha concluso l'asta per l'assegnazione delle bande disponibili per l'implementazione della tecnologia 5G, evidenziando che il Ministero per lo sviluppo economico (MISE) ha individuato nel territorio italiano 120 Comuni, tra cui Bionaz, Perloz e Cogne, nei quali l'aggiudicatario del bando è tenuto a raggiungere almeno il 90 per cento della popolazione. La Regione non è stata coinvolta in questa scelta, credo al pari di qualsiasi altra Regione o Ente locale. Il nostro auspicio, essendo il problema sanitario collegato all'utilizzo di tali frequenze e apparati di carattere quantomeno nazionale, è che il MISE, nell'individuare le proprie scelte strategiche, si sia confrontato con i Ministeri della salute e dell'ambiente riguardo all'eventuale adeguamento dei limiti di emissione e la necessità di rivedere la normativa concernente le trasmissioni di banda millimetrica.» Riguardo alle azioni per contrastare i pericoli da elettrosmog, l'Assessore Chatrian ha affermato che «la Regione, in collaborazione con l'ARPA, mantiene un costante controllo dei livelli delle radiazioni elettromagnetiche generate dalle diverse fonti (elettrodotti, impianti radio, televisivi, trasmissioni dati) potenzialmente dannose per la salute umana. La nostra legge regionale (n. 25 del 2005) che disciplina l'installazione, la localizzazione e l'esercizio di stazioni radioelettriche e di strutture di radiotelecomunicazioni prevede, all'interno del procedimento autorizzativo, l'espressione del parere preventivo da parte dell'ARPA sul rispetto dei limiti. Il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, che mette in rete l'Istituto superiore per la protezione dell'ambiente e le ARPA, sta già affrontando il problema delle modalità per eseguire le stime previsionali e i monitoraggi sul territorio dei segnali 5G, sempre nel rispetto delle leggi di settore che sono in fase di emanazione a livello internazionale. L'Istituto superiore per la protezione dell'ambiente ha partecipato il 26 febbraio, a nome del sistema ARPA, a un'audizione della Commissione parlamentare competente proprio sul tema del 5G, volta alla definizione di tali modalità. Al momento dell'installazione di tali nuovi impianti sarà avviata una specifica campagna di monitoraggio del livello di emissioni di tali sistemi di trasmissione dati, proprio per verificare la presenza di eventuali esposizioni potenzialmente pericolose per la cittadinanza derivanti da radiazioni elettromagnetiche emesse da apparati 5G.» La Consigliere di ADU-VdA Daria Pulz ha replicato: «Noi crediamo che si debba cercare e trovare il punto di equilibrio tra le nuove tecnologie che ci espongono a danni per la salute umana. Non siamo contro il progresso, ma siamo per il principio di precauzione: finché non vi saranno certezze maggiori su questa nuova tecnologia, le cui conseguenze sulla salute sono allo studio del mondo scientifico, noi siamo per una Valle d'Aosta 5G free, almeno finché non vi saranno chiare evidenze scientifiche. Non possiamo affrontare questa questione in solitudine, che rischia di affogare la salute di tutti, ma dobbiamo prendere contatti con il Governo italiano per studiare normative che garantiscano la salute pubblica. La tecnologia 5G è ancora priva di sperimentazione.»
Lo stabile di Palazzo Cogne ad Aosta è tornato in discussione con la mozione depositata dal gruppo Lega VdA e poi emendata a seguito di una sospensione dei lavori su proposta dei Consiglieri Stefano Aggravi e Andrea Manfrin (Lega VdA), Luigi Vesan (M5S) e Stefano Ferrero (Mouv'). L'iniziativa è stata respinta con 21 astensioni (UV, UVP, ALPE, SA, GM, RC-AC, ADU-VdA) e 13 voti a favore (Lega VdA, M5S, Mouv'). La mozione intendeva impegnare il Governo regionale a provvedere ad una perizia definitiva sull'intero stabile di Palazzo Cogne al fine di valutare correttamente lo stato complessivo dei locali; ad identificare, in collaborazione con l'Amministrazione comunale di Aosta, ogni possibile soluzione per poter limitare i disagi ai fruitori, individuando quanto prima spazi alternativi in cui poter svolgere le attività il più possibile in prossimità dell'area di Palazzo Cogne e comunque siti in Aosta, tenuto conto della funzione sociale ed aggregativa svolta dalle attività operanti all'interno dell'edificio; ad avviare una procedura di bando per l'individuazione di soggetti interessati alla progettazione e riqualificazione dello stabile, che tenga conto dell'imprescindibile destinazione sociale dell'immobile. Come ha specificato in Aula il Consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA), si è reso necessario modificare il testo dell'iniziativa, la cui discussione è stata rinviata dalle scorse adunanze consiliari. «Con questa sintesi, si vuole rafforzare l'azione da parte del Governo regionale per trovare una soluzione definitiva dell'immobile e per ricollocare le attività in modo da non ledere alla loro funzione sociale. È una situazione che abbiamo ereditato e che vogliamo risolvere.»
L'Assessore alla sanità, Mauro Baccega ha ricostruito le ultime vicende legate allo stato dello stabile, «che hanno anche animato manifestazioni in città. Questo Palazzo è l'anima del quartiere Cogne, il centro dove si sono svolte attività ricreative e aggregative, è un luogo di ritrovo e di confronto. Lo sgombero intimato preoccupa e per trovare una soluzione si potrebbero tentare altre strade. Una proposta da valutare potrebbe essere quella di prevedere l'affidamento all'ARER della palazzina del quartiere Cogne, al fine di un recupero del fabbricato da destinare al CCS Cogne, mentre l'area dove trovavano posto le associazioni potrebbe essere riqualificata, nel tempo, con la realizzazione di appartamenti da assegnare esclusivamente ai disabili, atteso che il Contratto di Quartiere non ha previsto alloggi a sufficienza. La politica in questo caso può dare risposte e proprio per questo bisogna fare dei ragionamenti diversi, in un'ottica di concretezza. Mi assumo tutte le responsabilità di questa mia proposta e chiedo venia alla maggioranza per non averla condivisa prima, ma guardando il dossier mi è venuta dal cuore. Ho quindi proposto all'intero Consiglio un'ipotesi di lavoro sulla quale lavorare e mi spiace se qualcuno se ne è dispiaciuto.»
Anche la Consigliera Daria Pulz ha depositato un'iniziativa sulla questione: «Questo Palazzo serve l'associazionismo, la cultura e la solidarietà, offrendo degli spazi aggregativi reali di cui la nostra città e la nostra regione hanno fortemente bisogno. Inoltre, il Palazzo Cogne è uno stabile di pregio dal punto di vista storico che, se non ristrutturato, sarà destinato all'abbandono. Ci si chiede come mai la Regione non abbia realizzato le dovute manutenzioni in questi anni. Una nuova perizia ci sembra inutile oltre che dispendiosa: non siamo quindi d'accordo sulla proposta dei colleghi della Lega perché secondo noi basterebbe un'integrazione alla perizia già effettuata dall'ingegnere Pariset, che non ha rilevato problemi di staticità della struttura. Ecco perché abbiamo presentato una risoluzione volta anche a reperire spazi adeguati per le attività in corso e a voler pianificare gli interventi di messa in sicurezza e la tempistica per la sua riapertura.»
Il Consigliere Roberto Cognetta (Mouv'): «Durante la sospensione dei lavori, abbiamo lavorato ad un testo che fosse il più possibile condiviso; una volta tornati in Aula, l'Assessore Baccega ha tirato fuori dal cilindro una proposta di cui non sapevamo nulla. Mi chiedo se questo sia un atteggiamento serio. A che gioco sta giocando la maggioranza?»
Il Consigliere Aggravi si è quindi detto stupito: «Se anche su altre situazioni programmatiche le idee verranno gestite a livello di Consiglio, possiamo modificare il modello di esecutivo facendolo diventare un governo a 35.»
Il Vicecapogruppo dell'UV, Luca Bianchi, ha osservato che «c'è l'unanimità sulla valenza sociale del CCS Cogne e nessuno vuole chiuderlo. Dall'altra però dobbiamo fare i conti con una perizia che mette in discussione la sicurezza del Palazzo. Ad oggi, l'unica strada percorribile è quella di fare un'ulteriore perizia dell'intero fabbricato per dare delle risposte concrete, serie e vere a chi frequenta oggi il CCS Cogne.»
Il Capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis, ha rappresentato l'esigenza di acquisire la chiarezza definitiva sulla situazione strutturale dell'immobile: «Sono tanti i ragionamenti che si possono fare sulle destinazioni d'uso in caso di eventuale recupero, ma ogni valutazione deve essere obbligatoriamente preceduta dalla verifica preventiva delle condizioni di sicurezza. Non si può mettere il carro davanti ai buoi: occorre procedere ad una verifica definitiva, ad un accertamento che avvenga in tempi brevi, nel giro di qualche settimana, perché è questo passaggio che condiziona il futuro del Palazzo e dei suoi fruitori.»
Per il Consigliere del gruppo Misto Claudio Restano «l'obiettivo primario è di arrecare il minor disturbo agli utenti mantenendo le attività in città e non fermare l'attività del CCS Cogne. L'ulteriore accertamento proposto dal Governo è condivisibile e ci auguriamo che sia pronto a breve, limitando il disagio agli utenti.»
Il Consigliere dell'UVP Alessandro Nogara ha osservato che «quest'Aula deve fare delle valutazioni di tipo politico, che sono: far realizzare in tempi brevissimi l'integrazione della perizia e trovare dei nuovi locali per spostare provvisoriamente le attività del CCS Cogne. E ci auguriamo che con pochi lavori questa struttura possa essere riaperta.»
Anche il Capogruppo di RC-AC, Alberto Bertin, ha chiesto l'effettuazione immediata di una nuova perizia: «È falsa la notizia di un pericolo di crollo del Palazzo, che peraltro secondo la perizia effettuata non ha nemmeno delle criticità strutturali. Se tutte le attività verranno delocalizzate, se saranno sparpagliate in altre parti della città o in altri comuni, perderanno il loro importante ruolo sociale e di aggregazione. Con il rischio, la quasi certezza, che uno spostamento provvisorio diventerà definitivo. Interrompere le attività delle varie associazioni e procedere allo sgombero del palazzo si tradurrà in un abbandono dello stesso che, fra qualche anno, senza essere stato ristrutturato, sarà svenduto alla speculazione edilizia.»
L'Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha affermato: «Riconosciamo l'importante ruolo sociale del CCS Cogne per i cittadini e la città di Aosta. Quando si amministra, a volte bisogna anche fare delle scelte impopolari ma che sono assunzioni di responsabilità: non è una questione di essere buoni o cattivi. Prendiamo delle decisioni sulla base di dati tecnici che ci vengono prodotti e su questi dobbiamo decidere, pensando a tutti gli aspetti. Le responsabilità ci sono anche nel non fare: visto che la tematica è così importante bisogna valutare la possibilità di una eventuale ulteriore perizia, anche per chiarezza nei confronti dei cittadini che sono venuti a manifestare qui sotto.»
Per il Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, «va fugata l'affermazione secondo cui la politica sia un muro di gomma, perché si tratta di una questione prettamente tecnica. Il crollo degli intonaci è comunque un rischio da non sottovalutare. Tutti teniamo a quel Palazzo, tutti condividiamo i valori intrinseci, ma non possiamo essere approssimativi su un rischio. Procediamo rapidamente ad una perizia che metta un punto definitivo sulla questione strutturale; di pari passo, valutiamo soluzioni alternative per limitare i disagi dei fruitori. Ad oggi, questa è la risposta più seria che possiamo offrire ai cittadini e alle associazioni giustamente preoccupati.»
L'Assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha annunciato l'astensione della maggioranza sul nuovo testo di mozione presentato dai gruppi Lega VdA, M5S e Mouv', «in quanto due degli impegni proposti sono già stati avviati.» L'Assessore ha così ricordato che «ci siamo posti il problema di salvaguardare l'incolumità di coloro che utilizzano il Palazzo Cogne, di interloquire con il Comune di Aosta per trovare spazi e condividere un percorso con le associazioni ospitate. Ci siamo attivati al fine di sottoporre alle associazioni una serie di soluzioni: con cinque associazioni abbiamo identificato e chiuso un percorso che li porterà nei prossimi mesi a utilizzare e gestire una sala nel centro di Aosta; con altre due associazioni si è in predicato per la verifica di alcuni spazi sempre nel centro di Aosta, altre invece si sono organizzate in maniera autonoma. Si sono quindi fatti dei passi avanti. Con il CRAL Cogne, abbiamo delineato la volontà della Regione di identificare un percorso di recupero complessivo dell'edificio - che necessita di una programmazione che tenga conto dell'ubicazione e della poliedricità del Palazzo - nell'ottica di riposizionarlo al centro della vita socio-culturale e commerciale. Non bisogna nascondersi dietro un dito: una ristrutturazione di un Palazzo come questo non avverrà nello spazio di due mesi, ci vorrà tempo. Invece, dovrà essere tempestiva la realizzazione di una ulteriore verifica della struttura a complemento di quella già effettuata: è questo uno degli obiettivi che ci siamo posti. Ribadisco che la sicurezza degli utilizzatori e la ricerca e il sostegno alle associazioni per una soluzione alternativa sono la strada da seguire nell'immediato, nell'attesa di trovare modalità e risorse per ridare dignità all'immobile e restituire alla collettività uno stabile di grande pregio storico.»
È stata contestualmente respinta con 31 astensioni (UV, UVP, ALPE, SA, GM, Lega VdA, M5S, Mouv') e 3 voti favorevoli (ADU-VdA e RC-AC) una risoluzione depositata dalla Consigliera Daria Pulz (ADU-VdA), volta ad impegnare la Giunta regionale a pianificare rigorosamente gli interventi di messa in sicurezza e la tempistica per la riapertura «dopo aver stabilito, con un impegno politico formale, una percentuale degli spazi di Palazzo Cogne, una volta recuperati, vincolata agli usi socio/sportivi/culturali almeno pari agli attuali, tenuto conto che sul prestigioso immobile grava un vincolo di destinazione d'uso a servizi culturale regionale previsto dal piano regolatore vigente.»
È stata poi ritirata dai proponenti del gruppo Lega VdA la mozione volta a sollecitare l'adozione di provvedimenti per prevenire e contrastare l'uso della cannabis a fronte dell'impegno assunto dall'Assessore alla sanità Baccega e dal Presidente della quinta Commissione "Servizi sociali" Luca Bianchi di approfondire l'argomento in Commissione.
Au cours de sa séance du 20 mars 2019, le Conseil a nommé les Conseillers Jean-Claude Daudry et Giovanni Barocco, pour la majorité, et le Conseiller Roberto Luboz représentant l'opposition, en tant que commissaires aux comptes chargés du contrôle du bilan 2018 de la Région autonome Vallée d'Aoste. D'après l'article 115 du Règlement intérieur de l'Assemblée, les commissaires sont choisis parmi les Conseillers régionaux qui n'ont pas fait partie du Gouvernement dans l'année financière pour laquelle ils sont nommés, et qui ne sont pas conjoints ou apparentés jusqu'au quatrième degré (d'après le Code civil) avec le trésorier régional et avec les membres du Gouvernement régional qui ont participé à la gestion à laquelle le bilan se rapporte.


 


Giovedì 21 marzo, con 18 voti a favore (UV, UVP, ALPE, SA, GM, ADU-VdA) e 14 astensioni (Lega VdA, M5S, Mouv', RC-AC), il Consiglio Valle ha approvato un disegno di legge che modifica la legge di stabilità regionale per il triennio 2019-2021 (l.r. n. 12/2018) e che contiene altre disposizioni urgenti. Il provvedimento, inizialmente depositato dalla Giunta il 16 gennaio, è stato rielaborato nel corso della discussione in seconda Commissione consiliare, la quale ha predisposto un nuovo testo che è stato illustrato all'Aula dal Presidente Pierluigi Marquis (SA): «L'intervento normativo si è reso necessario per correggere un errore materiale contenuto nell'articolo 6, laddove si disciplina il limite della spesa per le assunzioni a tempo indeterminato per il 2019. L'articolo 1 prevede quindi che il limite della spesa per tali assunzioni da parte dell'Amministrazione regionale e degli Enti locali sia individuato con riferimento alla spesa corrispondente alle unità di personale cessate dal servizio nel 2018 e introduce anche per la Regione, come già avviene per gli Enti locali, il riferimento per quelle che cesseranno dal servizio nel 2019, con conseguente ampliamento delle facoltà assunzionali. Nel corso dell'esame in Commissione - ha aggiunto Marquis -, sono stati introdotti ulteriori emendamenti. Il primo concerne il differimento del termine di durata in essere delle particolari posizioni organizzative fino al 30 giugno 2019; gli altri, accogliendo alcune proposte del Consiglio permanente degli Enti locali, riguardano le facoltà assunzionali degli Enti locali nel 2019 e nel triennio 2019-2021.»
Il Capogruppo dell'UVP, Jean-Claude Daudry, ha osservato: «Un piccolo refuso ha dato la possibilità di audire i rappresentanti degli Enti locali e adottare misure che, seppur di portata limitata, sono importanti per chi opera sul territorio. I Comuni sono il tassello più importante della nostra autonomia, sono a servizio dei cittadini; a maggior ragione, la possibilità di disporre di un numero congruo di persone all'interno delle piante organiche è fondamentale. Non dimentichiamo che, accanto al rapporto tra cittadini e amministratori, quello tra cittadini e dipendenti comunali concorre a fornire le risposte più efficaci e ad alimentare lo spirito di comunità.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha precisato: «Queste modifiche sono importanti, ma parziali, in attesa della revisione organica generale della disciplina sul pubblico impiego che, mi auguro, ci troverà a breve a lavorare in maniera condivisa.»
Il Consigliere Stefano Aggravi ha motivato il voto di astensione del gruppo Lega VdA, «in linea con la posizione assunta già in Commissione. Ci aspetta un approfondimento della tematica dei concorsi, del fabbisogno di risorse per gli Enti locali. Un lavoro che potrà sfociare in una proposta più coesa e articolata per rispondere alle necessità anche dei Comuni più piccoli, ma soprattutto mantenere l'equilibrio di spesa complessivo, atteso che le uscite sono sempre tante, ma le risorse al bilancio restano limitate.»
Il Vicecapogruppo UV, Luca Bianchi, ringraziando il CPEL «per il lavoro svolto in pochissimi giorni», ha rimarcato: «È un argomento estremamente rilevante, con questa modifica non diamo una risposta a 360 gradi, ma intendiamo procedere ai dovuti approfondimenti normativi. Voteremo questo provvedimento e continueremo il lavoro sulla disciplina dei concorsi e della mobilità.»
Il Consiglio Valle ha poi approvato all'unanimità una proposta di legge che contiene ulteriori misure di prevenzione e contrasto alla ludopatia (modificazioni alla l.r. 14/2015). Il testo, inizialmente depositato dai gruppi UV e UVP, è stato poi riformulato dalla quinta Commissione consiliare a seguito di un articolato dibattito. La nuova proposta emenda le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto della dipendenza da gioco d'azzardo introdotte con la legge regionale n. 14 del 2015, specificando l'elenco dei luoghi sensibili dai quali devono distare le apparecchiature per il gioco. Sono inoltre stabilite le fasce di apertura al pubblico delle sale da gioco, prevedendo un orario massimo di due ore intervallato da pause (10-12; 14-16; 18-20; 22-24).
Il Consigliere dell'UV Augusto Rollandin, nell'illustrare all'Aula la proposta di legge, ha evidenziato: «L'addiction au jeu de hasard est un phénomène dont la gravité est désormais incontestable et sous les yeux de tout le monde. La cause principale est la grande prolifération des occasions de s'adonner légalement aux jeux de hasard: dans les cafés, les bureaux de tabacs, les salles de jeux. Depuis 2015, quand la loi régionale n. 14 a été approuvée et a introduit les premières mesures régionales visant à prévenir, à combattre et traiter l'addiction au jeu de hasard, les données statistiques fournies par le Service des dépendances pathologiques de l'USL valdôtaine font état d'une réduction du nombre de personnes souffrant de cette addiction. Notre objectif principal est celui de limiter la dissémination des machines "pique-sous" et de les concentrer dans les aires opportunément éloignée des lieux fréquentés par les personnes les plus vulnérables aux charmes du jeu, telles que les jeunes, les personnes âgées et celles en difficulté économique. C'est dans cette optique qu'en 2018, le Conseil de la Vallée a approuvé à l'unanimité la loi n. 10 qui a anticipé au 1er janvier et au 1er juin 2019 les délais d'application de certaines mesures prévues par la loi de 2015. Il est notamment question de l'interdiction d'ouvrir et d'exploiter des espaces de jeu à proximité des "endroits sensibles" tels que les établissements scolaires, les ludothèques, les structures d'assistance sociale et les centres culturels, sportifs ou récréatifs. Con la proposta di oggi - ha aggiunto il Consigliere Rollandin - abbiamo incrementato l'elenco dei luoghi sensibili, inserendovi anche le banche, gli sportelli bancomat, i luoghi di culto e i negozi "compro oro". Per garantire l'esatta e uniforme applicazione della legge su tutto il territorio regionale, inoltre, abbiamo voluto precisare i criteri di individuazione di tali luoghi e le modalità di tracciatura delle circostanti aree di interdizione. Un'altra misura, che riteniamo particolarmente innovativa, consiste nell'individuazione di precise limitazioni temporali all'utilizzo delle slot machines. Dal punto di vista della legittimità costituzionale, le misure previste rientrano nell'ambito delle nostre competenze legislative in materia di sanità e politiche sociali e appaiono coerenti con l'esigenza di salvaguardare sia il diritto di iniziativa economica sia i principi europei di libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi. Un provvedimento, quindi, che noi consideriamo necessario e proporzionato rispetto alla gravità del fenomeno e che riteniamo possa porre un freno al dilagare dell'offerta di gioco d'azzardo lecito, senza tuttavia determinare un "effetto espulsivo" tale da pregiudicare in modo irragionevole i legittimi interessi degli esercenti e degli imprenditori valdostani del settore.»
Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha espresso «grande soddisfazione per un testo di assoluto valore, un testo patrimonio di tutto il Consiglio. È un passo davvero importante nella lotta contro il gioco d'azzardo patologico. Queste modifiche, elaborate a tutela delle fasce più deboli da una piaga sociale, presentano fondamentali innovazioni, hanno comportato un lavoro poderoso, tanto che oggi sono davvero orgoglioso di poter presentare questa nuova norma in Aula.»
La Consigliere del M5S Maria Luisa Russo ha evidenziato «l'esigenza che a queste importanti modifiche normative siano affiancate iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione dei cittadini, ma anche di formazione dei gestori di sale da gioco e attività commerciali, oltre che dei docenti. Occorre puntare a definire una cornice giuridica che formalizzi la sinergia che deve essere instaurata tra le diverse Istituzioni per la presa in carico del soggetto ludopatico. Troppi cittadini anche in Valle d'Aosta sono vittime del gioco d'azzardo patologico e abbassare questo numero significa anche abbassare i costi della sanità e dell'economia valdostana. Dovremo essere molto attenti e motivati a controllare l'applicazione di questa norma, valutando quanto avrà influito su questo fenomeno.»
Per la Consigliere di ADU-VdA Daria Pulz, «se si riconosce la giusta centralità al Consiglio, questo può lavorare egregiamente sui singoli provvedimenti da adottare. Il confronto che si è sviluppato in quinta Commissione consiliare su questo testo è stato finalmente nell'interesse generale. Non era facile, perché il tema è delicato sia per le lobby dell'azzardo sia per il rischio di infiltrazioni mafiose. Queste modifiche integrano il positivo lavoro già realizzato nelle passate Legislature. Il compito della Regione non si esaurisce qui: ora bisogna vigilare affinché le regole siano rispettate, garantendo ai Comuni le necessarie risorse finanziarie e umane. Inoltre, la Regione dovrà potenziare gli interventi previsti dalla normativa attraverso la formazione e la comunicazione volte al contrasto della "cultura" dell'azzardo. Bisognerà lavorare con più impegno su questi due ultimi punti, assicurando parimenti le risorse adeguate al SerD. Non basta infatti fare delle buone leggi, servono le gambe per farle camminare.»
Il Capogruppo di SA, Pierluigi Marquis, ha affermato: «Tutti hanno affrontato l'iter legislativo con passione, impegno e onestà intellettuale, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito. Un tema che tocca la sfera individuale della persona, incide sulla famiglia e si riverbera sulla società in generale. Il lavoro svolto in Commissione rappresenta una modalità esemplare di come bisogna procedere quando si affronta un percorso legislativo: ascoltare i soggetti interessati e confrontarsi per addivenire ad un testo che sia condiviso. Ritengo di grande importanza l'introduzione di ulteriori luoghi sensibili dai quali distanziare l'insediamento degli spazi per il gioco e della limitazione oraria del gioco che potrà contribuire positivamente a combattere questo fenomeno pericoloso. Questa è una proposta di estremo interesse che votiamo convintamente.»
La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha evidenziato: «Il primo intervento normativo è del 2015 e dopo quattro anni, per due volte in pochi mesi, il Consiglio legifera ulteriormente, ma con finalità più stringenti: il pensiero è evoluto, si è avuto modo di approfondire l'entità e la gravità del fenomeno, giungendo alla conclusione di dover intervenire con maggiore incisività per interrompere certi meccanismi, con una visione d'insieme sul territorio regionale. Capiamo le riserve del mondo imprenditoriale, ma stiamo parlando di un fenomeno pervasivo che va contrastato in ogni modo. Vanno certamente incrementate le attività di sensibilizzazione e di prevenzione, in particolare per i giovani e i giovanissimi.»
Il Presidente della quinta Commissione, Luca Bianchi (UV) ha ringraziato «tutti i Commissari, che hanno lavorato coralmente su una tematica sentita, così come tutti gli attori coinvolti, dagli uffici regionali ai soggetti auditi, con cui si è sempre discusso in maniera costruttiva, nonostante le opinioni diverse. Con questa norma diamo una risposta concreta al contrasto di questo fenomeno, regolamentando in maniera definitiva diversi aspetti problematici. Auspico che anche su altre leggi si possa lavorare in questa maniera.»
Per la Consigliere di RC-AC Chiara Minelli, «benché appena presentato il testo avesse suscitato alcune perplessità per la sua forma molto scarna, ci siamo presto resi conto che tutti i Consiglieri volevano affrontare in modo robusto il problema della ludopatia. Il legislatore ha il dovere in primis di tutelare la salute dei cittadini e di salvaguardare le categorie più deboli: oggi, la Valle d'Aosta avrà una legge tra le più serie e le più severe di tutto il territorio italiano. Il gioco d'azzardo è una delle più fiorenti attività delle associazioni criminali e considerato che questa legge sia approvata oggi, 21 marzo, giornata contro le mafie, ci permette di dire che è nata sotto una buona stella.»
Il Consigliere dell'UV Giovanni Barocco ha evidenziato che «il cammino di questa legge prosegue ora con la sua attuazione pratica. Sarà necessaria la collaborazione dei Comuni, il cui personale sarà il perno per l'applicazione delle misure che vi sono contenute. Ai vigili urbani vengono chieste sempre maggiori competenze, c'è quindi la necessità di affiancare la giusta formazione, la fornitura di adeguati mezzi e cominciare a ragionare sugli ambiti territoriali di competenza.»
Il Consigliere Claudio Restano (GM) ha ringraziato i colleghi e gli uffici che si sono impegnati nella redazione della norma e ha significato «l'impegno profuso anche nella scorsa Legislatura su questa tematica, in particolare dalla collega Carmela Fontana, promotrice della prima legge su questa tematica.»
L'Assessore alla sanità Mauro Baccega ha espresso «la soddisfazione di tutto il Governo regionale per questo percorso condiviso che ha portato ad una soluzione importante. Dobbiamo promuovere buoni e sani stili di vita: il nostro obiettivo è quello di contrastare tutte le forme di patologia devianti. Ringrazio la Commissione e i Consiglieri che, pur non facendo parte della Commissione, hanno dato un contributo per l'elaborazione di questo provvedimento, che è un primo passo fondamentale. Quello che preoccupa di più sono i 120 milioni di euro spesi dai valdostani per questo fenomeno e che il 65% sia speso attraverso le slots. Ora abbiamo bisogno di costruire intorno a questa legge una serie di percorsi che alimentino una buona comunicazione per una buona prevenzione: ho quindi deciso di ripristinare il sevizio SOS gioco d'azzardo all'interno del SerD al fine di dare la corretta informazione per la corretta applicazione di questo provvedimento.»
L'Assessore Laurent Viérin ha rimarcato: «Fortunatamente, spesso le vedute distinte tra le varie forze politiche su temi di envergure particolare sanno trovare una sintesi. Gli incontri con le associazioni, in questi anni, sono sfociati nella realizzazione di progetti - attraverso ad esempio bandi regionali - per arginare un problema davvero impressionante. Le azioni poste in essere in questi ultimi anni sono state sinergiche, nel tempo la comunità e le realtà imprenditoriali sono state accompagnate. La Valle d'Aosta dà un segnale molto positivo, al di là dell'aspetto normativo, anche oltre i propri confini, pur consci dell'esistenza di lobby traversali di indotto legato al gioco e del fatto che l'azzardopatia non è l'unica piaga.»
Il Vicecapogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha osservato che «fin dalle prime riunioni in Commissione, la maggioranza si è resa disponibile all'integrazione del testo originale, ad ascoltare le proposte della minoranza e voglio fare un plauso ai colleghi e al Presidente della Commissione per aver accolto una integrale modificazione del testo originale. Pur rappresentando una pietra miliare, non bisogna dimenticare che è solo un punto all'interno di un percorso: ora questa legge avrà bisogno di essere applicata. Confidiamo che dopo il buon lavoro del Consiglio, segua altrettanto impegno da parte dell'Esecutivo per il controllo del territorio e l'applicazione delle misure che stiamo adottando. Speriamo che questo Consiglio intenda proseguire sulla strada per limitare anche le scommesse sportive e il gratta e vinci.»
Il Capogruppo dell'UVP, Jean-Claude Daudry, ha invitato «a guardare al futuro per porre attenzione alle dinamiche di diffusione di questa piaga: non dobbiamo fermarci qui con questo voto. Andiamo in contrasto con l'attività dei gestori, ma come rappresentanti del territorio noi dobbiamo tenere alta l'attenzione sulla nostra comunità: se c'è un baro in questa lotta è anche lo Stato, che deve attingere ai proventi di questa attività per chiudere i propri bilanci e spesso ci mette in difficoltà nell'agire nella maniera ottimale, in quanto non emana delle direttive precise ed esaustive sulla lotta alla ludopatia alle quali collegarci per legiferare al meglio. »
Il Consigliere Roberto Cognetta ha annunciato il voto favorevole del Mouv': «Mi sono battuto fortemente già per l'approvazione della legge Fontana e oggi approviamo un testo ancora migliore. Il merito va soprattutto a chi ha fatto ragionamenti e ha cambiato parere. Penso che continuando a insistere sulle buone idee e superando posizioni personali e di partito si possano ottenere risultati particolarmente positivi come questo.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha evidenziato che «il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, approvando questa legge, sta dando un segnale importante a tutta la comunità, con una posizione chiara e precisa. Il Governo non farà finta di nulla e porterà avanti le azioni esecutive di questo atto.»
Il Consiglio Valle ha approvato, con 32 voti a favore e l'astensione di ADU-VDA, una proposta di legge che contiene disposizioni in materia di Garante per l'infanzia e l'adolescenza (modificazioni alla norma regionale n. 17/2001 in materia di funzionamento dell'Ufficio di Difensore civico). Il testo, presentato dai gruppi consiliari dai gruppi ALPE, Mouv', UV, RC-AC, UVP, Lega VdA, Misto e SA il 24 gennaio scorso, si compone di due articoli volti a attribuire le funzioni di Garante per l'infanzia e l'adolescenza al Difensore civico della Valle d'Aosta, a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 112 del 2011 che ha istituito l'Autorità garante in questa materia. Al Difensore civico spettano quindi i compiti di promuovere una cultura dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nell'ambito dei diritti umani, raccomandare azioni legislative e vigilare sulla tutela dei diritti dei minori, anche non cittadini italiani in conformità con quanto previsto dalle convenzioni internazionali e dalle disposizioni statali e regionali, promuovere i bisogni collettivi a livello familiare, scolastico, formativo, urbano, ambientale, sociale, economico e in relazione alle nuove tecnologie e ai fenomeni migratori.
La Consigliere di ALPE Patrizia Morelli, relatrice del provvedimento, ha sottolineato che «sulla scorta delle esperienze maturate in altre Regioni e Province autonome che hanno adottato analogo provvedimento, si è individuata la figura del Difensore civico quale organo cui attribuire compiti in qualità di Garante per l'infanzia e l'adolescenza. Il Difensore civico garantisce infatti i requisiti di indipendenza e libertà nell'esercizio delle proprie funzioni; nello stesso tempo le modalità di elezione dello stesso, i casi di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza rispondono ai principi stabiliti a livello statale per l'Autorità garante. Inoltre, questa scelta razionalizza l'impatto finanziario, evitando l'istituzione di un nuovo ufficio e valorizzando in modo ottimale la struttura esistente che fa capo al Difensore civico e che sarà opportunamente implementata. Esprimo soddisfazione - ha concluso la Consigliera Morelli - per la partecipazione dimostrata da tutti quei gruppi consiliari che hanno voluto sottoscrivere la legge, ma anche nel M5S che ha comunque contribuito alla stesura di questa legge, che purtroppo giunge in ritardo rispetto ad altre Regioni, ma che riteniamo possa rappresentare la soluzione adatta alla piccola Valle d'Aosta. Sarà necessario nel prosieguo mantenere alta l'attenzione al fine di verificare l'adeguatezza nell'applicazione. Tengo inoltre a ringraziare il Difensore civico, Enrico Formento Dojot, per la disponibilità e la proficua collaborazione.»
Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin ha osservato: «Questa norma rappresenta un traguardo importante per la tutela dei minori, sanando un vulnus normativo nella nostra regione. Questa figura di Garante, per la sua unicità per tipologia di compiti e per la molteplicità di incarichi in aggiunta a quelli già propri del Difensore civico, dovrà avere tutto il supporto necessario, così come da monitorare saranno le molteplici sfaccettature delle azioni che saranno poste in essere. La pratica ci aiuterà a capire le reali esigenze, i campi di azione e i soggetti interessati. Questa legge è un'ottima base di partenza, che tuttavia necessita di dovuti controlli e supporti.»
L'Assessore all'istruzione, Chantal Certan, ha riferito: «È una legge semplice ma di grande importanza. Pur nel ritardo della sua approvazione - tanto che il tribunale dei minori di Torino ce l'aveva espressamente richiesta - non sono mancati attenzione e riguardo a queste fasce di popolazione. La tutela dei diritti dell'infanzia e degli adolescenti deve avere un'attenzione prioritaria; in quanto amministratori, ma anche in quanto cittadini, dobbiamo averla a cuore. Dati i nostri piccoli numeri, è stato opportuno incardinare questo incarico nell'attività del Difensore civico, che si è immediatamente dimostrato collaborativo e disponibile, oltre che competente. Il futuro ci saprà dare i risultati dell'applicazione di questa legge, ma è stato importante legiferare in questo senso. Lavoreremo in stretta sinergia con gli altri Assessorati, vista la trasversalità della tematica.»
La Consigliere del M5S Maria Luisa Russo, pur annunciando il voto favorevole del suo gruppo, ha sottolineato che «identificare il ruolo di Garante per l'infanzia e l'adolescenza con il Difensore civico è limitante. Il Garante, infatti, dovrebbe essere promotore attivo di un cambiamento nella promozione dei diritti dei minori oltre che di riflessione con proposte concrete verso il territorio. Il M5S voterà ovviamente a favore perché finalmente la Valle d'Aosta si allinea alla normativa nazionale e finalmente i minori avranno una figura di garanzia dei loro diritti: si tratta, però, di una figura che non lavorerà a tempo pieno ma a tempo parziale e limitato. Abbiamo perso l'occasione per spiccare il volo verso l'apertura di ulteriori percorsi reali di difesa dei diritti dei minori di cui parliamo in ogni Consiglio.»
La Consigliere di ADU-VdA, Daria Pulz, ha manifestato scetticismo: «In altre regioni le due figure non coincidono, per non oberare il Difensore civico e per potersi avvalere di una persona competente anche in campo psicologico, pedagogico, filosofico e non solo giuridico. Questa nuova funzione del Difensore civico e Garante dell'infanzia e dell'adolescenza non può non avere un impatto significativo sul primo. È una soluzione riduttiva che rischia di mortificare i diritti sociali dei minori. La logica del risparmio è importante in molti contesti, ma non in questo, perché si va ad investire 10 mila euro sulla pelle di ragazzi già in difficoltà. Non capisco poi perché si parli di implementazione degli uffici del Difensore civico, quando sappiamo già che ciò non avverrà. Mi chiedo come egli potrà fare tutto: si è ipotizzata la creazione di una rete tra i servizi che sono coinvolti, ma sono state anche messe in luce le grandi difficoltà di funzionamento di tale rete. Temo di trovarmi di fronte a grandi proclami privi di gambe. Il nostro voto sarà dunque di astensione.»
Il Capogruppo di RC-AC, Alberto Bertin, ha parlato di «lunga gestazione di questa legge e purtroppo siamo in ritardo rispetto alle altre Regioni. Il Difensore civico sarà supportato da tutte le strutture dell'Amministrazione per svolgere questa importante funzione. Questa è una prima risposta che andava data, e in fretta. Nulla ci impedirà nei prossimi anni di intervenire per migliorare questa legge.»
Per il Capogruppo di UVP, Jean-Claude Daudry, «oggi siamo tutti soddisfatti nel mettere il suggello su di un'attività che, in passato, è comunque stata svolta dalle strutture regionali deputate. Come sottolineato in audizione dal Difensore civico e dalla Dirigente Scaglia, in un contesto come il nostro, l'ufficio di Difesa civica è in grado di dare le risposte appropriate anche assumendo le importanti competenze di Garante dell'infanzia e dell'adolescenza. Il Difensore civico ha manifestato ferma convinzione nell'accogliere queste nuove competenze e ha detto che lo farà lavorando in rete con gli altri servizi. Non appena avremo una casistica come Consiglio Valle saremo in grado di valutare se questa legge andrà migliorata, ampliata o confermata.»
La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha aggiunto: «In questa fase, questa proposta rappresenta la soluzione più adeguata e non ne sminuirei la portata. Non partirei su di un pregiudizio nei confronti dell'attribuzione al Difensore civico della funzione ulteriore di Garante.»
Il Consigliere Augusto Rollandin ha annunciato il voto favorevole dell'UV: «Certamente il carico di lavoro che aspetta il Difensore civico non sarà indifferente, ma non partiamo da zero, ci sono già strutture cui appoggiarsi. In effetti, il significato della legge va nella logica di coordinare meglio ciò che il territorio propone. Altrimenti, l'impegno di spesa sarebbe stato maggiore. L'infanzia e l'adolescenza non sono settori abbandonati, possiamo solo migliorare. Dall'applicazione pratica di questa norma potremo capire gli eventuali punti da rafforzare, ad esempio a livello di personale.»
L'Assemblea regionale ha approvato all'unanimità una mozione del gruppo ADU-VdA in merito alla gestione dei materiali in plastica monouso nelle feste e sagre. Il testo è stato emendato in Aula su proposta del Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, trovando l'accordo tanto del proponente, la Consigliera Daria Pulz, quanto dell'Assessore all'ambiente, Albert Chatrian, che ha ritenuto di accogliere la mozione «in quanto, così come emendata, contribuisce a consolidare il percorso già intrapreso dall'Amministrazione regionale per prevenire la produzione di rifiuti in plastica.»
Il testo impegna la Giunta regionale a porre rimedio alle incongruenze del sistema disponendo al più presto alcune azioni, tra cui togliere ogni limitazione alla raccolta di contenitori e stoviglie compostabili con i rifiuti organici prodotti nelle sagre; imporre l'eliminazione della plastica monouso dalle manifestazioni che vogliono fregiarsi dell'appellativo di Ecolo-Fêtes; incentivare l'organizzazione delle Ecolo-Fêtes fornendo in modo gratuito il servizio di raccolta rifiuti. «Su tali questioni - così come spiegato dalla Consigliera Daria Pulz nella sua illustrazione - non penso affatto che la Valle d'Aosta sia all'anno zero, anche perché, se così fosse, la situazione sarebbe davvero preoccupante. Invece ritengo che si stia intraprendendo la strada giusta e che sia opportuno che il Consiglio si esprima nuovamente per incentivare e rafforzare le buone pratiche.»
Altre due mozioni sono state ritirate.
La prima è stata presentata dal gruppo Lega Vallée d'Aoste a proposito della riattivazione da parte della Finaosta Spa degli interventi di "mutuo consolidamento" a favore di micro, piccole e medie imprese. Come spiegato nell'illustrazione dal Consigliere Stefano Aggravi, il testo voleva identificare, tramite Finaosta Spa, le opportune modalità di riapertura dell'iniziativa in termini di dotazione finanziaria con l'obiettivo sia di poter dar corso alle erogazioni delle pratiche ad oggi inevase sia di poter soddisfare le future richieste ad oggi stimate. L'Assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha chiesto il ritiro della mozione, «in quanto l'iniziativa è stata analizzata già a partire da fine gennaio e valutata con un confronto aperto ai Consorzi fidi, alla Chambre e alle associazioni di categoria oltre a Finaosta, definendo a inizio marzo i dettagli e stabilendo il mantenimento di un tasso dell'1%, ad oggi ancor più interessante che nel passato stante i tassi di interesse in crescita sul sistema creditizio. Il CdA di Finaosta ha già approvato una dotazione finanziaria di 12 milioni di euro e le decisioni saranno comunicate a breve agli imprenditori.» L'Assessore ha poi ricordato che «l'iniziativa era stata avviata nel 2018, con l'allora Presidente Viérin e la sinergia degli attori economici, con l'obiettivo di dare una boccata di ossigeno alle aziende che avevano contratto mutui nei momenti meno propizi, con una messa a disposizione di 10 milioni di euro da parte di Finaosta, che hanno dato risposta a 83 imprese che avevano necessità importanti. Abbiamo quindi voluto proseguire in questa direzione.»
L'istruzione è stata l'oggetto dell'altra mozione ritirata e depositata dal Movimento 5 Stelle, volta all'inserimento delle scuole valdostane in due portali nazionali: "Scuola in chiaro" del Ministero dell'istruzione e "Eduscopio.it" della Fondazione Agnelli. Nell'illustrazione, la Consigliere Maria Luisa Russo ha puntualizzato che si tratta di strumenti utili a garantire a studenti e famiglie informazioni precise e dettagliate sull'offerta della scuola, oltre che per continuare ad investire sulla qualità dell'offerta formativa. L'Assessore all'istruzione, Chantal Certan, ha accolto favorevolmente la sollecitazione riguardo ai portali, ricordando che la Valle d'Aosta ha un proprio sistema gestionale e, in virtù del fatto che l'inquadramento dei docenti e dirigenti è nel personale scolastico regionale, tutti i dati sono contenuti nella SREV. Ha quindi chiesto tempo impegnandosi a fare delle valutazioni sia per verificare i dati a disposizione, sia per condividere un eventuale percorso con le scuole che hanno una loro autonomia.
L'Aula ha respinto, con votazione segreta (16 voti a favore, 15 contrari e 3 astensioni), una mozione presentata dal gruppo RC-AC per invitare il Consigliere Augusto Rollandin a rassegnare le dimissioni dalla carica di vicepresidente del Consiglio regionale. Il provvedimento è stato illustrato dal Capogruppo Alberto Bertin, che ha spiegato «come sia inopportuno che a rappresentare le Istituzioni, e quindi anche l'Ufficio di Presidenza del Consiglio, sia una persona il cui nominativo compare diverse volte nelle carte dell'inchiesta Geenna sulla presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta. Vogliamo salvaguardare il ruolo delle Istituzioni valdostane, lasciandole fuori da questi fatti. È una questione di rapporto tra etica e politica.»
La Consigliere di RC-AC Chiara Minelli ha aggiunto: «Ci è sembrato un atto doveroso, anche se speravamo di non doverne discutere in quest'Aula perché è imbarazzante. Ci sembrava ragionevole che un piccolo gesto da parte del Consigliere Rollandin fosse fatto: se si ha rispetto per le Istituzioni, questo sarebbe un atto opportuno e necessario, perché il Presidente e i Vicepresidenti rappresentano tutto il Consiglio e non solo il loro gruppo, i loro movimenti e i loro elettori. Oggi ribadiamo il nostro invito al Consigliere a dimettersi da Vicepresidente. Un invito che è formulato senza alcuna volontà di strumentalizzazione, ma solo per il profondo senso etico cui sono autenticamente ancorata.»
Le Conseiller Roberto Luboz ha ricordato che «sono trascorsi due mesi dall'accusa di 'ndrangheta che si è infiltrata nell'amministrazione attraverso esponenti di questa maggioranza» e si è chiesto: «Dove stiamo andando? Abbiamo vissuto su di un sistema fondato su di una ricchezza diffusa, ma che non ha saputo creare ricchezza durevole. Inoltre le tre lettere di "patronage" di cui siamo venuti a conoscenza la scorsa settimana, sono la dimostrazione di come la gestione delle risorse pubbliche si sia confusa con una gestione personalistica. Niente di personale contro Rollandin, ma le sue dimissioni sono improcrastinabili.» 
Per la Consigliere Daria Pulz (ADU-VdA), «si tratta di una questione politica, ma questa mozione punta ad ottenere altro, a trasformare quest'Aula in un tribunale per punire l'uomo cattivo con tanti adepti. Non solo, vuole andare oltre la legge Severino. Rollandin resterebbe Consigliere, ma con lo stigma del tribunale del popolo. Le motivazioni della mozione sono fuorvianti e pure sbagliate. Dobbiamo avere pazienza, attendere il termine dell'indagine e intanto adempiere al nostro compito: esercitare la democrazia. I valdostani devono poter dire la loro, ma per il tramite delle elezioni, evidentemente temute dai colleghi di RC-AC.»
Il Vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle, Luigi Vesan, ha osservato: «Capiamo che sia difficilissimo fare un passo indietro per un personaggio come Rollandin, che vanta venticinque anni di carriera politica. Eppure è arrivato il momento di ridare dignità a quest'Aula, rinunciando ad un incarico di vertice alla Presidenza dell'Assemblea per affrontare i variegati procedimenti giudiziari che lo coinvolgono da Consigliere semplice. Appoggiamo questa mozione, auspicando di riuscire a far compiere a Rollandin il primo passo indietro della sua lunga e variegata carriera.»
Il Capogruppo di Mouv', Stefano Ferrero, ha chiesto ai Consiglieri: «Non vi aspetterete mica le dimissioni di Rollandin? Anche se il Presidente coreano puntasse la bomba atomica sulla Valle, lui rimarrebbe cristallizzato e mummificato lì dov'è, senza fare la minima piega. Pur nella consapevolezza che questo rimane un atto formale e che non avrà gli effetti auspicati, ovviamente voteremo a favore di questa iniziativa. Noi siamo convinti che esista una mafia locale, accanto a quella calabrese, di cui nessuno vuole parlare, che ha inquinato il tessuto economico, sociale e politico valdostano: c'è un grande percorso da fare che passa innanzitutto dall'autocritica e dal riconoscimento di questo fatto.»
La Conseiller Patrizia Morelli (ALPE) a reconnu aux collègues Bertin et Minelli «d'avoir voulu soulever dans cette Salle le problème de la sauvegarde des Institutions valdôtaines. C'est un thème, celui de la morale, qui indépendamment du résultat de la votation de la motion, reste ouvert et qui doit être débattu à l'intérieur des mouvements et de la politique. Les motivations qui nous ont porté à quitter l'Union Valdôtaine ont trait à des phases politiques fortement caractérisées par la présence forte du Vice-Président Rollandin, qui a conditionné la politique pendant des décennies avec des méthodes que nous n'avons pas partagées.» Ha poi aggiunto: «Ci sono però dei criteri oggettivi, ossia delle leggi che normano il diritto all'elezione e la permanenza nelle Istituzioni; ci sono poi criteri soggettivi che attengono alla facoltà di valutare l'opportunità di continuare a ricoprire una carica istituzionale in un momento particolare come quello che stiamo vivendo con l'inchiesta Geenna. Sono scelte non facili, che vanno rimesse alla volontà e alla responsabilità delle singole persone. Da parte nostra, vorremmo concludere con le parole di Mario Andrione che in una situazione analoga disse con molta serenità e determinazione: "gardons la tête froide".»
Il Capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis, ha sostenuto: «La politica non deve andare oltre al dato oggettivo, rischiando di sfociare in conclusioni premature. Sono contrario alla spettacolarizzazione, alla speculazione, a far diventare la giustizia il tema identitario di un movimento per creare consenso. Bisogna rispettare le persone e quest'Aula non deve entrare nel merito di questioni dipendenti dalla sensibilità soggettiva di ogni individuo e da rimettere alla valutazione personale. La giustizia deve fare il suo corso, i provvedimenti vanno presi solo una volta accertate le responsabilità.»
Il Capogruppo dell'UVP, Jean-Claude Daudry, ha sostenuto che «la questione va ricondotta a quello che è stato l'approccio di quest'Aula rispetto a questi temi, che non deve essere trasformata in un'aula di tribunale. Noi non sosterremo questa mozione, ma ci auguriamo e lavoreremo da subito sulla questione morale che è uno dei perni della rifondazione autonomista. Per non personalizzare la vicenda, bisognerà porre il tema nel dibattito tra le forze autonomiste al fine di avere un approccio condiviso sulla tematica. Questo è l'approccio serio e corretto che dobbiamo trasmettere alla comunità.»
Il Vicecapogruppo dell'UV, Luca Bianchi ha evidenziato: «Il nostro movimento è garantista, lascia alla giustizia fare il suo corso e agli indagati di difendersi. Oggi però parliamo di una persona che non è nemmeno indagata. All'interno dell'UV stiamo approfondendo la questione morale, stiamo elaborando un regolamento e mi auguro che anche gli altri movimenti procedano in tal senso e che ognuno si guardi in casa propria: ce n'è per tutti.»
La Consigliere di RC-AC Chiara Minelli ha replicato che «non è stata colta da vari Consiglieri l'essenza della nostra mozione: noi non abbiamo chiesto le dimissioni da Consigliere, abbiamo chiesto un passo indietro rispetto alla carica da Vicepresidente del Consiglio, carica che ha una sua rilevanza. Prendiamo atto che non vi è la sensibilità di capirlo. Noi siamo per costruire, anche dall'opposizione, anche con questa mozione. Ci aspettavamo un esito diverso, ma noi questa questione dovevamo porla.»
L'Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha detto che «da parte del Governo non c'è nessun imbarazzo a trattare il tema: io ho la sensazione che l'essenza della mozione vada oltre, ossia che abbia la volontà di demolire questa maggioranza composta da forze autonomiste e federaliste. Forze che hanno iniziato un percorso politico importante: oggi, c'è stata una prima riunificazione di soggetti, poi ci sarà l'apertura ad altri e questo, forse, preoccupa. Se si vuole lavorare per tranquillizzare il popolo valdostano non è questo il modo. A nome del Governo annuncio che non voteremo questa mozione.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha aggiunto: «Il Governo è profondamente colpito per quanto sta succedendo in Valle d'Aosta e auspichiamo che la legalità sia ripristinata al più presto. Legalità che si basa su regole e non su opinioni e soprattutto rispettando l'umanità di tutti.»
In chiusura dei lavori, il Consiglio Valle ha respinto, con 6 voti a favore (M5S, ADU-VdA e RC-AC) e 26 astensioni, una mozione congiunta dei gruppi M5S e ADU-VdA riguardante la diffusione degli assorbenti lavabili e riutilizzabili. In particolare, il testo, così come spiegato in Aula dal Consigliere Luigi Vesan (M5S), mirava ad attivare una campagna ad hoc, anche tramite la disponibilità di kit gratuiti per le neo mamme e le donne in età fertile, nonché la specifica dotazione da parte dell'USL di forniture riutilizzabili per quanto riguarda i pannoloni per l'incontinenza degli anziani; ad aggiornare il piano rifiuti e ad attivare un apposito tavolo di concertazione con i confinanti ATO piemontesi per una gestione congiunta del trattamento e recupero.
L'Assessore all'ambiente, Albert Chatrian, ha spiegato che «solo una Unité des Communes ha fatto una sperimentazione. La questione è tutta da valutare attentamente, riprendendo il dossier in mano, guardando alle soluzioni da mettere in campo. C'è inoltre la criticità riguardante lo smaltimento di tali rifiuti. In mancanza di una fotografia aggiornata dei subATO, prenderci oggi degli impegni non sembra né corretto né di buon gusto e quindi chiedo il ritiro della mozione, altrimenti ci asterremo.»


Il Consiglio tornerà a riunirsi mercoledì 3 e giovedì 4 aprile 2019.

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